×
×
☰ MENU

Lettere al direttore

Pullman in ritardo, passeggeri a piedi

lettera al direttore

di Sandra Giambiasi

12 Maggio 2025, 15:25

Signor direttore,
le racconto un «bel» danno subito.

Sabato 3 maggio parto motivata, come sempre, per il lavoro, nonostante debba prendere un pullman e un treno per raggiungere dalla Lunigiana il ristorante dove lavoro a Parma. Ma dal 22 aprile al 31 maggio la linea ferroviaria tra Pontremoli e Berceto è interrotta per manutenzione regolare della linea stessa. Manutenzioni che, per fortuna, vengono fatte regolarmente. Per raggiungere Parma vengono messi a disposizione pullman sostitutivi che da Pontremoli raggiungono la stazione di Ghiare di Berceto. Da lì si prende il treno regionale per Parma dopo 10 minuti d'attesa.
Però...
Sabato 3 maggio il pullman arriva a Pontremoli alle 9.28 partendo alle 9.35 invece delle 9.05. Un ritardo che non solo non viene giustificato, ma non arrivano nemmeno le scuse. Si parte in autostrada a tutta velocità per raggiungere Berceto con un carico di circa quaranta persone. Arriviamo a Berceto, ma il treno regionale 19506 non aspetta il pullman in ritardo di 5 minuti e parte per Parma lasciando a terra le persone che si trovano senza spiegazione da alcun dipendente delle Ferrovie, senza una sala d'attesa per farle accomodare, solo con un bar piccolo che potrebbe dar loro «ospitalità» fino alle 14.10 per l'arrivo del primo treno disponibile. Gente che passeggia su strada, essendo lasciati in mezzo alla strada, per far passare il tempo, altre che si installano quattro ore al bar e chi, come me, chiama «l'aiuto da casa» per cercare di capire come fare per non perdere una giornata di lavoro e non essere assente per causa di altri.
Mio marito decide di venirmi a prendere. Parte da Villafranca in Lunigiana per raggiungere l'autostrada a Pontremoli e venire a recuperarmi a Berceto e portarmi a Parma. Poi il percorso inverso per tornare a casa.
Ora, le domande sono queste: perché il pullman è arrivato in ritardo e senza motivazioni? Qualcuno ha comunicato il suo ritardo a chi di dovere sul regionale? Perché la coincidenza non ci ha aspettati per cinque (5) soli minuti di ritardo? Perché non è stato mandato un treno sostitutivo? Chi ci paga ii tempo perso, il pedaggio autostradale, il carburante per fare 180 km tra andata e ritorno? E chi doveva sostenere un esame universitario, una visita medica, un colloquio di lavoro o altri appuntamenti importanti, ha perso tutto?
Ovunque si guardi non c'è un lato positivo. Menefreghismo, superficialità e poco rispetto per chi paga biglietto e abbonamento come me, come noi.
Poi penso al Giappone dove la media annua di ritardo dei treni è di 25 secondi (secondi) e il capo treno scende dal convoglio per chiedere scusa ai passeggeri. Forse è esagerato, ma sicuramente più dignitoso ed educato di chi, in questa Italia che vuol far parte della grande Europa, non riesce neppure a comunicare tra un autista di pullman e un capotreno.
I servizi, quelli veri, sono un'altra cosa. L'educazione e il rispetto dovrebbero avere la precedenza, soprattutto quando c'è gente che si alza all'alba per andare a lavorare.

Villafranca, 7 maggio

© Riproduzione riservata

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI