LETTERE AL DIRETTORE
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Egregio direttore,
la mancanza di medici di base sul territorio rischia di lasciare da soli i cittadini quando hanno bisogno di cura, soprattutto per chi è anziano o più fragile. Sembra che alla base della crisi ci sia una poca programmazione tra pensionamenti e nuovi ingressi. Il problema dei medici di medicina generale che mancano all’appello per garantire l’assistenza a tutti i cittadini non è solamente un problema di numeri, ma di distribuzione sul territorio. Ogni medico non può superare il massimale di pazienti presi in carico, quindi è normale che ci sarà chi si trova a dover cercare un medico in un altro comune, o addirittura a rimanere senza copertura sanitaria di base.
Poi sembra che la professione risulti sempre meno attrattiva per turni impegnativi e responsabilità, rendendo la medicina generale meno appetibile rispetto ad altre specializzazioni. Ma il quadro è destinato a complicarsi nei prossimi anni perché centinaia di professionisti raggiungeranno l’età pensionabile. Parallelamente cresce il rischio di sovraccarico per ospedali e pronto soccorso, poi l’invecchiamento della popolazione con maggiore necessità di assistenza. Un segnale positivo sembra arrivare dall’aumento degli iscritti ai corsi di formazione in medicina generale, ma senza misure concrete e tempestive, il rischio di trovare un medico di famiglia diventa sempre più difficile.
Occorre da subito risolvere, perchè non si possono lasciare i cittadini senza un così importante servizio. Per rimuovere i problemi che gravano sugli attuali liberi professionisti convenzionati, occorrerebbe anche meno burocrazia, sollevando i medici da attività amministrative non sanitarie, permettendo loro di concentrarsi sulla cura dei pazienti.
Parma, 5 aprile
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