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Corsa campestre: divertimento per 300 Foto

16 Dicembre 2015, 12:36

Nebbia, freddo e fango. C’erano tutti gli ingredienti, a Traversetolo, per disputare una gara di cross. La mattinata ideale, dunque, per la corsa campestre organizzata dall’Atletica Gallerini in collaborazione con il Gruppo provinciale Giudici Gara.

Al campo sportivo di via Pezzani si sono presentati 300 atleti, divisi tra le varie categorie, dagli esordienti ai Master, che hanno affrontato percorsi dai 300 metri ai 6 km.

La gara era valevole come seconda prova del campionato provinciale di società.

Tra gli atleti assoluti non c’è stata gara, né sul fronte maschile né su quello femminile: la vittoria è andata a Giammarco Buttazzo, portacolori dell’Atletica Casone Noceto e ad Irene Antola, dell’Atletica Livorno.

"Ho iniziato a correre con le campestri, agli europei e poi ai mondiali – dice Buttazzo - prima di passare alla pista e alla mezza maratona. Nell’ultimo anno sono stato lontano dallo sterrato, mi sono dedicato più alla strada; la gara di oggi (ieri per chi legge, ndr.) era un test, per capire come avrebbe reagito la caviglia, che ultimamente mi ha dato qualche problema. Ho ancora un po’ di fastidio ma direi che è andata bene: un risultato che fa ben sperare in vista dei mondiali di mezza maratona che mi aspettano a marzo 2016".

"Le campestri – aggiunge – sono corse molto diverse rispetto alla strada. Occorre allenarsi su questo tipo di terreno, allenare le caviglie, conoscere bene il proprio passo e non partire troppo forte: i cross sono sempre un’incognita, non sai come vanno a finire".

Chi ha seguito questa strategia è stata Irene Antola che ieri si è aggiudicata la vittoria tra le donne. La frazione – da 3,5 km - ha visto correre insieme le Assolute, gli Allievi e le Allieve: Irene è riuscita ad imporsi anche sugli uomini più giovani. Partita in terza posizione, dietro ai cussini Andrea Chiappini e Izen Fouad, non ha mai mollato la presa, riuscendo, giro dopo giro a guadagnare terreno, a superarli e poi a staccarli definitivamente.

"In realtà ho faticato, di fiato più che altro – ammette - e sono partita piano, però sentivo che le gambe giravano bene così ho fatto la gara in progressione, ma non credevo li avrei superati. Non correvo un cross da più di un anno non ero certa del mio stato di forma ma questo risultato è un buon auspicio per il 2016". E, c’è da scommetterci, sentiremo ancora parlare di lei nel prossimo campionato provinciale di corsa su strada.

"Il bello di una campestre? Non lo so, davvero: ci sono le buche, il fango – commenta sorridendo Cristian Ciobanu del Cus Parma, ieri quarto assoluto -. Però è il modo più naturale che abbiamo di correre, è divertente. E se cerchi una sfida con te stesso qui, sull’erba, la puoi trovare".

 

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