E’ ancora mistero sulla bomba esplosa stanotte a Chelsea, nel cuore di Manhattan, che ha provocato 29 feriti, tutti peraltro già dimessi dall’ospedale.
Ordigno rudimentale esplode a Manhattan: il video
L’esplosione a Chelsea è avvenuta intorno alle 20,30 di ieri ora locale (le 2.30 in Italia) e ha provocato il caos. «Ero a casa a guardare la televisione. E’ stata un’esplosione fortissima, ha scosso tutto il palazzo. E’ stata molto forte": ha raccontato alla Cnn Danilo Gabrielli, un 50enne residente sulla 23ma strada.
E mentre l’Fbi continua a raccogliere indizi in zona, l’Isis ha rivendicato via Amaq l’attacco in Minnesota, dove un uomo ha ferito otto persone con un coltello prima di essere ucciso. «Era un soldato dello Stato islamico, ha compiuto l’operazione per colpire i cittadini dei Paesi della Coalizione crociata», si legge sul network dell’Isis.
Dopo l’esplosione di Chelsea, Donald Trump ha preso la palla al balzo: il candidato repubblicano alla Casa Bianca ha "scavalcato" le autorità e - prima che fossero resi noti i dettagli dell’attentato - ha annunciato ai suoi sostenitori durante un comizio che una «bomba è esplosa» a New York. Trump ha approfittato subito dell’attacco per rinforzare la sua campagna elettorale, affermando che ora «dobbiamo usare le maniere forti».
Prudente invece la reazione della candidata democratica Hillary Clinton, che ha detto di voler attendere informazioni più precise sull'accaduto.
Oggi nella Grande Mela è atteso anche il presidente Barack Obama, che al momento dell’esplosione era a Washington ad una cena di gala del Congressional Black Caucus Foundation per onorare Hillary Clinton come prima donna ad ottenere la nomination di un grande partito alla Casa Bianca. Ma sbarcano anche decine di capi di Stato e di governo, che da domani parteciperanno ai lavori dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
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