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Museo egizio, spazi e suggestioni per nuovi tesori venuti dal passato - Foto

Un percorso unico e spettacolare dedicato alle acquisizioni provenienti dal mondo intero

di Stefania Provinciali

23 Dicembre 2021,23:43

La visita alla Pilotta si è da ieri arricchita di spazi mai visti grazie all’apertura dell’«Ala Nuova» del Museo Archeologico, collocata nella parte di edificio costruita a cavallo tra Otto e Novecento. Nuovi spazi e nuovi tesori svelati in un percorso unico e spettacolare dedicato alle acquisizioni di antichità provenienti dal mondo intero e non dal territorio, avvenute tra Sette e Novecento.
L’intervento si inserisce in quella importante opera di restauro, riconcepimento e riallestimento avviata nel 2017 con fondi del Ministero della Cultura, voluta dal direttore Simone Verde che, ieri, ha illustrato le ragioni del nuovo percorso.
Un nuovo percorso
«Prima le collezioni archeologiche erano miste, si trovavano in un caos cronologico e geografico e non si distingueva ciò che proveniva dal territorio e ciò che era stato acquisito con acquisti antiquari. La divisione è fondamentale, anche per ragioni culturali: tutto ciò che viene da fuori, è per una comunità un modo di avocare a sè l’eredità di culture o civiltà altre come è successo per le collezioni egizie. E’ invece fondamentale dividere le collezioni per genere e provenienza in funzione di un doppio obiettivo: da un lato rendere comprensibile il percorso storico delle società e dei territori in rapporto con gli spazi geografici di origine, dall’altro è necessario far capire, attraverso le separazioni dalla collezione antiquaria, come il passato sia servito quale strumento di legittimazione e costruzione identitaria per la società parmigiana».
Storia del territorio
«Nell’Ala Nuova - continua - si trova tutto ciò che giunge da «fuori» e ci stiamo apprestando, a partire dal 3 gennaio prossimo, a rifare il primo piano del museo archeologico per permettere di costruire una storia ragionata e cronologica del territorio». Il visitatore potrà così orientarsi in maniera tematica e aggiornata dentro queste tipologie di beni.
Le collezioni, la nascita di quella egizia nell’Ottocento, la storia del nostro museo e dei suoi direttori, è stato oggetto dell’intervento di Angela Mutti, archeologa che con Flavia Giberti, ha curato l’allestimento dell’Ala Nuova, mentre Emanuela Rossi, architetto della Soprintendenza (SABAP) che ha seguito i lavori, si è soffermata sulla complessità degli interventi, in particolare su quel maestoso soffitto a cassettoni della sala ceramiche, occultato alla vista negli anni Cinquanta da un enorme piano in calcestruzzo, di complessa demolizione.
«In un momento in cui i gli spazi museali vengono ridotti ci possiamo vantare di espanderci e di donare alla collettività sale mai viste, prima adibite ad uffici» ha ricordato.
«Il tutto reso possibile dalla sinergia nata col Ministero e con la Soprintendenza competenti» ha concluso Verde, aggiungendo che alla riqualificazione dell’Ala Nuova, corrisponde il rifacimento e il restauro dei prospetti esterni, in questo caso di una delle facciate neoclassiche più importanti d’Italia nonché del giardino su cui affaccia, ricavato sulle rovine dell’antica cavallerizza ducale. In attesa di un’altra tappa, a gennaio, che prevede l’apertura del nuovo Museo Bodoniano.

Prezzi e orari
Le modalità di visita

Dal 4 gennaio l’ingresso alla nuova ala del Museo Archeologico avverrà dal Lungoparma. Il costo del biglietto è di 5 euro.
Per le scuole l’ingresso è gratuito dalle ore 8.30 alle ore 10.30, con prenotazione obbligatoria entro il giorno precedente al seguente indirizzo mail: cm-pil@beniculturali.it.
Le visite, accompagnate per gruppi costituiti da massimo venticinque visitatori, si terranno con cadenza oraria alle ore 10.30, 11.30, 12.30, 13.30, 14.30, 15.30, 16.30 e 17.30.

© Riproduzione riservata

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