C’è un istante che accomuna ogni esperienza MX-5: quello in cui bisogna scendere. Sia perché la «manovra» richiede un pizzico di agilità in più rispetto a quando apri la portiera del tuo Suv, tanto è bassa e coricata la seduta, sia perché «incastrati» in abitacolo si sperimentano emozioni andate perse dalla maggior parte degli utenti della strada. E a pochi metri di distanza, senti già la nostalgia.
SOTTO IL COFANO Infine, il motore: il 2 litri benzina guadagna potenza (184 Cv al notevole regime di rotazione di 7.000 giri) e al tempo stesso l’omologazione Euro 6d-temp senza il ricorso al filtro antiparticolato. Se non gli si tira il collo, anche grazie all’assenza del turbocompressore il 4 cilindri Mazda brucia appena 8 l/100 km, e non è un dettaglio. Volendo, MX-5 è anche 1.5 (132 Cv), è hard-top (RF) anziché con tetto in stoffa (ST), inoltre - sul 2.0 - è pure automatica a 6 marce. Unico comun denominatore, la trazione posteriore. Proprio uno dei fattori in seguito ai quali Miss «Miata» (così si chiama in Usa) manifesta al meglio le sue proprietà di divertentissima mini-sportiva in formato 2.0L Soft Top con cambio manuale (da 31.500 euro).
COME VA Calati all’interno del cockpit e rinunciato a svuotarsi le tasche (niente vano nel cruscotto, niente fessure nei pannelli porta), si preme Start e il «sound» di benvenuto libera la prima tranche di adrenalina. Man mano che si abbandona la città e il panorama si fa più «selvaggio», e lo spiderino «jap» è libero di inerpicarsi sui tornanti, zigzagare tra le curve in successione, su esplicita richiesta anche a «scodare» (attenzione alle rotatorie con asfalto viscido!), non è inusuale assumere un ghigno dispettoso e un po’ arrapato. 0-100 in 6”5: troppo preciso lo sterzo, troppo tonico il retrotreno Multilink, per non cadere nella tentazione di «giocare» a fare il driver. Almeno qualche secondo, almeno se il traffico lo consente.
SCOPERTA La capote? Rigorosamente manuale, si afferra un gancio e si accompagna il tetto nel suo vano, assaporando senza filtri il borbottio virile che producono i due scarichi. Sulle lunghe percorrenze - come è ovvio che sia - il gusto della guida sportiva lascia il posto al disagio di rumore, vibrazioni e scarsa libertà di movimento. Per non parlare della capacità di carico: 127 litri sono il minimo sindacale. Ma giudicare MX-5 per il comfort, è come valutare un pesce per come si arrampica sugli alberi. E nella sua disciplina (quella delle due posti secchi a costi sostenibili) resta un mito anche a 30 anni dal debutto (1989). MX-5 non si guida. Si pilota.
SECONDO NOI
PREGI
Design Il muso è aggressivo e ultramoderno, tuttavia lo stile complessivo è sempre fedele alle sue gloriose origini
Dinamica Leggera (1.015 kg), reattiva, potente quanto basta. MX-5 come essenza della guida sportiva “low cost”
Consumi Un 2 litri benzina che non sfonda il muro degli 8 l/100 km non può che essere un gioiello di tecnologia
DIFETTI
Comfort Rigida, stretta, rumorosa. Non è l’auto da viaggi vacanze, né per chi soffre il mal di schiena.
Visuale La seduta è molto vicina a terra e sdraiata, gli ostacoli circostanti rischiano di sfuggire ai radar
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