Contromano
Anche quando il mercato chiude con il segno meno, intorno alle 18 del primo del mese insieme ai dati ufficiali del ministero fioccano le note di tutti i produttori che esultano per la propria crescita. Figuriamoci quando il mese si chiude con il segno più, come lo scorso gennaio: del resto basta individuare con cura quale dato commentare e il gioco è fatto... Dunque, formalmente il primo mese del 2026 si è chiuso con un lusinghiero +6,2% (141.980 immatricolazioni, circa 8200 in più) ma cosa racconta davvero il primo dato dell'anno? Intanto ci dice che il segmento dei privati è in forte, fortissima difficoltà. Oggi vale il 57% e la quota di erosione sfiora il 6%. A sostenere la domanda sono in realtà due voci che celano un quadro molto poco roseo. Da un lato ci sono i noleggi a breve termine, «drogati» quest'anno dalla forte anticipazione dettata dai Giochi Oimpici invernali. Ma ancora più importante è il fenomeno - ahinoi tutt'altro che nuovo nel Belpaese - delle cosiddette «autoimmatricolazioni», ovvero quelle vetture intestate alle stesse aziende produttrici o utilizzate per i test o, ancora, che finiscono nei famigerati «km zero» che intasano le concessionarie. Negli ultimi tre giorni di gennaio è stato immatricolato - tenetevi forte - circa il 39% delle vendite. È evidente che la foglia di fico del +6,2% nasconde un andamento stagnante.
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