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Bigster e Duster: evoluzione Dacia con il 4x4 ibrido Bi-fuel e cambio automatico

Grandi prestazioni off-road, costi contenuti e praticità al volante

Bigster e Duster: evoluzione Dacia con il 4x4 ibrido Bi-fuel e cambio automatico

di Aldo Tagliaferro

11 Febbraio 2026, 11:41

Metti insieme tre ingredienti come la trazione 4x4, il cambio automatico e l’ibrido Gpl e avrai un impasto perfetto in termini di comodità di utilizzo e contenimento dei costi. Se alla torta poi ci aggiungi la cilieguna di una trazione integrale davvero tosta allora puoi sfornare sul mercato un Bigster da leccarsi i baffi. Anzi due, perché la stessa ricetta vale anche per Duster.

Dacia sta rinnovando l’intera gamma e ai due Suv più importanti – appunto Duster e Bigster – ha riservato un upgrade che è una novità assoluta a livello mondiale: tecnologia ibrida, alimentazione bi-fuel Gpl e trasmissione integrale a un prezzo che continua a essere guidato dal concetto di “value for money”: Duster hybrid-G 150 4x4 da 28.500 a 30.050 euro, Bigster da 29.900 a 31.900, entrambi al top della gamma. Non male per un pacchetto del genere.

Guardiamolo più nel dettaglio: il motore termico all’anteriore è un 1.2 benzina da 140 Cv mentre quello elettrico sull’asse posteriore ne ha 31 per un totale di sistema di 154 Cv che si sentono tutti, sia in accelerazione che in ripresa. Dove Bigster convince meno (abbiamo testato il Suv più grande di Dacia) è semmai all’avvio,  un po’ macchinoso e migliorabile in termini di silenziosità, però poi la gestione delle cambiate da parte del doppia frizione a 6 rapporti e la fluidità di marcia sono perfette. Volendo ci sono anche i paddles al volante. Al posteriore il cambio a due rapporti per l’unità elettrica offre una coppia elevata ai bassi regimi e lo si sente bene in off-road. Abbiamo testato Bigster su un percorso fuoristrada molto impegnativo, fatto di tanto fango, pendenze non banali e guadi seri: Bigster non fa una piega, trova sempre la trazione migliore in ogni frangente – si può seguire la ripartizione tra i due assi sul display centrale insieme ai gradi di salita e discesa – grazie al selettore posto sul tunnel centrale che offre ben cinque possibilità. Auto, Eco, Snow, Mud Sand e Lock. Roba da Dakar (dove peraltro quest’anno ha vinto proprio Dacia…) e quando la discesa si fa pericolosa basta azionare l’Hill Descent Control perché il Suv di Dacia gestisca tutto in sicurezza. Forse non sono in tanti ad avere bisogno di un quattro ruote così performante, però dobbiamo ammettere che la performance ci ha stupito, anche per la facilità di utilizzo.

Ma torniamo a quello di cui invece tutti hanno bisogno: costi contenuti. Non c’è che l’imbarazzo della scelta: da un lato l’ibrido 48 Volt (batteria agli ioni di litio da 0,84 kWh)  che si ricarica durante la guida permette fasi di guida 100% in elettrico  e Dacia promette in città il 60% della circolazione in modalità EV. Dall’altro il Bi-fuel consente di fare un generoso pieno di Gpl (50 litri il serbatoio) a prezzi bassi. L’omologazione è di 7,1 litri 100 km a Gpl  e 5,9 litri 100 km a benzina. In termini di autonomia con due serbatoi da 50 litri si sfiorano i 1500 km con un pieno…

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