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Abbecedario Dei Musei Del Cibo - M Come Mezzaluna

25 Maggio 2022,17:55

A-B-C-D. Quattro lettere – le prime dell’alfabeto – danno vita ad una parola dalle assonanze arcane e misteriose: abbecedario.
Il libro per insegnare l’alfabeto e imparare a leggere, amato da generazioni di scolari (ce lo aveva anche Pinocchio!), illustrato con i colori e le forme degli oggetti-guida scelti come testimoni di un mondo ancora da scoprire.

Ma anche un abbecedario del cuore – per dirla come il grande Gillo Dorfles – che usa le parole come passe-partout per conoscere (e riconoscere e riconoscersi) un passato ricco di storie, emozioni, cultura...

A come Aratro, B come Botte, C come Caldaia...

 

A-B-C-D. Quattro lettere – le prime dell’alfabeto – danno vita ad una parola dalle assonanze arcane e misteriose: abbecedario.
Il libro per insegnare l’alfabeto e imparare a leggere, amato da generazioni di scolari (ce lo aveva anche Pinocchio!), illustrato con i colori e le forme degli oggetti-guida scelti come testimoni di un mondo ancora da scoprire.

Ma anche un abbecedario del cuore – per dirla come il grande Gillo Dorfles – che usa le parole come passe-partout per conoscere (e riconoscere e riconoscersi) un passato ricco di storie, emozioni, cultura...

A come Aratro, B come Botte, C come Caldaia...

 

Le lettere si snocciolano in un racconto che dà voce – come un moderno cantastorie – a mestieri e sonorità antichi in cui la forma dei singoli oggetti diviene specchio della società che li ha creati.

Un modo per scoprire – dalla parola all’oggetto e dall’oggetto al mondo – quel patrimonio di saperi che le generazioni hanno accumulato nel tempo alle nostre spalle e che noi, spesso sbadati, più non sappiamo leggere.
Un abbecedario per imparare – con quella degli oggetti – la nostra storia e per leggere, riflessa negli oggetti amorevolmente custoditi dai Musei del Cibo, uno spicchio del nostro futuro.
Alessandra Mordacci, Conservatore dei Musei del Cibo, dà voce e racconto agli oggetti delle collezioni esposte ai Musei del Cibo di Parma.

 

Le lettere si snocciolano in un racconto che dà voce – come un moderno cantastorie – a mestieri e sonorità antichi in cui la forma dei singoli oggetti diviene specchio della società che li ha creati.

Un modo per scoprire – dalla parola all’oggetto e dall’oggetto al mondo – quel patrimonio di saperi che le generazioni hanno accumulato nel tempo alle nostre spalle e che noi, spesso sbadati, più non sappiamo leggere.
Un abbecedario per imparare – con quella degli oggetti – la nostra storia e per leggere, riflessa negli oggetti amorevolmente custoditi dai Musei del Cibo, uno spicchio del nostro futuro.
Alessandra Mordacci, Conservatore dei Musei del Cibo, dà voce e racconto agli oggetti delle collezioni esposte ai Musei del Cibo di Parma.

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