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I Beatles sulla strada, 50 anni di "Abbey road"

18 Ottobre 2019, 08:57

E' stato il canto del cigno, almeno sul piano delle registrazioni discografiche ("Let it be” uscì, infatti, qualche mese dopo ma era stato registrato precedentemente) dei Beatles. "Abbey road" in questo 2019 ha tagliato il traguardo dei cinquant'anni. Il gruppo più amato della storia contiene alcuni brani molto importanti in una produzione già sterminata e praticamente tutta "mitica" come "Come together" di Lennon, o "Something" e "Here come the sun" scritte  da George Harrison. Il lato B  è, invece,  quasi interamente occupato da   "The long one". Le canzoni sono, infatti,  tutte unite in un solo blocco (come i Beatles avevano già fatto in “Sgt.Peppers lonely hearts club band”). Contiene pregevoli pezzi come “You never give me your money” o “The end” con tanto di ripresa con “Her majesty”. Su quell'operazione  piovvero gli strali di Lennon che la definì, più o meno, “spazzatura”. Ma che ovviamente spazzatura non è e i cui momenti più alti portano proprio la sua firma, oltre a quella di McCartney.

Un lavoro arrivato in un momento in cui la rottura era ormai imminente. I baronetti vivevano ormai da separati in casa. Specialmente tra Lennon e McCartney le cose non andavano più bene da tempo e, specie il primo, non risparmiò commenti al vetriolo su una canzone scritta dall'altro "diòscuro" della band che, partita da Liverpool, aveva stregato il mondo.

"Abbey road", dal nome del mitico studio di registrazione londinese, riproposto nel suo cinquantenario con una edizione deluxe con registrazioni e demo inediti, cd e blue ray come di prammatica per gli anniversari importanti, è dunque un album storico per diverse ragioni, tra cui la famosa copertina. Quella, per intendersi, delle strisce pedonali. Pochi giorni fa, esattamente il 29 settembre ("Abbey road" uscì il 26 di quel mese del '69)  su "Controcultura", l'inserto domenica de "Il Giornale", ha scritto un interessante articolo  Antonio Lodetti, i cui pezzi sono miniere di notizie. L'autore racconta la "genesi" di una delle copertine più famose della storia che fu un'idea di McCartney. I Beatles in quell'occasione fecero solo un salto fuori dallo studio, il tempo per farsi immortalare  sulle strisce dal fotografo scozzese  Iain Macmillan mentre un vigile bloccava il traffico. Una copertina senza alcuna scritta  (un unicum nella produzione dei  "Fab four") che alimentò leggende, ad esempio sul perché McCartney era scalzo, misteri e una miriade di aneddoti. Come quello su Paul Cole, l'uomo ripreso in lontananza. Lui, ironia della sorte, i Beatles allora non sapeva neppure chi fossero e lo apprese quando gli fecero notare che  era stato  fotografato  sulla copertina di  "Abbey road". Anche lui entrò così nella leggenda.
Michele Ceparano

 

Da youtube You never give me your money

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