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'Late for the sky', Jackson Browne 'prima del diluvio'

'Late for the sky', Jackson Browne 'prima del diluvio'

23 Novembre 2019, 09:11

di Michele Ceparano

Trasferitosi negli Stati Uniti, Paese di origine della sua famiglia, dalla Germania dove suo padre era militare, negli anni Cinquanta, Jackson Browne si mette in luce già da giovanissimo come compositore. I suoi primi due album - “Jackson Browne” e “For everyman” - vanno bene, ma sarà il terzo, che ha appena compiuto 45 anni, a consacrarlo. Pop folk e testi quanto mai malinconici e perfino criptici, “Late for the sky” è, però, il disco che contiene alcuni tra i suoi pezzi più importanti. In primis “Before the deluge” (prima del diluvio) che lo fa conoscere non solo per la sua vena poetica e per gli accordi che l'accompagnano, ma anche per il suo impegno per l'ambiente. Il tutto 44 anni prima che sul pianeta terra iniziasse a impazzare il fenomeno-Greta.

Qualche anno  dopo ci sarà, infatti, anche il cantautore americano sul palco di “No nukes”, parata antinucleare di stelle del rock a stelle strisce, tra cui Bruce Springsteen e Crosby, Stills and Nash. Tanta retorica, ma almeno ottima musica.

“Before the deluge”, gran bel brano fin dall'attacco che l'ha reso celebre (“Some of them were dreamers/ and some of them were fools” o quel “golden ring” che sembra  rimandare a Tolkien) non è, però, l'unica perla dell'album. “The road and the sky” è molto più rock, ma mantiene la profondità tipica della ballate del musicista 71enne. Tra i brani più suggestivi anche la title track “Late for the sky”, delicata storia d'amore arrivata al capolinea che Martin Sorsese inserirà nella colonna sonora di “Taxi driver”, “Fountain of sorrow” ma anche “Farther on”. Un album da riscoprire o, magari per i più giovani, da ascoltare per la prima volta.

 

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