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La tragica morte dell'ex rettore Loris Borghi Video

Giovedì 15 marzo alle 19.30 nella chiesa di S. Rocco un momento di preghiera

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Loris Borghi

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L'ex rettore dell'Università di Parma, Loris Borghi, è stato trovato morto in un'auto sotto il cavalcavia di Baganzola. Disperata e, purtroppo inutile, la corsa all'ospedale e il ricovero in rianimazione. Si pensa ad un gesto estremo, aveva 69 anni.  Oggi, giovedì 15 marzo alle 19.30 nella Chiesa di S. Rocco, in via Università, si terrà un momento di preghiera.

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L'ex rettore, indagato con l’accusa di abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta "Pasimafi", si era dimesso lo scorso maggio. A gennaio di quest'anno invece era stato chiesto il rinvio a giudizio per un'altra vicenda: le nomine di Tiziana Meschi a primario e poi a capo del dipartimento geriatrico.

Loris Borghi, professore ordinario di Medicina interna era nato a Palanzano il 15 febbraio del 1949.  Dopo il conseguimento della maturità classica, a Reggio Emilia, nel 1968, si era laureato in Medicina e chirurgia nell'ateneo parmigiano  (con lode), nel 1974. Due le specializzazioni conseguite: in Medicina Interna a Parma, nel 1980 e in Biochimica e Chimica Clinica, sempre a Parma, nel 1984, sotto la guida dei suoi maestri, Bonaventura Rescigno, Luigi Migone, Alberico Borghetti e Almerico Novarini. 
Ricercatore del CNR nel biennio 1978-1980 è stato ricercatore Universitario (1980-1999), professore ordinario dal 2000, coordinatore di Semeiotica e Metodologia Clinica, direttore del Dipartimento Universitario di Scienze Cliniche, direttore delle scuole di specializzazione in  Gastroenterologia, Scienza dell’alimentazione, Allergologia ed immunologia clinica, Medicina d’emergenza-urgenza. Tra i numerosi ruoli, quello di presidente dell' Osservatorio della Regione Emilia-Romagna per le scuole di specializzazione mediche, preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dal 2005 al 2012 e direttore del dipartimento di medicina clinica e sperimentale. Dal 2013 a maggio dell'anno scorso è stato rettore dell'Università di Parma. 

Il cordoglio del rettore e dell'Università

Il Rettore Paolo Andrei ricorda così il Professor Borghi: “Sono profondamente addolorato per questa bruttissima notizia.
Il Professor Loris Borghi ha servito con slancio e generosità il nostro Ateneo per tanti anni, soprattutto nel periodo in cui è stato il nostro Magnifico Rettore. Lo ricordo con tantissimo affetto per lo spessore umano e per le capacità professionali che ha sempre dimostrato, oltre a essergli profondamente riconoscente per la stima di cui mi ha onorato. Una vita umana si è spezzata,e non per cause accidentali o naturali: tra le ragioni che hanno portato a questo gesto estremo c’è stato sicuramente anche il senso di abbandono che lo ha pervaso a seguito dell’indifferenza dei molti che, dopo le sue dimissioni dalla carica di Rettore, lo hanno dimenticato e, talvolta, oltraggiato. Tutto ciò deve farci riflettere, deve fare riflettere ciascuno di noi, perché interpella la nostra coscienza individuale e collettiva. So di non essere “politicamente corretto” e me ne assumo pienamente la responsabilità: di fronte a questo gesto di disperazione non si può restare indifferenti, non si possono usare frasi di circostanza.” 
L’Ateneo si unisce alle parole del suo Rettore in questo difficile momento per tutta la comunità accademica parmense, ed esprime il suo cordoglio e la sua vicinanza alla famiglia.

Il cordoglio del sindaco Pizzarotti

"Una tragica notizia che coglie tutti di sorpresa e che ho appreso con grande e profondo sgomento. Ho avuto modo di conoscere e apprezzare Loris Borghi durante il suo mandato come rettore dell'Università di Parma. Insieme, e per la prima volta dopo diversi anni in cui il Comune e l'Università hanno evitato di collaborare, abbiamo stretto un forte legame istituzionale, portando l'Università e il Comune a un dialogo costante e continuo, contribuendo a far crescere entrambi attraverso progetti che tuttora stiamo portando avanti con il nuovo rettore Andrei. Sin da subito Borghi mi ha fatto una bellissima impressione: persona pacata, intelligente, pragmatica e dedita con passione al proprio lavoro. Una persona che era difficile non stimare. La notizia è terribile, drammatica, e ha un sapore davvero amaro. A nome di tutto il Comune di Parma le mie condoglianze alla famiglia".

Il cordoglio del sindaco di Palanzano

Lino Franzini: "Apprendo con grandissimo dolore questa notizia; era una persona cara, nato su queste terre a cui era rimasto sempre legato; uno di noi, amico di tutti noi; dispiace tantissimo, in Loris Borghi avevo un amico, una persona su cui potevo contare per un consiglio o un aiuto per queste terre abbandonate e dissestate; eravamo coetanei poi il lavoro e le vicissitudini ci hanno separati. Non è giusto; la vita per Loris Borghi non doveva finire così. Che il Grande Spirito che ha costruito il mondo gli dia quella pace e quella tranquillità che, a mio avviso, avrebbe meritato anche su questa terra, un caro abbraccio Loris. Le più sentite condoglianze ai famigliari".

 

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  • Vale

    15 Marzo @ 12.08

    Resto da ieri sera terribilmente scossa ed addolorata. Ho avuto modo di apprezzarlo e di comprendere seppur parzialmente come si stesse muovendo all'interno dell'Università.Ma come al solito le cose belle svaniscono troppo in fretta. Non ho mai creduto ad un suo coinvolgimento di interesse. Oggi abbiamo un Rettore sicuramente capace e carismatico ma.... ha due grossi incarichi contemporaneamente : Rettorato e Presidenza di Fondazione Cariparma. Non lo trovo per nulla giusto per svariati aspetti. Di certo giuridicamente sarà fattibile ma a mio parere inopportuno. Parma ha un vizio: sui poteri forti non si interroga senza porsi prima il dubbio. Servile al potere. Una città "lecchina" che aspetta prima sempre il tonfo per poi giudicare, sentenziare, ferire. Ma se i fatti fossero andati così per Loris Borghi come abbiamo letto,impariamo da questo episodio ad usare sempre e prima il cuore e tanta carità. Poi la ragione se deve venire, arriva ma in questo modo giunge con le dovute proporzioni.

    Rispondi

    • 15 Marzo @ 15.32

      (dalla Redazione) Le diamo una buona notizia: il rettore Andrei da mesi non è più presidente della Fondazione, visto che si è dimesso una volto diventato rettore. L'attuale presidente della Fondazione è il professor Gino Gandolfi. Immagino che lei si riferisca alla polemica per il fatto che Andrei non si era dimesso prima di diventare rettore.

      Rispondi

      • Vale

        15 Marzo @ 16.37

        No non lo sapevo affatto e ringrazio dell'informazione. Abito fuori dalla prov.di Parma e mi è sfuggita allora questa notizia. Mi era parso di averlo visto di recente ancora come Presidente di Fondazione.Chiedo scusa. Felicissima. Finalmente una notizia che fa onore a Paolo Andrei.

        Rispondi

  • patti

    15 Marzo @ 06.48

    ...Leo primo....ma ancor prima viene il buon senso! Poi vedila come vuoi...ti piaccia o no!

    Rispondi

  • Fra

    14 Marzo @ 22.47

    Sono un po’ sconvolto dalle parole di Andrei... forse si è dimenticato, o ancora peggio fa volontariamente finta di non ricordare, che Borghi (pace all’anima sua) è stato rinviato a giudizio per ABUSO DI UFFICIO. Detto ciò, è giusto e nobile il sentimento di pietà nei suoi confronti, ma non esageriamo con gli elogi omertosi!!! Capisco che grazie alle sue dimissioni Andrei è diventato rettore, ma è veramente incredibile da parte sua una tale omertà.

    Rispondi

    • 14 Marzo @ 23.08

      (dalla redazione) Le ricordiamo che un rinvio a giudizio non è una condanna, ma l'avvio di un percorso processuale che eventualmente può arrivare una condanna. E questa condanna va confermata, per la legge italiana, in tre gradi di giudizio. Fino ad allora la presunzione di innocenza vale per tutti. Per quel che riguarda Andrei facciamo notare che è stato eletto dopo le dimissioni di Borghi, ma attraverso regolari elezioni da lui vinte con ampio margine.

      Rispondi

      • Filippo

        15 Marzo @ 14.47

        Andrei, come altri peggio di lui, avrebbe avuto tutto il diritto di dire che umanamente era dispiaciuto di una indubbia tragedia. Ma quello che ha detto come istituzione, è scandaloso tanto quanto quello che ha dichiarato il sindaco. E non è una questione di politicamente, ma di semplicemente corretto.

        Rispondi

        • Fra

          15 Marzo @ 16.40

          Condivido ogni tua singola parola, Filippo!

          Rispondi

      • Fra

        15 Marzo @ 14.37

        alla redazione rispondo: ho appunto (e con cognizione di causa!!!) parlato di RINVIO A GIUDIZIO e non di condanna!!!! e ho inoltre ben detto che DOPO LE DIMISSIONI del povero Borghi, Andrei è diventato rettore... chi ha dunque parlato di condanna??? e chi di elezioni non regolari??? qual'è quindi il senso della vostra risposta?

        Rispondi

        • 15 Marzo @ 15.22

          (dalla redazione) Il senso della nostra risposta era rimarcare che un rinvio a giudizio è, appunto, un rinvio a giudizio e che Andrei è stato eletto e non è subentrato a Borghi senza elezioni.

          Rispondi

      • Nocciolina

        15 Marzo @ 11.32

        ecco perchè in troppi si ammazzano: basta il sospetto e tutti gli analfabeti funzionali d'Italia si scagliano contro il colpevole (che poi... non è ancora accertato)

        Rispondi

      • isabella

        15 Marzo @ 07.24

        La Gazzetta di Parma dovrebbe ricordare per prima che un rinvio a giudizio non è una condanna. Prima di pubblicare per alcune persone nomi, cognomi, indirizzi, stipendi, a fronte di rinvio a giudizio e per altre persone nessun identificativo a fronte di condanne o arresti in flagranza. Ricordi per prima quanto scritto da lei stessa. Prima di pubblicare notizie, mi si passi il termine "violente" che inducono alla disperazione. Ricordi per prima.

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        • 15 Marzo @ 15.39

          (dalla redazione) Che un rinvio a giudizio non sia una condanna lo ricordiamo tutte le volte. Per i nomi e cognomi prima della condanna vale la regola che vengono dati - quando ne veniamo a conoscenza - quando si tratta di persone particolarmente note per il posto che occupano nella società. In questo caso vale il diritto di cronaca perché si presume che la notizia sia di interesse pubblico, tenuto conto delle importanti funzioni della persone oggetto della notizia. Negli altri casi, invece, cerchiamo sempre di tutelare la privacy delle persone, anche a costo di sopportare l'ira di lettori e commentatori.

          Rispondi

  • Filippo

    14 Marzo @ 20.44

    Questo gesto estremo farà calare il silenzio anche sulle recenti inchieste. Lo stesso silenzio che sarebbe stato preferibile alle parole istituzionali di chi si guarda bene dal ricordarle, dopo anni in cui non ha perso occasione per insultare chi l'ha preceduto.

    Rispondi

  • Oberto

    14 Marzo @ 20.40

    Aveva un curriculum veramente eccezionale , al di là degli eventuali falli di gestione che forse potrebbe aver fatto ( forse !)

    Rispondi

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