Carabinieri
Foto d'archivio
Importante svolta giudiziaria per un grave caso di violenza sessuale avvenuto nel luglio del 2019 a Boretto (Reggio Emilia), ai danni di una minore di anni 14. La Corte d’Appello di Bologna, accogliendo il ricorso presentato dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia, diretta dal Procuratore Calogero Gaetano Paci, ha ribaltato la sentenza di primo grado che aveva assolto l’imputato.
L'uomo, oggi 82enne, era stato originariamente arrestato per la grave vicenda, ma nel giugno del 2022 era stato assolto dal Tribunale di Reggio Emilia con la formula "perché il fatto non sussiste". Il Sostituto Procuratore Maria Rita Pantani, titolare delle indagini aveva immediatamente impugnato la sentenza di assoluzione. La Corte d’Appello di Bologna, accogliendo l’appello del PM e in riforma alla sentenza di primo grado del Tribunale di Reggio Emilia, ha ritenuto l'imputato responsabile del reato ascrittogli, condannandolo alla pena di due anni di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali in entrambi i gradi di giudizio. L'uomo è stato inoltre condannato alle pene accessorie previste dalla legge in questi casi: l’interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, alla curatela e all'amministrazione di sostegno, nonché l’interdizione temporanea dai pubblici uffici. La vicenda risale all'estate del 2018, quando l'uomo, approfittando della momentanea assenza di altri adulti, aveva invitato la minore in cortile. Con violenza – estrinsecatasi nella rapidità del gesto, stringendola e impedendole ogni via di fuga – l'aveva costretta a subire atti sessuali. L’epilogo in secondo grado segna dunque il pieno accoglimento della tesi accusatoria sostenuta dalla Procura reggiana, riaffermando la gravità del fatto contestato.
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