Abusi su 8 alunne con meno di 14 anni alle scuole medie: sospeso dal servizio un collaboratore scolastico
La Procura aveva chiesto anche l'obbligo di dimora nelle ore serali ma il Gip non l'ha incluso nei provvedimenti
Indagine dei carabinieri
di Tommaso Romanin (agenzia Ansa)
19 Gennaio 2026, 21:45
Le indagini sono partite dopo che alcune ragazzine di una scuola media di un centro della bassa reggiana si sono confidate con le insegnanti, su quello che succedeva all’interno dell’istituto. Dalla denuncia, i carabinieri hanno approfondito e hanno scoperto, è l’ipotesi di accusa, un quadro di abusi seriali commessi da un collaboratore scolastico di 28 anni, all’interno degli stessi locali della scuola. Vittime sarebbero almeno otto alunne, tutte con meno di 14 anni.
Nei confronti del giovane, nel fine settimana, i militari hanno eseguito la misura cautelare della sospensione dal servizio per 12 mesi, disposta dal gip del tribunale di Reggio Emilia. La Procura aveva chiesto anche un obbligo di dimora, nelle ore serali, ma il giudice ha ritenuto sufficiente la prima misura a scongiurare il rischio di reiterazione. L’uomo, difeso dall’avvocato Vincenzo De Franco, risponde del reato di violenza sessuale aggravata e continuata su minorenni e nei prossimi giorni, se riterrà, potrà dare la propria versione dei fatti nell’interrogatorio di garanzia. Il dipendente avrebbe indotto le ragazzine a subire abusi sessuali, con contatti fisici forzati e trattenendole in luoghi isolati della scuola, per esempio nell’aula magna o negli antibagni, approfittando del proprio ruolo. Avrebbe sfruttato i momenti di minor sorveglianza nei corridoi instaurando un «clima di pressione psicologica, cercando di apparire come una figura di riferimento 'affettuosà per confondere le giovani vittime e indurle al silenzio», spiegano i carabinieri Sulla vicenda è intervenuta Cisl Scuola Emilia Centrale, esprimendo «la più profonda vicinanza alla comunità scolastica: studenti, famiglie, docenti e tutto il personale. Quanto è stato svelato dalle autorità inquirenti colpisce nel profondo e genera sgomento, dolore e preoccupazione non solo tra le famiglie direttamente interessate, ma in tutta la cittadinanza». Per il sindacato «già in questa fase è fondamentale non lasciare sola la scuola. «La priorità oggi è tutelare le famiglie, a cominciare da quelle dei ragazzi coinvolti, e gli studenti, garantendo protezione, ascolto, chiarezza, trasparenza e continuità educativa. Rivolgiamo un invito a tutta la comunità a stringersi attorno agli studenti, alle famiglie, ai docenti e al personale Ata, alle prese con un momento difficile e carico di tensione emotiva. La scuola è un presidio di fiducia, crescita e protezione: va sostenuta, non isolata».