Intervento di Roberto Prada Presidente Tep
Leggo sulla versione online della «Gazzetta» l’ennesimo intervento disinformato e fuorviante relativo al mondo dei trasporti, effettuato da Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi. Confesso che come cittadino, ancor prima che come presidente di una società di trasporto pubblico, incomincio a essere stanco e preoccupato di vedere come persone che dovrebbero avere un livello culturale superiore alla media nazionale e alle cui cure è affidata la crescita intellettuale dei nostri figli, siano privi di strumenti di analisi e comprensione della realtà che li circonda.
Veniamo ora a quello che succede su un mezzo pubblico: i tempi di permanenza sono ridotti, dunque i tempi di esposizione ben più brevi che in un ambiente dove si svolge un'attività; i passeggeri sono immobili, si limitano a respirare, indossano la mascherina dunque generano emissioni enormemente inferiori rispetto ad altri ambienti; l’aerazione è notevolmente superiore non solo per l’apertura delle porte continua, ma anche perché gli ordini di servizio prevedono l’apertura di botole e finestrini. La saturazione dell’ambiente da aerosol è rimediata dal ricambio dell’aria, che in un bus è stato stimato nell’ordine dei 3 minuti (cosa che in un ambiente chiuso avviene esclusivamente sugli aerei, che però sono dotati di filtri speciali, e non in altri ambienti pubblici e privati).
Tutto ciò spiega perché oggi ci sono ambienti chiusi dai Dpcm e invece i mezzi del trasporto pubblico continuano a viaggiare senza alcun obbligo di mantenimento del distanziamento tra i passeggeri.
Tutto ciò spiega perché in molti Paesi europei non sono neppure state previste riduzioni alla portata massima dei mezzi pubblici, mentre in Italia assistiamo tristemente alla moda che chiunque voglia intervenire si sente in dovere di lanciare una frasetta sui mezzi pubblici, senza alcuna cognizione di causa.
Pertanto, pensando alla nostra provincia di Parma, le scuole superiori potrebbero riprendere, quando ritenuto opportuno, le lezioni (senza accampare scuse coinvolgendo il settore del trasporto) già con l’organizzazione attuale che (a seguito di investimenti fatti dalla società, e risorse incrementali sia statali che regionali) consentirebbe di garantire una saturazione massima dei mezzi inferiore al 70%. E comunque una saturazione media negli orari di punta tra il 55 ed il 50%.
Se invece in Italia si riterrà opportuno (come sembra estremamente probabile) mantenere il limite della saturazione massima al 50% dei mezzi pubblici, ci sarà solo una scelta possibile: andare in classe a rotazione (magari due terzi o anche più, per volta).
Perché altre alternative comporterebbero molti miliardi di euro di costi/investimenti in più, gli stabilimenti di produzione europei impiegherebbero comunque anni per fornire i mezzi necessari in più, i mezzi dei privati possono solo essere un aiuto ma non il rimedio al problema, nelle province italiane uno sfasamento degli orari (fattibile solo in grandi centri urbani) acuirebbe i problemi anziché ridurli.
Concludo con la citazione, fatta da Mario Draghi in un suo recente intervento, di una frase del teologo R. Niebuhr: «Dammi la serenità per accettare le cose che non posso cambiare. Il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare e la saggezza di capire la differenza». Ebbene Tep ha messo in servizio 13,5 milioni di euro di mezzi in più, ha sospeso la rottamazione di decine di mezzi vecchi, incrementato l’utilizzo di mezzi privati del 30%, spenderà per costi di esercizio quasi 2 milioni di euro in più per anno scolastico. Ha dunque cambiato le cose che potevano essere cambiate.
Ci aspettiamo che altri abbiano la saggezza di capire la differenza tra il possibile e l’impossibile.
Ci aspettiamo che altri studino la produzione scientifica e non incrementino la disinformazione.
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata