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Una Casa della montagna: la nuova sfida del Club alpino

Il presidente Zanzucchi: «Un progetto ampio con aspetti culturali, sociali ed educativi»

Una  Casa della montagna: la nuova sfida del Club alpino

31 Maggio 2022, 08:59

Parma avrà presto una «Casa della montagna»: è un obiettivo ambizioso, inseguito dal Cai, con il coinvolgimento delle istituzioni locali più direttamente interessate. Ne parliamo con il presidente Roberto Zanzucchi, reduce dalla firma di un protocollo d’intesa, siglato il 26 aprile scorso nella sala di rappresentanza del palazzo municipale, fra lo stesso Cai, l’Università di Parma, il Parco nazionale Tosco Emiliano, il Comune di Parma e il Csv (Centro servizi volontariato).

Presidente Zanzucchi, ma davvero c’è bisogno di una Casa della montagna in città?
Non è solo una casa, è un progetto ampio, articolato e certamente ambizioso, che ha la montagna come oggetto, ma coinvolge attorno a questo tema aspetti culturali, sociali ed educativi. La casa sarà un contenitore per esperienze ludiche e formative, volte promuovere un rapporto con i monti corretto, consapevole e sicuro.


La futura casa sostituirà l’attuale sede del Cai?
Certamente sì. Vogliamo costruire un edificio nuovo in città, in una zona accessibile, non lontana dal centro storico, ma facile da raggiungere anche in bicicletta o con i mezzi pubblici, quindi dentro l’anello delle tangenziali.
Esistono già un progetto e un piano finanziario?
Ovviamente no, perché siamo in una fase istruttoria, ma abbiamo l’intenzione di risolvere la vicenda in tempi brevi. Dopo la presentazione in assemblea dei soci, passeremo alla seconda fase con l’individuazione di un’area adatta, preferibilmente di proprietà del Cai. Seguirà la fase progettuale dal punto di vista architettonico. Quanto al finanziamento, sarà a carico del Cai, che dovrà procurarsi le risorse necessarie.
Lei insiste molto sul progetto culturale e sociale…
Sì, perché non basta un bell’edificio per dare vita ad un grande progetto. E’ vero che anche il Cai ha esigenze di spazio, svolge un’attività sempre più complessa e articolata che l’attuale sede non è in grado di ospitare. Ma vogliamo andare molto oltre: creare un luogo capace di offrire esperienze virtualmente simili a quelle che si vivono frequentando la montagna, una specie di laboratorio permanente a disposizione della città. Per questo ci piacerebbe che la Casa trovasse collocazione vicino ad un polo scolastico e ad impianti sportivi (i ragazzi sono i nostri interlocutori privilegiati) e all’interno o nelle adiacenze di un ampio spazio verde, dove poter allestire un parco che ospiti giochi e attività legati al mondo della montagna, come arrampicata, equilibrio, orientamento. Già in autunno pensiamo di poter attivare, in viale Piacenza, insieme ai nostri partner, il progetto sociale e culturale che sta alla base dell’iniziativa.


A proposito di viale Piacenza, cosa pensate di fare dell’attuale sede?
La sede attuale è di proprietà del Cai. Rientrerà certamente nel piano finanziario del progetto della Casa della montagna.
Domanda quasi scontata: quando vedremo realizzata la Casa della montagna di Parma?
L’obiettivo che ci poniamo è quello di costruirla entro il 2025: sarebbe il modo migliore per festeggiare i 150 anni del Cai di Parma. Non sarà facile, ma ci proveremo.

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