Ail ha acquistato e sistemato una residenza
Casa Ail, ma prima di tutto casa. Accogliente, c’è tutto ciò che serve, tv compresa. È la nuova residenza in via Fleming 5, inaugurata ieri mattina, che Ail ha comprato e sistemato per accogliere i pazienti ematologici provenienti da altre città e le loro famiglie.
In questo modo, sarà possibile accogliere i pazienti e consentire loro di proseguire le cure in un ambiente protetto, confortevole e familiare e aiuterà i parenti, costretti spesso a lunghe trasferte per stare accanto ai loro cari, sollevandoli anche da spese importanti.
«Con Ail abbiamo un grosso debito: l’aiuto che ci dà da anni questa associazione è straordinario - dichiara Francesco Leonardi, primario dell’Oncologia e facente funzione dell’Ematologia -. I volontari ci permettono di intercettare al meglio le esigenze dei pazienti e delle loro famiglie, lo hanno fatto anche nel periodo di emergenza Covid e continuano a farlo anche oggi, anche con la Casa Ail».
Un aiuto fondamentale: «Ail con le sue attività aiuta Parma ad essere una città generosa, capace di aiutare - afferma l’assessore alla Partecipazione Daria Jacopozzi -. L’inaugurazione di questa residenza è un momento importante per tutta la città e dimostra quanto il volontariato parmigiano lavori quotidianamente».
Gli spazi sono già pronti (anche perché a breve arriverà subito il primo inquilino con la sua famiglia, direttamente dalla Calabria, fanno sapere i volontari Ail): i letti sono pronti, ogni stanza è stata pulita e disinfettata da cima a fondo, balconi compresi. L’appartamento è davvero accogliente, è formato in particolare da due camere da letto, servizio, un’ampia cucina coloratissima (i mobili sono sui toni del blu), un ampio soggiorno luminoso, due piccoli terrazzi, un solaio, un posto auto interno e un ampio giardino comune. Poi ci sono delle cornici da riempire con foto e ricordi, alcuni vasi in cui piantare qualche fiore o piccola pianta, dei soprammobili da collocare secondo il proprio gusto: c’è, in sostanza, tutto il necessario per poter chiamare quel luogo una «casa» molto accogliente.
Anna Pinazzi
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