Auditorium Paganini
E’ iniziata la cerimonia del premio Sant’Ilario all’Auditorium Paganini. Dopo alcuni brani intonati dalla Corale Verdi, a partire dall’inno di Mameli, apre la cerimonia il presidente del Consiglio comunale Michele Alinovi

Il presidente del Consiglio Alinovi ha ricordato la valenza simbolica di un luogo come il Paganini: un luogo che rinasce dopo l’abbandono. Nel suo discorso Alinovi ha sottolineato le sfide per il futuro di Parma e ha ricordato anche problemi da affrontare come il disagio giovanile e i femminicidi. Simbolicamente, è stato riservato in prima fila il posto numero 1 in platea. “Un posto vuoto ma occupato da tutte quelle donne che avrebbero dovuto e potuto essere qui”, ha detto Alinovi.

Il vescovo Enrico Solmi ricorda il genio e la laboriosità dei parmigiani e le eccellenze di questa terra. Ma per quest’anno e per il futuro augura che “la città narrata combaci con la città vissuta” e che non si allarghi al forbice fra chi ha quasi tutto e chi ha poco.
Solmi auspica poi “confronti costruttivi e non settari”.
Segue il momento “Le radici parmigiane tra passato e futuro” con la lettura della Poesia di Fausto Bertozzi “SANT’ILÄRI” a cura di Enrico Maletti, Cristina Cabassa insieme a “Io Parlo Parmigiano”. La poesia è letta prima in dialetto parmigiano, poi in italiano.

Parma rende omaggio allo Dsevod, la maschera ufficiale della città. Maurizio Trapelli veste i panni dello Dsevod da 18 anni.
Dopo un breve intervento di Trapelli si parla di “Parma Capitale Europea della Gioventù 2027”. I ragazzi e le ragazze della Commissione Giovani parlano di “Parma, una grande piazza per l’Europa” e consegneranno al sindaco Michele Guerra e alla città l’icona di Parma Capitale Europea della Gioventù 2027.
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