Peste suina, incontro con il commissario straordinario Filippini: quadro in miglioramento nel Parmense
24 Luglio 2025, 20:26
Si è tenuto oggi, nella sede della Provincia di Parma, un incontro per fare il punto sulla diffusione della Peste Suina Africana (Psa) nel Nord Italia, con particolare attenzione alle iniziative per il suo contenimento nel territorio parmense. Per l’occasione, Giovanni Filippini, Commissario straordinario per la Psa, ha illustrato le misure adottate a livello regionale e le prospettive future nella gestione dell’emergenza sanitaria e faunistica.
L’appuntamento ha visto la partecipazione del Sindaco di Parma Michele Guerra, del Presidente della Provincia Alessandro Fadda, degli Assessori regionali Massimo Fabi (Sanità) e Alessio Mammi (Agricoltura), insieme ai sindaci dei Comuni della provincia di Parma, ai rappresentanti dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria, dell’Azienda Sanitaria Locale, dell’Università di Parma, dell’Unione Parmense degli Industriali, delle Segreterie Provinciali di CGIL, CISL, UIL e della Polizia Provinciale.
Un quadro in miglioramento Durante l’incontro, il Commissario Filippini ha fornito un quadro aggiornato della situazione epidemiologica. In Emilia-Romagna si registra un calo del 50% dei casi rispetto all’anno precedente, a dimostrazione dell’efficacia delle azioni intraprese, pur in un contesto che rimane complesso e delicato. Attualmente, la regione conta 148 focolai attivi, localizzati in gran parte nella provincia di Piacenza, ma con presenze anche nel parmense, in particolare nelle aree di Fornovo e Corniglio.
I risultati positivi sono frutto di una strategia articolata. L’impiego di cani molecolari, addestrati a rilevare le carcasse senza avvicinarvisi, ha aumentato significativamente la capacità di monitoraggio e presidio del territorio, favorendo la tempestività delle bonifiche. Fondamentale anche il posizionamento di barriere di contenimento, stabilite sulla base della localizzazione dei focolai e della velocità di spostamento dei cinghiali, che varia da zona a zona: ad esempio, la popolazione nell’area di Pontremoli si sposta di circa 2 km al mese. Altrettanto importanti sono state le misure di biosicurezza, accompagnate da una diffusa attività di sensibilizzazione e formazione; in questo ambito, Parma è stata indicata come esempio virtuoso dall’ENCI (Ente Nazionale Cinofilia Italiana). A questo si uniscono gli interventi di depopolamento mirato nelle aree di raccordo tra zone infette e non infette.
Un dato significativo è rappresentato dal crescente numero di carcasse rinvenute grazie all’attività degli operatori sul campo, a fronte di un forte calo delle segnalazioni da parte della popolazione civile: un segnale evidente dell’efficacia del lavoro di monitoraggio e prevenzione.