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La ex giunta querela per diffamazione la lista «L'Ideazione»

La ex giunta querela per diffamazione la lista «L'Ideazione»

30 Luglio 2019,05:26

Per un post su Facebook riferito a un convegno sul tema della mafia in Emilia-Romagna e all'inchiesta sugli appalti pubblici «oro nero» 

Come in molti altri Comuni della provincia, anche a Pellegrino Parmense lo svolgimento dell’ultima campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale ha avuto alcuni frangenti di aspro confronto tra i contendenti. 
A Pellegrino però pare essere stata superata la misura tanto che alcuni ex amministratori, il sindaco Emanuele Pedrazzi, l’assessore Claudio Barilli, e i consiglieri comunali Luciano Meneghetti, Angelo Belli, Nicholas Gasparelli e Gabriele Lusignani hanno ritenuto opportuno procedere, attraverso una querela per il reato di diffamazione, per tutelare la propria dignità ed immagine in seguito ad un post pubblicato su una pagina Facebook. 
I fatti: la lista «L’Ideazione per Pellegrino con Matteo Marosi» aveva organizzato in sede di campagna elettorale un incontro pubblico dal titolo «Mafie in Emilia Romagna? Sono una realtà» tenutosi presso l’auditorium Costerbosa. 
Oltre che attraverso gli usuali canali, la promozione dell’evento era avvenuta attraverso lo strumento di Facebook e, precisamente, mediante un post pubblicato sul blog personale «L’Ideazione», facente esplicito e palese riferimento alla lista «L’Ideazione per Pellegrino con Matteo Marosi». 
Dopo un’attenta e ponderata valutazione del contenuto della pubblicazione in oggetto e del successivo post di precisazione pubblicato, datato 19 Maggio 2019, a nome del responsabile della pagina facebook della lista «L’Ideazione per Pellegrino con Matteo Marosi», i membri dell’ex maggioranza hanno ritenuto di ravvisare nella frase «con un parterre di eccellenza, per parlare di un tema gravissimo, la mafia in Emilia Romagna, che ha investito anche il nostro comune nella passata amministrazione e il sindaco uscente, con l’inchiesta ''oro nero'', sugli appalti pubblici» gravi intenti lesivi della propria dignità ed immagine personale ed hanno pertanto ritenuto di dover procedere per la tutela della propria persona e dell’immagine del Comune di Pellegrino Parmense, nei modi e nelle sedi che la legge prevede. 
Ciò sia nei confronti di coloro i quali hanno proceduto a tali pubblicazioni e sia nei confronti di coloro i quali, nei giorni successivi, hanno concorso a diffonderle e a darvi risalto. r.c.

© Riproduzione riservata

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