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Hai le vertigini? Controlla l'orecchio

Ma anche testa, occhi e perfino i piedi

Hai le vertigini? Controlla l'orecchio

di Monica Rossi

10 Dicembre 2021,15:56

Cantava Patty Pravo, parlando dell'instabilità delle relazioni umane: «Tu mi fai girar, tu mi fai girar, come fossi una bambola». Dalle note della «ragazza» del Piper alle instabilità che davvero ci «buttano giù» come se fossimo bambole, il passo è lungo.
E tuttavia, concedeteci la digressione per affrontare un tema sempre più attuale: le patologie del vestibolo, l’organo dell’orecchio interno deputato a garantire che il mondo che ci circonda non restituisca la sensazione di girare, e la specialità che se ne occupa, la vestibologia.
«Branca dell’otorinolaringoiatria, fino a non molti anni fa era la cenerentola della nostra specialità. Grazie agli studi di anatomia e fisiologia del sistema che coordina l’equilibrio e il rapporto del nostro corpo con l’ambiente, ha assunto grande rilievo. Con la costituzione della Società italiana di vestibologia (Vis), per merito soprattutto del compianto Giorgio Guidetti, vestibologo di fama internazionale che ci ha trasmesso la passione per questa complessa e affascinante materia, si sta imponendo come una vera e propria branca».
Lo dice l’otorinolaringoiatra borgotarese Mauro Bernardi, membro del Vis e relatore all’ottavo Congresso nazionale di vestibologia che si è tenuto a Padova dal 28 al 30 ottobre: sua la disamina sull’efficacia della «bedside examination» nella diagnosi dei disturbi dell’equilibrio in 560 pazienti visitati tra il 2014 e il 2020.
«Nell’anamnesi, il primo quesito è capire se si tratta davvero di vertigine - avvisa Bernardi - Intanto, deve esserci la componente del movimento: o il paziente ha la sensazione che il mondo ruoti intorno a lui, o è il paziente stesso che ha la sensazione di ruotare rispetto all’ambiente. È una domanda cruciale: non sono vertigini, ad esempio, la sensazione di “testa vuota” o la “confusione”. Nei miei studi, l’anamnesi ha un ruolo determinante. Pensiamo che la raccolta di tali dati rappresenti il 70% della diagnosi o ipotesi diagnostica. Va però guidata con intelligenza, perché spesso il paziente tralascia segni importanti e confonde alcuni sintomi. C’è ad esempio chi dice di aver avuto nausea e vomito tanto intensi da non riuscire a stare in piedi e di vedere la stanza girare: in realtà, è la vertigine stessa a essere frequentemente accompagnata da nausea o vomito».
Disturbi molto più frequenti di quanto si pensi e che negli ultimi anni sono stati al centro di studi che hanno indicato, tra le cause, una moltitudine di fattori.
«Al congresso, ho descritto trenta cause possibili. Nel passato, nel percorso diagnostico, la nostra attenzione era posta sostanzialmente solo sulla funzione del labirinto che ha sede nell’orecchio interno. Oggi, sappiamo che accanto ai due labirinti, fondamentali nel mantenimento della postura (posizione) nell’ambiente, si trovano nel nostro corpo diversi “sensori” che inviano al cervello preziose informazioni in base alle quali adattare posizione e movimenti alle condizioni ambientali. Li troviamo sotto la pianta dei piedi e rispondono agli stimoli della pressione del corpo sul terreno; a livello delle articolazioni e della muscolatura del collo; e nell’articolazione temporo-mandibolare. Nel mantenimento di un buon equilibrio, essenziale poi è il ruolo della vista, soprattutto nell’anziano. Dobbiamo insomma fare riferimento al sistema dell’equilibrio nel suo complesso».
Ma quali sono le cause più frequenti di disequilibrio? «La più frequente è la vertigine parossistica posizionale benigna - spiega lo specialista -. Si manifesta quando nel labirinto, in un organulo noto come utricolo, dei piccoli cristalli di carbonato di calcio (otoliti), che svolgono un ruolo delicato nel mantenimento della stazione eretta in rapporto alla forza di gravità, si staccano e si infilano in uno dei canali del labirinto dove è contenuto un liquido, l’endolinfa: nei movimenti della testa e del corpo, lo fanno muovere, scatenando la vertigine».
Tra le possibili cause della vertigine, Bernardi elenca i traumi cranici e alcune patologie dell’orecchio. «Frequenti anche i disturbi legati a problemi della piccola circolazione che irrora i centri nervosi dell’equilibrio, soprattutto nell’anziano, e l’emicrania, spesso sottovalutata. Non dimentichiamo poi la neuronite vestibolare, la “famosa” labirintite di solito legata a una lesione da parte di un virus; e la malattia di Ménière, che si caratterizza nella sua forma definita con acufene, vertigine rotatoria con intensi fenomeni neurovegetativi come nausea, vomito, sudorazione. La crisi può essere preceduta dalla sensazione di “orecchio pieno”. L’eziopatogenesi è legata a un aumento dei liquidi del labirinto (idrope endolinfatica) con danno alle cellule specializzate dell’udito e dell’equilibrio. Nel 90% dei casi è sufficiente una terapia medica e una dieta assolutamente povera di sale. Se le crisi, per la loro frequenza e intensità, interferiscono in modo significativo nella vita del paziente, si procede allo “spegnimento” del labirinto malato con iniezioni locali di un antibiotico lesivo per le cellule ciliate labirintiche».

© Riproduzione riservata

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