STARE BENE / CRESCERE
Foto d'archivio
Il latte materno è l’alimento migliore per il neonato ed il lattante. «La sua ricchezza è una scoperta continua. Sappiamo oggi che contiene molte sostanze benefiche tra cui oligosaccaridi, cellule staminali, fattori di crescita, fattori protettivi dell’immunità, ormoni, antiossidanti, citochine, probiotici e materiale epigenetico, ossia regolatore dei nostri geni tra cui i micro-RNA», dice Maria Elisabeth Street, professoressa associata di pediatria del Dipartimento di Medicina e chirurgia dell'Università di Parma e responsabile del Centro clinico e di ricerca, unità metabolica, per l'Endocrinologia pediatrica della Clinica pediatrica dell'Ospedale Maggiore.
Per questo il latte materno, ma anche il feto durante la gravidanza, «vanno protetti dagli inquinanti ambientali che incontriamo respirando, alimentandoci e per contatto. Tra i contaminanti ambientali vi sono sostanze chimiche tossiche per l’organismo perché interferiscono con gli ormoni e vengono definiti come interferenti endocrini», spiega la specialista.
Il progetto Life-Milch, di cui la professoressa Street è partner per la Comunità Europea e responsabile scientifica di unità, coordinato dall’Università di Parma con le università di Cagliari e Firenze ed all’Ausl-Irccs di Reggio Emilia, «sta verificando la presenza di molti interferenti endocrini nelle mamme in gravidanza e dopo la nascita nel latte materno e nelle urine delle mamme e dei loro bambini. Questo per poi studiare le associazioni con stile di vita, alimentazione, possibile esposizione professionale delle mamme e con il neurosviluppo, crescita in lunghezza, peso e circonferenza cranica, distribuzione del tessuto adiposo, stadi puberali, eventuali malformazioni anche minori dei genitali dei bambini fino ai 12 mesi di vita - spiega Street - Di alcuni bimbi stiamo già valutando il neurosviluppo e la crescita anche ai 24 mesi. Da questo studio si otterranno dati preziosi sugli effetti di queste sostanze e soprattutto indicazioni pratiche più mirate su come ridurre l’esposizione e proteggere latte materno e bambini».
Per chi è sconsigliato l'allattamento al seno?
«Non è mai sconsigliato, tranne casi eccezionali legati fondamentalmente all’assunzione di alcuni farmaci inevitabili da parte delle mamme, ad esempio alcuni chemioterapici. Anche nella mamma affetta da Covid si è confermato protettivo. Lo studio Life-Milch ha incluso 654 diadi madre-bambino e sono veramente pochissime le mamme che non hanno allattato».
Perché sono così importanti i primi mille giorni di vita del bambino?
«Sono i giorni che vanno dal concepimento fino alla fine del secondo anno di vita e sono determinanti per la corretta crescita e sviluppo del bambino. Ciò che accade in questi giorni condizionerà tutta la vita dell’individuo, dalle capacità intellettuali e fisiche, alle modalità comportamentali, al metabolismo, alle malattie che potrà sviluppare nel corso della vita, incluse le patologie tumorali. L’esposizione a sostanze tossiche in questo periodo di vita ha effetti molto amplificati rispetto alle età successive. È stato dimostrato che prima della nascita prevalgono effetti relativi ad una disregolazione nell’espressione dei nostri geni e quindi a cascata nella sintesi delle proteine che essi codificano, mentre successivamente gli effetti sono maggiormente sullo sviluppo stesso degli organi. La crescita del cervello è esponenziale fino ai tre anni di vita e la crescita longitudinale più rapida avviene nei primi due anni di vita; è intuitivo che in questa fase ci sarà una particolare vulnerabilità nei confronti di qualsiasi agente nocivo».
Il regime alimentare più indicato per chi allatta al seno?
«Sicuramente una dieta equilibrata e varia, ricca di frutta e verdura. Lo studio Life-Milch ci sta permettendo di studiare anche questi aspetti. Abbiamo scoperto infatti che dopo il parto nelle mamme cala il consumo di cereali e di frutta e verdura ed aumenta l’assunzione di alimenti ricchi di grassi. Il minor consumo di cereali è risultato associato ad aumento dell’indice di massa corporea (peso in relazione alla lunghezza del bimbo) ad un anno di vita e dell’adiposità in alcuni distretti corporei dei bambini. Il consumo di cereali sembra avere effetti anche sulla minipubertà (alla nascita gli ormoni della pubertà sono transitoriamente attivati) e quindi sulla persistenza del bottone mammario, ma anche sulla possibile presenza di idrocele nei maschi e sulle distanze ano-genitali che misurano il livello di androgenizzazione dei genitali. Questo significa che occorre attenzionare maggiormente l’alimentazione delle mamme, prima e dopo il parto».
Indicazioni sullo stile di vita?
«È raccomandata la massima attenzione ad un’alimentazione sana ed equilibrata ed al movimento. Lo studio Life-Milch ci permetterà di dare indicazioni più mirate dopo l’analisi complessiva dei dati».
Quali precauzioni deve adottare chi allatta al seno per ridurre l'esposizione ai contaminanti ambientali?
«In attesa di misure più allargate di sanità pubblica nazionali e globali e di indicazioni mirate dallo studio, possiamo consigliare di: evitare l’uso di plastica monouso e l’utilizzo di biberon non certificati; evitare l’utilizzo di contenitori di plastica per conservare e scaldare i cibi; cercare di non utilizzare solventi, pesticidi, erbicidi e fungicidi ed utilizzare dispositivi di protezione durante il loro utilizzo se indispensabile; utilizzare prodotti naturali per l’igiene personale e la cosmesi; risciacquare accuratamente verdura e legumi in scatola prima del consumo; consumare preferibilmente alimenti freschi e di stagione ben lavati; seguire un’alimentazione varia con alimenti provenienti da fornitori diversi ed infine scegliere un abbigliamento con tessuti naturali».
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