OTORINOLARINGOIATRIA
Del Papilloma Virus ormai sappiamo molto, la sua pericolosità è riconosciuta tanto da dedicare il 4 marzo alla Giornata internazionale contro il Papilloma virus umano (Hpv).
Che ruolo gioca l’Hpv nella genesi del carcinoma?
Purtroppo l'Hpv ha la capacità di causare tumori dell’orofaringe (tonsille palatine e base della lingua). Dei vari tipi di Hpv esistenti, il tipo 16 è quello coinvolto nella genesi di questi carcinomi. Alcune persone suscettibili non sono in grado di guarire dal contagio e il virus si annida nelle cellule creando nel tempo (in un arco che va dai 5 ai 30 anni) danni cellulari fino alla degenerazione tumorale. Attualmente oltre il 30% dei tumori orofaringei in Italia è causato dall’Hpv.
Come si differenzia il tumore causato dall'Hpv rispetto al “tumore classico” della bocca e della faringe?
Il tumore “classico” è generalmente legato ai fattori di rischio noti, come fumo e alcol, si manifesta prevalentemente negli uomini in età avanzata, può interessare ogni zona della cavità orale e presenta un trend epidemiologico in diminuzione. Il tumore associato ad Hpv si manifesta invece in soggetti giovani, anche non fumatori, si correla al comportamento sessuale, interessa principalmente l’orofaringe e ha mostrato un rapido incremento di casi nel corso degli ultimi decenni.
Quali sono i sintomi più importanti?
Spesso la diagnosi è tardiva perché le manifestazioni iniziali sono lievi e facilmente sottostimate: leggeri ma persistenti dolori e/o bruciori alla bocca o alla gola, presenza di ferite simili ad afte che però non guariscono, gonfiore e difficoltà a muovere la lingua, difficoltà ad ingoiare, disfonia, aumento di volume di una ghiandola nel collo, già segno di una metastasi linfonodale. In questi casi, se il disturbo persiste per più di tre settimane, è bene sottoporsi a visita otorinolaringoiatrica.
Le terapie?
Dipende dal tipo di neoplasia, dalla sede e dallo stadio, ma anche dalle condizioni generali del paziente. L’ospedale Maggiore di Parma svolge un lavoro multidisciplinare che vede coinvolti diversi specialisti. La chirurgia è in genere il trattamento di prima scelta per i tumori ad uno stadio iniziale, mentre chemioterapia e radioterapia, o una combinazione delle diverse opzioni, sono indicate per gli stadi più avanzati. Fortunatamente questi tumori rispondono meglio ai trattamenti oncologici rispetto ai tumori della stessa sede non provocati dall’Hpv. Negli ultimi anni la chirurgia robotica ha aperto nuovi orizzonti permettendo l’asportazione accurata dei tumori, limitatamente ai tessuti malati, attraverso la bocca e senza interventi deturpanti e funzionalmente invalidanti.
I consigli per una corretta profilassi?
Controlli periodici dall’otorinolaringoiatria, stili di vita sani, l’utilizzo di protezioni anche per i rapporti orali (preservativo, dental dam) e la vaccinazione per entrambi i sessi sono le principali azioni di prevenzione nei confronti di questi tumori. Dai dati epidemiologici emerge che la vaccinazione, oltre a limitare la circolazione del virus, può quasi azzerare il rischio di infezioni e ridurre del 90% i danni oncologici e si pensa che abbatterà l’incidenza del carcinoma squamoso dell’orofaringe entro il 2060. Anche per adulti la vaccinazione è utile, perché consente di prevenire la riattivazione del virus persino in soggetti già esposti.
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