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Il report

Povertà, Parma maglia nera: oltre 1200 persone ai margini. La «mappa» del disagio

Povertà, Parma maglia nera: oltre 1200 persone ai margini. La «mappa» del disagio

22 Ottobre 2025, 03:01

A Parma la povertà trascina ai margini sempre più persone. Tra chi vive in strada, chi passa la notte nei dormitori, chi ha una casa ma rischia di perderla da un giorno all'altro e chi è in una struttura per richiedenti asilo, sono 1.253 le persone che si trovano in una condizione di disagio estremo, stando ai numeri diffusi ieri in Regione, durante la commissione Politiche per la salute e politiche sociali.

Il dato di Parma è il più alto in Emilia-Romagna dopo Bologna (3.000 poveri), mentre realtà vicine, come Piacenza e Reggio Emilia, hanno indicatori che sono pari a un decimo rispetto all'emergenza parmigiana.

L'amministrazione de Pascale prova a correre ai ripari, investendo 124 milioni di euro nel Piano regionale per il contrasto alla povertà 2025-2027.

«Il valore di questo Piano - afferma il presidente della Regione, Michele de Pascale - sta nella capacità di affrontare la povertà in tutte le sue dimensioni: economica, abitativa, educativa, sanitaria e relazionale».

Parole e cifre che non soddisfano Priamo Bocchi, consigliere regionale di Fratelli d'Italia. «Il dato politico che si nasconde dietro ai dati è la mancanza di politiche di sostegno alle vecchie e alle nuove povertà realmente innovative», taglia corto il consigliere parmigiano.

Il dato di Parma
Stando alle cifre illustrate in commissione, Parma conta 150 persone che vivono in strada o in alloggi di fortuna, 294 persone che si rivolgono ai dormitori o a strutture di accoglienza notturna, 134 ospiti in dormitori e centri di accoglienza per donne, 450 persone che vivono nelle strutture per immigrati, richiedenti asilo o rifugiati, 200 persone che rischiano di perdere la casa e 25 persone in attesa di essere dimesse dalle istituzioni.

I numeri in regione
In Emilia-Romagna più di una famiglia su quattro (25,7%) dichiara di non riuscire a risparmiare, mentre il 14,4% sostiene di non riuscire a far fronte a spese impreviste a causa delle proprie difficoltà economiche, l’8,8%, invece, non riesce ad arrivare a fine mese. Nel complesso, il 31,1% giudica scarse o insufficienti le risorse economiche degli ultimi 12 mesi.

Nel 2024 le famiglie che vivono in condizioni di povertà relativa sono stimate in circa 132mila, il 6,4% del totale delle famiglie residenti in regione (nel 2019, in periodo pre-Covid, erano il 3,2%). Le persone in situazione di marginalità estrema, invece, sono 8.400: si tratta di donne per il 28,3% e di uomini per il 71,7% (il 28,6% con cittadinanza italiana e il 71,3% con cittadinanza Ue ed extra Ue).

«Con questo Piano confermiamo le azioni per contrastare le diverse forme di povertà, utilizzando al meglio le risorse finanziarie di ogni livello, comunitario nazionale regionale, assicurando una costante collaborazione tra diversi assessorati della Regione» dichiara l’assessora regionale al Contrasto alle povertà, Elena Mazzoni.

L'allarme di Bocchi
«Il dato di Parma è del tutto fuori scala e preoccupante. Stando a quanto emerso in commissione nella nostra città sono ben 1.253 le persone che vivono in questa situazione, su un totale regionale di 8.403 persone. Dieci volte il dato di Piacenza, dove sono segnalati 122 casi, e quasi nove quello di Reggio Emilia, dove sono 140 le persone in condizione di marginalità estrema», si lamenta Priamo Bocchi.

Le azioni in campo
Con il Piano povertà, la Regione intende, tra le altre cose, rafforzare i servizi sociali, puntando poi sull'«Housing first», cioè l'inserimento diretto in appartamenti di persone senza dimora con problemi di salute mentale o in situazione di disagio socio-abitativo cronico. Basterà il Piano a ridurre la povertà? Bocchi è critico: «Uno stucchevole esercizio di retorica umanitaria ed egualitarismo. Quello, per intendersi, che la sinistra professa attraverso formule come “non lasciare indietro nessuno”».

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