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Chirurgia

Mal di schiena, aumentano gli interventi sugli over 70

Meno complicanze con i trattamenti decompressivi mini-invasivi

Mal di schiena, aumentano  gli interventi sugli over 70

21 Maggio 2025, 12:15

Nel 1966 è stata pubblicata la casistica operatoria della Clinica ortopedica dell’Università di Bologna. Su 4800 pazienti operati solo nove avevano più di 70 anni (0,19%).
Ma oggi le cose stanno cambiando, grazie agli sviluppi più recenti riguardo le indicazioni chirurgiche nei pazienti in età senile. Ne parliamo con Ciro Miranda, specialista in neurochirurgia, che dopo una carriera all'ospedale Maggiore di Parma ora opera in varie strutture private.

Oggi si può operare, per problemi legati al mal di schiena, anche in età avanzata?
«Nella fascia di età over 70 la malattia degenerativa lombare rappresenta il più frequente disordine muscolo-scheletrico. La letteratura medica degli ultimi dieci anni ha stabilito che la chirurgia lombare rappresenta un trattamento efficace e i risultati sono simili a quelli verificati in soggetti più giovani».

E le complicanze?
«Nonostante l’elevata co-morbilità (ossia la presenza di altre malattie nello stesso paziente) e l’aumentato rischio di complicanze mediche, di per sé l’età avanzata non rappresenta una controindicazione per interventi anche invasivi. Sappiamo oggi che pazienti di 80 anni possono trarre un significativo vantaggio dal trattamento chirurgico della stenosi lombare e, confrontati con pazienti più giovani, non presentano maggiori complicanze né un aumento della mortalità».

Ci sono studi al riguardo?
«È particolarmente importante tener conto delle conclusioni di uno studio condotto su oltre 8000 pazienti affetti da stenosi lombare. Sono stati confrontati pazienti ultraottantenni con pazienti di 65 anni. Ebbene, l’incidenza delle complicanze è stata dell’11%, senza alcuna differenza fra i gruppi di età».

Ci sono situazioni che sconsigliano l'intervento?
«Ciò che deve essere valutato accuratamente è la presenza del diabete, che rappresenta la principale causa di complicanze generali. Oggi rappresenta un punto fermo la necessità di una particolare attenzione durante la selezione pre-operatoria. L’intervento protratto è un’altra fonte di complicanze. Tutto ciò ci porta a considerare che la percezione dell’età come fattore determinante del rischio chirurgico è cambiata col trascorrere del tempo. Anni fa un paziente di 75 anni sarebbe stato considerato troppo vecchio per qualsiasi tipo di intervento, ma adesso a questa età si eseguono interventi di routine».

Quali sono i benefici dell'intervento?
«Quando la chirurgia è efficace, i pazienti possono sperimentare miglioramenti notevoli del dolore, della capacità di camminare e nelle attività della vita quotidiana, soprattutto negli interventi decompressivi mini-invasivi. Se consideriamo che il trascorrere del tempo comporterà percentuali di pazienti in età senile sempre più elevate (negli Usa da 41.4 milioni nel 2011 a 79.7 milioni nel 2040) aumenterà conseguentemente la domanda di trattamento non chirurgico e chirurgico, con relativo appesantimento dei sistemi di sanità pubblica. In questa ottica, la chirurgia decompressiva spinale si è rivelata valida dal punto di vista del rapporto costo-benefici, soprattutto in pazienti con sintomi radicolari, dolore lombare e alle gambe».

m.t.

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