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SALUTE

Mani pulite: l'importanza del lavaggio, soprattutto in ospedale. Per evitare infezioni, per non contagiare gli altri

Mani pulite

di Laura Ruggiero

09 Luglio 2025, 22:29

L'epica avventura di un supereroe e dei batteri che volevano vincere: Lorenzo, dieci anni, ha deciso di raccontare così l’importanza del lavaggio delle mani. Una storia illustrata oggi distribuita ai piccoli pazienti dell’Ospedale dei Bambini di Parma.

Lavarsi le mani è uno dei gesti più semplici, ma anche tra i più efficaci per prevenire la diffusione di infezioni. «Le mani – dice Simonetta Turchi, responsabile Igiene ambientale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma – toccano continuamente superfici potenzialmente contaminate e diventano veicolo di trasmissione per numerosi microrganismi. In ambito sanitario, dove il rischio infettivo è più elevato, l’igiene delle mani è una misura imprescindibile per garantire la sicurezza delle cure. Molti studi dimostrano che una adesione elevata alla corretta igiene delle mani riduce il rischio di infezioni correlate all’assistenza».
Coinvolgere i bambini con giochi, filastrocche e disegni è un modo per aiutarli a comprendere concetti complessi come la prevenzione. Lo dimostrano i più di 200 elaborati, solo una parte delle iniziative, nelle corsie e nei reparti, realizzate in collaborazione con l’associazione Giocamico. «Sono anni che collaboriamo con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria per coinvolgere i piccoli ricoverati – spiega il presidente Corrado Vecchi – Ognuno, in base alla propria età, crea un disegno, un pensiero, un messaggio. Quest’anno abbiamo ricevuto tantissimi disegni in pochissimi giorni: il messaggio è passato».
«Con i bambini serve un linguaggio adatto: favole, filastrocche, giochi – riflette Turchi – Quando li coinvolgi in modo attivo, diventano protagonisti e riescono a raccontare quello che stanno vivendo con un’intensità che spesso noi adulti non abbiamo».
A fianco dell’attività educativa e di sensibilizzazione rivolta ai bambini, le Aziende sanitarie di Parma promuovono progetti strutturati rivolti al personale sanitario.
Uno di questi è «Primi», attivato dall’Ausl di Parma nella Medicina d’urgenza dell’Ospedale di Fidenza e oggi in fase di estensione. «Il progetto – racconta Monica Pini, direttrice dell'Unità operativa Governo clinico dell’Ausl di Parma – nasce per stimolare l’attenzione tra pari, senza giudizio. L’osservazione da parte dei colleghi favorisce il confronto e la consapevolezza. È un modo per accendere una luce su un gesto che, a volte, per abitudine o fretta, viene tralasciato. Il nostro obiettivo è estendere questo approccio a più reparti possibili».
Per rendere ancora più efficace la formazione, all’ospedale di Borgotaro è stato installato un box pedagogico con gel fluorescente e luce UV, che permette agli operatori di visualizzare in tempo reale le zone trascurate durante il lavaggio. «All’inizio c’era un po’ di diffidenza, poi tutti hanno voluto provare – prosegue Pini – Verificare direttamente dove il lavaggio non è stato efficace colpisce, lascia il segno. È diventato uno strumento di formazione vero e proprio. Molti reparti ci hanno chiesto di ripetere l’esperienza: vogliono tener viva l’attenzione su questo tema».
Lo slogan Oms di quest’anno, «Guanti, a volte. Igiene delle mani, sempre», invita a non abbassare la guardia. «Il guanto, se usato in modo scorretto, non protegge – sottolinea Turchi – Spesso si tiene per ore, toccando occhiali, telefoni, superfici. Sono gesti automatici. L’igiene delle mani è molto più efficace: è meglio lavarsi le mani più volte al giorno che indossare un guanto pensando di essere al sicuro. Per questo la campagna dell’Oms è così significativa».
Anche un semplice adesivo può aiutare. Nei reparti, negli ambulatori e nelle stanze di degenza, è comparsa una domanda semplice: «Ti sei lavato le mani?». Un piccolo richiamo che può fare la differenza. «A volte basta una scritta per ricordarsi di fare un gesto che si tende a dimenticare – aggiunge Pini – È una frase diretta, quasi familiare, che interrompe il flusso automatico delle cose e riporta l’attenzione su un’abitudine fondamentale».

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