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A bocce ferme: il gioco tiene attivi muscoli e articolazioni senza sovraccaricare l’organismo

Le bocce, non solo passatempo: un allenamento dolce e accessibile a quasi tutti che unisce movimento, equilibrio, concentrazione e socialità

A bocce ferme

24 Marzo 2026, 17:31

Non solo un gioco, ma un allenamento dolce, alla portata di (quasi) tutti, praticabile a tutte le età, e con costi contenuti o nulli. Le bocce richiamano una socialità lenta, affatto virtuale, sono considerate un passatempo simbolo di relax, più che di movimento.

«Eppure, basta fermarsi a osservare una partita per scoprire qualcosa di diverso. Le bocce sono un’attività solo apparentemente semplice, capace di mettere in movimento il corpo e, allo stesso tempo, di stimolare attenzione, relazioni sociali e benessere mentale. Dietro il lancio di una boccia si nasconde più di quanto si pensi: un’attività moderata ma completa, che unisce movimento, concentrazione e convivialità» dice Anna Sofia Delussu, medico dello sport dell'Ausl di Parma.

Durante il gioco si cammina continuamente, fa notare Delussu, ci si piega per raccogliere le bocce, si ruota il busto per preparare il tiro e il braccio accompagna il gesto con un’oscillazione controllata. «Ogni lancio richiede equilibrio, coordinazione e adattamento della postura. Nulla di spettacolare, ma un lavoro motorio costante che coinvolge l’intero organismo senza che ce ne si accorga».

Dal punto di vista della medicina dello sport, le bocce rientrano tra le attività fisiche a impegno lieve-moderato. «Proprio questa caratteristica le rende particolarmente interessanti: l’intensità è sufficiente per mantenere attivi muscoli e articolazioni senza sovraccaricare l’organismo - continua Delussu - L’esercizio regolare, anche quando non intenso, aiuta adulti e anziani a conservare forza, mobilità ed equilibrio, elementi fondamentali nella vita quotidiana. Le evidenze scientifiche mostrano inoltre come attività motorie di questo tipo contribuiscano a ridurre il rischio di cadute e a contrastare gli effetti della sedentarietà sul sistema cardiovascolare, metabolico e osteo-muscolare».

Grazie alla sua gradualità, il gioco può essere praticato a quasi tutte le età. «È comunque prudente, in presenza di patologie articolari importanti o lombalgia acuta, confrontarsi con il proprio medico prima di iniziare o riprendere l’attività» avverte Delussu.

Come in ogni disciplina motoria, anche qui la tecnica è fondamentale: «Una postura corretta e un lancio eseguito in modo adeguato aiutano a prevenire sovraccarichi, soprattutto su spalle, schiena e arti inferiori».

Un aspetto spesso sottovalutato è il riscaldamento. «Bastano pochi minuti di cammino leggero, esercizi di mobilizzazione articolare e un breve allungamento muscolare per preparare il corpo allo sforzo. Piccoli accorgimenti che migliorano la qualità del movimento e riducono il rischio di fastidi o microtraumi».

E i benefici sono anche mentali. «Le bocce richiedono concentrazione, capacità di valutare distanze e traiettorie e una discreta strategia di gioco. Ogni tiro implica una scelta e una valutazione rapida ma precisa, stimolando attenzione e coordinazione fine - dice il medico dello sport - Allo stesso tempo, l’ambiente informale favorisce rilassamento e socializzazione. Numerosi studi dimostrano come l’attività fisica svolta in contesti sociali piacevoli contribuisca a ridurre stress e sintomi ansiosi, con effetti positivi anche sull’autostima».

Non va poi trascurata la dimensione sociale, uno dei punti di forza di questo sport. «Le bocce sono accessibili, praticabili nei parchi e nei bocciodromi comunali, senza costi elevati né attrezzature complesse. Persone di età e capacità diverse possono giocare insieme, condividendo tempo e relazioni oltre alla competizione».

Anche nel nostro territorio il gioco delle bocce spesso è protagonista nei circoli, oltre che nei bocciodromi. «Attività motorie semplici e accessibili che possono diventare strumenti concreti di prevenzione e benessere - conclude Delussu - In questi spazi si rafforza il senso di comunità e si contrasta quell’isolamento sociale oggi riconosciuto come fattore di rischio per la salute. Movimento, socialità e divertimento si intrecciano in modo naturale, in linea con i principi dell’invecchiamento attivo promossi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità».

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