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Meglio il Green pass o l'obbligo di vaccino? Sfida di debate tra i ragazzi

Meglio il Green pass o l'obbligo di vaccino? Sfida di debate tra i ragazzi

di Anna Pinazzi

19 Ottobre 2021,09:51

Una sfida a colpi di parole diventa il gioco (serissimo) per comprendere il presente. Perché si fa scuola anche così, con quelle competenze importantissime del «saper fare» e dell’imparare a vivere: fuori dall’orario di lezione, preparandosi linguisticamente e contenutisticamente per un dibattito che, nel botta e risposta, trova i presupposti per l’arricchimento. E gli studenti dei licei Ulivi, Sanvitale e Bertolucci hanno organizzato e preso parte ad un «debate», cioè una metodologia didattica basata sul dialogo utilizzata in molti Paesi europei che affonda le radici nella storia italiana, in particolare nella «disputatio» medioevale.
 Prima di iniziare il dibattito nel cortile del liceo Ulivi, il preside Giovanni Brunazzi ha condiviso con i presenti una riflessione: «Quest’anno più che mai, questa sfida ha un grande valore. Rimette al centro, dopo mesi di lontananze, l’importanza del confronto, del rispetto dell’opinione dell’altro e della capacità, al contempo, di fare valere le proprie idee. Inoltre - sottolinea - le due squadre che prendono parte al dibattito sono miste: studenti di Ulivi, Bertolucci e Sanvitale hanno collaborato insieme». Un’occasione interessante «per uscire dalle proprie aule e continuare a fare scuola - prosegue Aluisi Tosolini, preside del liceo Bertolucci -. Gli studenti si sono preparati e hanno lavorato su una tematica molto attuale che gli ha permesso di avere uno sguardo critico sul presente». La scuola si apre al mondo, perché «non è fatta solo di pareti - ha sottolineato Andrea Grossi, dirigente del liceo Sanvitale - è un bene che i ragazzi entrino sempre più in contatto con la società, con la capacità di confronto, con ciò che li attende fuori». L’attualissimo tema su cui si sono sfidate le due squadre è stato: «Il governo italiano, anziché ampliare l’obbligo del Green pass, dovrebbe imporre l’obbligo vaccinale». La squadra «Pro» ha alternato le sue orazioni a quelle della squadra «Contro». «Siamo d’accordo sull’imposizione dell’obbligo vaccinale per la tutela della salute pubblica - partono i primi - perché cambierebbe la situazione sanitaria del Paese, eviterebbe l’intasarsi delle terapie intensive e potrebbe dare un arresto importante al proliferare delle varianti. Andando avanti con i tamponi, come permette il Green pass, il virus continuerà a mutare».

Di risposta, la squadra contro afferma: «L’ampliamento dell’obbligo del certificato verde, a differenza dell’obbligo vaccinale, tutela la libertà dell’individuo - continuano - che può ancora scegliere se vaccinarsi o meno. Libertà di scelta e libertà sanitaria non si escludono l’una con l’altra». Le idee e i discorsi sono proseguiti e il dibattito ha preso forma diventando sempre più specifico e articolato. A decretare i vincitori, una giuria competente formata da tre ex liceali, oggi universitari, che ha avuto il compito di valutare quale delle due squadre sia riuscita a sostenere in modo più efficace e persuasivo la propria posizione. In questo caso, a convincere i giudici per contenuti, forma e capacità di risposta coerente, è stata la squadra «Pro».
 

© Riproduzione riservata

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