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«La dad è solo un'alternativa»

Gli studenti durante questa nuova ondata di contagi

«La dad è solo un'alternativa»

di Christian Marchi

19 Gennaio 2022,07:16

«A Parma ci sentiamo al sicuro, ma speriamo
di poter tornare presto tutti in presenza al 100%.
Abbiamo attivato anche una sorta di car sharing»

Grande responsabilità e una buona dose di spirito di adattamento per cogliere comunque il meglio da questa nuova ondata di contagi e, nonostante qualche sacrificio, non trascurare la propria formazione. È questo quanto emerge dalla voce degli studenti delle triennali e delle magistrali dell’Università di Parma, che con serietà e un pizzico di incertezza hanno risposto alle nostre domande in merito a come stanno vivendo la loro esperienza nell’Ateneo durante questa quarta ondata di contagi da Covid-19.

«Per chi non è positivo al Covid o per chi non è in quarantena fiduciaria - ha spiegato Federico Pizzoni, studente di Informatica -, gli esami sono completamente in presenza. Apprezzo di gran lunga la presenza perché permette una maggiore concentrazione: a casa ci sono mille distrazioni. E poi anche perché, abitando in un paesino del cremonese, la connessione ad Internet è assai precaria: nel caso di esami o lezioni a distanza ciò sarebbe assolutamente stressante». La pensano così anche Giuditta Cicconi e Matteo Dubini, due studenti fuori sede della Facoltà di Chimica: «Per quanto riguarda le lezioni, si è passati da una presenza al 95% al 50%, mentre per gli esami la scelta resta dei singoli docenti. Se la situazione dovesse peggiorare e si dovesse tornare completamente in zona rossa e in didattica a distanza, misura che comunque comprenderemmo e accetteremmo come necessarie, torneremo a casa nostra per poter almeno vedere qualche persona a noi cara e non rinchiuderci in quattro mura 24 ore su 24, in una città che non è la nostra, a seguire delle lezioni. La dad, comunque, anche se elimina completamente l’interazione tra studenti e professori, è stata utile perché ha consentito la registrazione delle lezioni, importante in fase di studio. La gradualità, a nostro avviso, come sta dimostrando il nostro Ateneo, è la via maestra per uscire da questa situazione».

Spostandoci, invece, a Ingegneria, incontriamo alcuni ragazzi nelle postazioni studio, tutti con mascherina Ffp2, intenti a prepararsi per gli esami: «Gli orari degli appelli per chi è in quarantena sono diversi da chi, invece, li svolge in presenza - ha aggiunto Giulia di Nunno, studentessa di Gestionale -. L’Università sta facendo di tutto per garantire la sicurezza di studenti e professori, assegnando le aule in base alla capienza delle varie classi. Ma anche noi giovani, con la vasta adesione alla campagna vaccinale e il rispetto di tutte le regole, stiamo facendo sì che tutto si possa svolgere in tranquillità». E Chiara Campanini spiega: «Chi abita fuori provincia o regione, viene in facoltà soltanto per svolgere gli esami. A studiare in biblioteca e in aule predisposte, siamo soprattutto noi parmigiani e i fuori sede che hanno un alloggio in città. Per comodità il cibo ce lo portiamo da casa, ma le mense sono assolutamente sicure. Speriamo di poter tornare tutti in presenza al 100% e vivere appieno la vita studentesca». Per il corso di laurea magistrale in Scienze informatiche, invece, la didattica a distanza potrebbe rappresentare un vero problema: «Essendo la nostra materia principalmente pratica - ha commentato Gospel Ozioma Nnadi -, la presenza è fondamentale. Auspico che la biblioteca di Economia possa tornare a rimanere aperta tutti i giorni fino a mezzanotte: mi è risultata molto utile soprattutto per lo studio intensivo prima degli esami». Un’altra facoltà in cui la presenza è indispensabile è Medicina e chirurgia: «Per accedere alle lezioni in presenza è necessario prenotarsi - ha concluso Luca Zanichelli, sorbolese -: tuttavia, soprattutto in questo periodo, non c’è il rischio di non trovare posto. Per una questione logistica e di vicinanza, preferisco poi, però, studiare a casa e non in biblioteca. Gli affiancamenti nei reparti sono stati posticipati, da febbraio a marzo: speriamo che non vengano eliminati del tutto». Anche Francesca Rollo è soddisfatta di come l'Università sta gestendo l'emergenza: «L'esperienza maturata in questi due anni fa sì che le cose possano funzionare al meglio». Carmelo Iannello di Scienze politiche conclude: «Come aule, a noi del primo anno hanno assegnato le sale del cinema The space, all’interno de "La Galleria", dove c’è ancora più spazio rispetto a quelle delle sedi centrali. Con l’esibizione del Green pass, le mascherine, l’igienizzazione e la distanza, siamo davvero al sicuro. L’unico problema potrebbe essere rappresentato dai mezzi a lunga percorrenza. Per ovviare a ciò, ad esempio, con un mio amico abbiamo attivato una sorta di car sharing per non caricare troppo i mezzi pubblici. Le misure drastiche, come quelle assunte in qualche altro Ateneo italiano, potrebbero avere conseguenze negative psicologiche sugli studenti: la dad è una misura alternativa, da usare soltanto in caso di bisogno».

© Riproduzione riservata

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