Calcio Dilettanti
Il Gsd Busseto è tornato dopo sedici anni d’assenza tra i «grandi» e lo ha fatto in grande stile, guadagnandosi la vetta solitaria in Terza alla sesta giornata. Grazie alla striscia ancora aperta di cinque vittorie consecutive, l’ultima domenica scorsa per 5-1 in casa della Nevianese, che hanno fatto dimenticare il ko all’esordio (3-2) con la Montebello e, al momento, premiano le scelte compiute in estate dal neonato club ribattezzato l’«Athletic Bilbao della Bassa», in quanto composto da rosa (24-25 elementi) e staff tecnico di soli bussetani.
Un’idea coraggiosa e romantica per ripopolare le tribune del «Cavagna» e riconsegnare al paese, rimasto orfano del Pallavicino, una squadra in cui identificarsi.
Merito del ds Marco Marchettini e dell’allenatore Francesco «Ciccio» Cardillo, all’esordio in panchina. «E’ una squadra costruita già a cominciare dagli ultimi due-tre mesi della scorsa stagione - spiega l’ex centrocampista, classe ‘82, nato a Benevento ma bussetano d’adozione, che in carriera ha indossato le maglie di Parma, Spal, Sudtirol, dove ha subìto tre gravi infortuni ai legamenti che lo costrinsero a scendere nei dilettanti tra le fila, tra le altre, di Crociati Noceto, Salsomaggiore, Pallavicino, Borgo San Donnino, Zibello Polesine - con un’idea nata da quando il Pallavicino aveva cambiato gestione. Abbiamo convinto i ragazzi di Busseto che giocavano in categorie superiori, alla vigilia non conoscevamo il campionato di Terza ma sulla carta abbiamo un ottimo organico, la struttura c’è e l’entusiasmo non manca. Siamo, in primis, un gruppo di amici che sta cercando di diventare squadra, il nostro progetto, al di là della categoria, vuole coinvolgere il più possibile la gente del paese ed è orientato a lavorare molto sui giovani».
Contando sull’esperienza di «Ciccio» che da tempo vive a Busseto assieme alla moglie Elena e ai figli Lia e Tommaso ma in passato ha assaggiato il calcio ad alti livelli (conta otto panchine al Parma in prima squadra tra il ‘99 e il 2001 e 35 presenze complessive in serie C e Lega Pro Seconda Divisione) prima di arrendersi alla sfortuna e abbandonare il professionismo intraprendendo un nuovo percorso.
«Il rammarico c’è ma nemmeno io so dove sarei potuto arrivare, appena ho capito che il sogno stava svanendo mi sono deciso a fare una scelta di vita. Ho dato il patentino da allenatore durante il periodo del Covid, sono contento perchè inizio da un gruppo di ragazzi con cui ho giocato e che conosco benissimo sia calcisticamente che caratterialmente».
E se sale l’attesa per il debutto dell’ultimo innesto Nicholas Mancini, finora in difesa si sta disimpegnando nel migliore dei modi il vice capitano Mattia Mazza, classe ‘97, a segno nella cinquina rifilata alla Nevianese e rientrato a casa dopo l’esperienza allo Zibello. «Il progetto è stato sposato da tanti giocatori perchè siamo tutti amici, usciti dalle giovanili, e mancava una squadra che rappresentasse appieno il paese. Molti di noi hanno rinunciato a fare categorie superiori e dobbiamo ringraziare l’allenatore Cardillo, il fulcro di questa squadra, che ci ha convinti fin da subito».
E i cinque successi in stecca testimoniano che la rosa è altamente competitiva. «Siamo partiti carichi per dimostrare il nostro valore sul campo, da un certo punto di vista la sconfitta nel turno inaugurale ci ha permesso di capire che questo campionato non è così facile come qualcuno se lo sarebbe aspettato. Stiamo migliorando allenamento dopo allenamento ma non dobbiamo montarci la testa né dare nulla per scontato».
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