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Ha dipinto pochissimo, è morto giovane e per secoli è stato dimenticato. Eppure ogni mostra dedicata a Johannes Vermeer è oggi un evento planetario, a lui sono stati dedicati film e libri e persino Google ha usato una sua immagine come icona. Insomma, siamo di fronte ad una vera star e non a caso la mostra che si sta preparando al Rijksmuseum di Amsterdam (www.rijksmuseum.nl) ha già conquistato articoli in mezzo mondo: come la più grande mostra su Vermeer mai organizzata. Questo perché per la prima volta verranno riuniti ben 28 quadri, su 38 a lui attribuiti che arriveranno da musei e collezioni d'Europa, USA e Giappone.
Ma siamo in una città che da sempre ha dato del tu all'arte e alla cultura: lo si coglie benissimo andando a visitare una casa che è anche un museo e dove il tempo pare essersi fermato: siamo in Jodenbreestraat dove si trova la casa di Rembrandt. Qui il maestro visse, lavorò ed insegnò fino alla sua bancarotta e successivamente fu adibita a museo. L'edificio risale al 1606 e oggi l'interno è stato riportato al suo antico splendore con opere d'arte, mobili e altri oggetti del tempo di Rembrandt. Basta oltrepassarne la soglia per fare un salto nel passato.
Ma non solo bellezza. A volte occorre fare i conti anche con la ferocia dell'uomo. Ecco perché uno degli indirizzi a cui è giusto rendere omaggio arrivando ad Amsterdam è Prinsengracht 263. Ovvero il luogo dove visse Anna Frank insieme alla sua famiglia prima di essere catturata e uccisa nel campo di concentramento di Bergen-Belsen. Quel luogo speciale ospita oggi un’esposizione permanente dedicata alla persecuzione degli ebrei e, in generale, al tema della discriminazione. E qui si trova anche l’originale diario scritto da Anna Frank.
Poi, con calma, riprendete a camminare lungo i canali. Dalla stazione dirigetevi al vicino quartiere De Walle, un triangolo formato dai due canali di Achterburgwal e Voorburgwal. E' quella che viene, comunemente, chiamata la zona a «luci rosse» della città ma non temete: è anche la parte più antica, tranquilla e bellissima, molto meno trasgressiva di quanto potete pensare, frequentata da gente del posto e tanti turisti che passano dalla basilica di San Nicola alla gotica chiesa Vecchia, simbolo dell'Olanda protestante, e la Chiesa di Nostro Signore nell'Attico che ospita un piccolissimo museo segreto nella soffitta dell'edificio. Poi, cambiate zona e tuffatevi nel quartiere De Pijp: è senz'altro il più popolare e multitnico della città e vi permetterà di cogliere la vibrante atmosfera di questa metropoli dai tanti volti e dai tanti sapori. Qui si trovano ristoranti marocchini e francesi, locali spagnoli e pub di ogni tipo ma anche il museo dedicato all'altro idolo locale. Si chiama Heineken Experience, ed è il museo interattivo dedicato alla “bionda” più famosa. Per arrivare bastano dieci minuti a piedi dal Rijksmuseum e anche questo è il bello dell'Olanda: in pochi passi si passa dalle tele del '600 alle pinte da bere con gli amici, dall'arte più austera alla piacevolezza della quotidianità. E forse il segreto per vivere bene è proprio questo.
Luca Pelagatti
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