viaggi
Ci sono città che si sfiorano. Ma quasi mai si visitano. E questo accade anche per luoghi che invece quella sosta, quella scoperta, la meritano eccome. Una di queste è Bolzano: la si scorge appena correndo lungo l'autostrada diretti verso le valli intorno o il passo del Brennero ma troppi non hanno mai avuto il guizzo di mettere la freccia e andarla a vedere. Diciamolo: è un peccato.
Si, perché il capoluogo dell'Alto Adige (www.suedtirol.info/it) è una specie di culla del buon vivere immersa in un ambiente speciale. Dove si mescolano la cultura tedesca e quella italiana. E dove ci si può trovare faccia a faccia con uno dei nostri (non bello, no: ma molto affascinante) antenati.
Bolzano (www.bolzano-bozen.it), lo sappiamo, contende da sempre con Parma i primi posti nella qualità della vita ma di certo rispetto a quelli intorno a noi può vantare su panorami decisamente più suggestivi: la città si trova infatti in una conca, tra la valle dell'Adige e valle Isarco ed circondata tutti intorno da monti alti anche oltre 1200 metri. Quello che conta è che ci sono ben tre funivie che nel giro di pochi minuti permettono di raggiungere prati e boschi per lasciarsi indietro il caldo e l'afa. Come dire: la città sta in basso ma respira l'aria dei monti. Ed è un bel vantaggio.
Ma è anche una città con una storia: e passeggiando in giro si capisce al volo. Fin dal Medioevo qui si sviluppò un centro importante per i commerci e i traffici tra nord e sud e si dice che nel XVII secolo qui ci fossero oltre quindici mulini, tantissime botteghe artigiane e un gran numero di cantine. Perché qui il vino ha contribuito alla ricchezza del territorio quasi quanto l'acqua dei suoi fiumi.
Per cogliere tutto questo il punto di partenza obbligato per tutti è piazza Walther: è nata ai primi dell'800 come semplice slargo in terra battuta ma ben presto è diventata il cuore della città. Al centro c'è la statua del poeta Walther von der Vogelweide, intorno ci sono alberghi di prestigio e locali. E qui d'inverno si svolge il mercatino di Natale.
Ma ora fa caldo e dopo una sosta all'ombra ecco il doveroso omaggio al Duomo che ha forma gotica ma molte anime diverse: qui sono state fuse tre chiese, una paleocristiana, una altomedievale e una romanica e il risultato è un edificio dal rigoroso stile nordico. Ma sul lato un bassorilievo con tralci di vite, ancora, ricorda che questa è terra di vino.
Si parla di vino e viene in mente il mercato: quello di Bolzano, almeno dal 1295 si svolge nella vicina piazza delle Erbe dove ancora la gente del posto viene per fare la spesa. C'è anche la fontana del Nettuno che è inserita tra le più belle d'Italia. Ma i bolzanini, abituati a vederla, preferiscono scegliere gli ingredienti del pasto quotidiano.
Da qui parte anche la via dei Portici (se preferite Laubengasse) dove oggi si trovano le vetrine più eleganti e dove un tempo erano i magazzini e le case dei mercanti. Lo si capisce alzando lo sguardo: in basso ci sono le griffe di moda, sopra pezzi di mura medievali, decorazioni gotiche e, curiosamente, in un vicolo laterale, anche i vecchi banchi del mercato del pesce. Si, qui siamo tra le Alpi: ma c'erano le vasche dove i pesci venivano tenuti prima di essere venduti. Oggi, però c'è un bar dove si viene per l'aperitivo.
Abbiamo iniziato a scoprire la città: ora è il momento di andare a fare conoscenza con i suoi vecchi abitanti. Il posto giusto è il Museo Archeologicodove si trovano i reperti della preistoria dell’Alto Adige (www.suedtirol.info/it), dalla fine dell’ultima glaciazione (15mila a.C.) fino all’epoca di Carlo Magno ma soprattutto è la «casa» attuale di Ötzi, la più antica mummia trovata in Europa: aveva circa 45 anni, era alto un metro e 60, attraversava le Alpi a piedi, aveva dei tatuaggi e a noi sono arrivati anche i vestiti, il berretto in pelle d’orso e i calzoni e una cintura in pelle di vitello. Un dettaglio: è morto 5300 anni fa. Le piramidi d'Egitto ancora non erano neppure state pensate.
A questo punto serve una sosta: ci si può fermare per un panino al volo col lo speck all'Osteria Dai Carrettai, in via Streiter, oppure concedersi un canederlo allo storico ristorante Cavallino Bianco, in via dei Bottai. Tenete il posto per una porzione di strudel.
Infine saliamo: dal centro partono diverse funivie che portano sopra la città.
La più antica è quella del Colle che arriva in cinque minuti ai 1134 metri. E' in funzione dal 1908 ed è una tra le più antiche al mondo, nata per collegare il centro alla zona dove i ricchi venivano in villeggiatura. Ora è una gita facile e piacevole: sotto c'è la città così come i fiumi mentre intorno ci sono il monte Pertegal e il gruppo del Tessa. Trovate un posto comodo e fare andare lo sguardo. Anche le vette in fondo, quelle con la neve, sembrano salutare con un candido sorriso.
Idee
Il Renon
Funivia e trenino
Tutti i giorni, ogni quattro minuti una cabina della funivia del Renon (www.ritten.com) parte da Bolzano per raggiungere i 1.227 metri di Soprabolzano: un moderno mezzo di trasporto pubblico «verde» che regala una salita panoramica con vista sulla conca bolzanina e sulle guglie dello Sciliar e del Catinaccio. Le cabine della funivia sono così spaziose che c’è spazio anche per biciclette e passeggini. Arrivati a Soprabolzano, sul soleggiato Altopiano del Renon, ti aspettano rilassanti escursioni nell’idilliaco paesaggio naturale. Oppure da qui si può salire sul trenino del Renon, l’ultima ferrovia a scartamento ridotto dell’Alto Adige che viaggia in parte su vagoni storici e lungo l’itinerario regala una magnifica vista sulle Dolomiti.
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata