All'ombra del Bianco. La Valle d'Aosta è la regione più piccola ma offre mille sorprese
storia millenaria ad Aosta, mercati artigianali e veglie tradizionali, sci e avventura sul Monte Bianco e fortezze trasformate in musei
di Luca Pelagatti
05 Marzo 2026, 21:34
Una valle sola: ma con una moltitudine di volti, con buona pace degli atlanti che, con antipatica pignoleria, ricordano che la Valle d'Aosta (www.lovevda.it) è la regione più piccola d'Italia. Vero, i chilometri quadrati saranno anche pochi ma le cose da fare, vedere e scoprire sono legione. E non a caso, a dominare il tutto c'è sua maestà: il monte Bianco. In Europa niente arriva in più in alto.
Ma noi, con rispetto per la cima, partiamo dal passato: quale città in Italia, senza tirarsela più di tanto, può vantare di avere un capoluogo con 2050 anni di storia? Aosta può: e per di più sa anche quando spegnere le candeline. Qui si celebra infatti il giorno del solstizio d'inverno quando, come volle Augusto per celebrare la vittoria sui Salassi, nacque la Roma delle Alpi fondata nel preciso momento in cui il sole sorge perfettamente allineato all’antico Cardo Maximus, corrispondente all’attuale via Croce di Città. Non lo sapevate? Beh, sono molte le scoperte che si fanno arrivando in questa città elegante e piacevole che celebra l'ieri offrendo passeggiate tra un arco di Trionfo e un anfiteatro, tra un ristorante stellato e un caffè di charme ma che, nello stesso tempo, in 18 minuti dal cuore del centro, grazie ad una funivia, permette di infilare gli scarponi e sciare nel comprensorio di Pila (pila.it). Durante il giorno ci sono 70 km di piste innevate dai 1800 ai 2750 metri. Al tramonto, scesi in centro, si fa a fare la vasca nelle strade dove fuma, indaga e borbotta il vicequestore Schiavone, quello con il loden dei romanzi di Manzini. Volete di più? Aspettate allora giusto un paio di settimane e preparatevi ad un evento che riempie di vita le strade della città. Anche di notte. E' la fiera di Sant'Orso (www.lasaintours.it) e anche se, in questo caso, la data di fondazione è un filo più vaga è comunque da record: ha certamente più di mille anni. La tradizione, infatti, va avanti da più di dieci secoli e rimanda a quando un eremita irlandese, tale Orso, tra il IV e il V secolo nella chiesa di San Pietro proprio durante i giorni più freddi dell’anno, a fine gennaio, produceva dei sabot in legno da regalare ai poveri per salvarli dal gelo. Non era moda ma miseria: eppure da allora questa tradizione resiste e ogni anno arrivano centinaia di artigiani della Vallée che propongono i loro prodotti nel borgo di Sant’Orso che sorge tra la Porta Pretoria e l’Arco di Augusto. Ma non solo commercio: dalle 19 del 30 gennaio in poi, fino al giorno successivo, esplode la «Veillà», che in dialetto locale significa veglia, per cui passeggiando nelle vie si trovano cori che improvvisano miniconcerti e gruppi musicali, si beve «vin chaud» e se si è fortunati si viene invitati nelle crotte. Sono le cantine del borgo che i residenti aprono per l'occasione proponendo musica, momenti conviviali e degustazioni di salumi e non solo. Non pensate a una cosa turistica: la gente di qui non ci rinuncerebbe per nulla al mondo. Ma oltre che la più piccola questa è anche la regione più alta d'Italia: e quindi si viene per la neve e la montagna. Se Pila, lo abbiamo detto, è lo sci a due passi dalla città, La Thuile (www.lathuile.it/it) è il lato wild del Monte Bianco con 152 chilometri di piste che si perdono tra boschi di larici, valloni sospesi e vedute infinite, fino ai 2.188 metri del Piccolo San Bernardo dove Italia e Francia si incontrano in un unico abbraccio di neve. Ce n'è per tutti i gusti: l’Espace San Bernardo - che unisce La Thuile a La Rosière - regala un’esperienza internazionale, le piste blu permettono di imparare la danza sulle lamine ai debuttanti mentre chi cerca il brivido punta alla «pista 3 - Franco Berthod»: è considerata la più ripida d'Italia e nella zona del Grand Muret sprofonda con una pendenza del 76%. Ma ci sono anche le famiglie con bambini piccoli: e per loro è stato pensato lo skipass «Settimanale Famiglia»: un biglietto plurigiornaliero da 3 a 7 giorni, multi-nominativo, che permette a entrambi i genitori di utilizzarlo a turno durante il periodo di validità mentre l'altro genitore si gode il bimbo. Infine per chi cerca luoghi meno noti, ma non meno belli, ecco la Val d' Ayas (visitayas.it) con le sue due stazioni sciistiche: Champoluc è perfetta per sciatori e amanti del fuori pista sui pendii attorno al Monte Rosa (visitmonterosa.com) mentre Antagnod è più la meta per una vacanza «slow mountain» tra parchi giochi e il suo villaggio delizioso. Tutto questo in una sola valle, nella regione più piccola. Perché forse, certe volte, essere grandi non serve.
Idee
Il Forte di Bard
Una valle (www.lovevda.it) di montagne? Certo: ma anche di castelli. E molti sono arrivati sino a noi sia come musei, luoghi di scienza o di svago come alberghi di lusso. Uno dei più celebri è il Forte di Bard che nel 1800 resistette all’assedio di Napoleone Bonaparte. Oggi quel bastione militare è diventato un importante polo culturale, sede del Museo delle Alpi e di un percorso permanente di divulgazione storica. E fino al 6 aprile il Forte celebra Fernando Botero con la mostra «Tecnica monumentale»: oltre cento opere tra disegni, pitture e sculture raccontano la ricerca dell’artista colombiano sul rapporto tra forma e materia.