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Parma

L'alluvione in Consiglio: "Il Baganza fa ancora paura"

Il comandante: "Atti eroici della Municipale". Camin: "Alluvione non prevedibile". Spesi oltre 465mila euro

Il Consiglio comunale sull'alluvione di Parma (2 dicembre 2014)

Il Consiglio comunale monotematico sull'alluvione

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Si è riunito il Consiglio comunale monotematico sull'alluvione. Una seduta arrivata dopo le polemiche che hanno seguito la fase dell'emergenza (è arrivati anche ad un esposto in Procura da parte del Pd, che accusa la giunta di inadempienze, mentre da parte opposta si è più volte ricordata la trentennale ed inutile attesa delle più volte annunciate casse d'espansione del Baganza). 

Video: le interviste del TgParma

La seduta del Consiglio

Cattabiani (Civiltà Parmigiana): "Gli alluvionati non hanno colore politico. Basta alle polemiche servono i fatti a favore dei cittadini colpiti da questa disgrazia. È propongo di devolvere nostro gettone di oggi a favore di Munus. Io lo farò anche per le spese di gruppo mio". Marco Vagnozzi: "Grazie all'assessore Fellini, che ad agosto 2014 aveva chiesto fondi al Governo non ricevendo nessuna risposta per frane e casse sul Baganza". 

Lucio De Lorenzi (M5S) parla di "indegno sciacallaggio dell'opposizione sull'alluvione. Questa non è vera politica. Ora vanno trovati i fondi per la cassa sul Baganza". De Lorenzi aggiunge: "Mi aspettavo sciacallaggio da persone in cerca di visibilità come Rainieri e Gambarini. Ma non da un senatore come Pagliari, che ha votato a favore del gioco d'azzardo".
Roberto Ghiretti (Parma Unita): "Criticare è democrazia, non sciacallaggio. Inadeguata la gestione dell'emergenza ammettere errori sarebbe onesta intellettuale ma il sindaco non lo vuole ammettere".  

Giuseppe Pellacini (Udc): "Sindaco inadeguato nella fase dell'allarme". Nicola Dall'Olio (Pd): "Gravissima la mancanza di un piano operativo di protezione civile del comune. Emergenza affidata alla buona volontà dei singoli". 

"Le casse di espansione forse non hanno funzionato come dovevano", osserva Paolo Buzzi (Forza Italia). Ma il direttore di Aipo ha replicato che le casse hanno salvato parma da un'alluvione più estesa. 

Dopo gli interventi dei tecnici, ecco quelli dei consiglieri. Per Ettore Manno (capogruppo PdCi) il sistema di prevenzione del Comune ha fallito ma 14 anni fa c'erano stati i vigili con i megafoni ad avvertire i cittadini. Questa volta no. Per Savani (M5S) invece è emblematico che non ci sia nessuno dei vertici di Iren in questo Consiglio, a fronte dell'impegno dei dipendenti in strada. 

La legna che rimane nel greto dei fiumi può essere liberamente raccolta dai cittadini senza autorizzazione. Le piante che si trovano nel greto vanno tagliate, mentre in golena devono restare solo piante sane. Questo l'annuncio dato dai tecnici Aipo e del servizio di bacino durante il Consiglio comunale. 

L'assessore Marco Ferretti risponde a Dall'Olio sui tributi e ha fatto il punto sul rinvio delle scadenze, che erano il 16 novembre per la Tari e Tasi/Imu il 16 dicembre. Nelle prime settimane dopo l'alluvione, il municipio aveva deciso una sospensione dei tributi comunali fino al 31 gennaio 2015 per le zone colpite, definendo un perimetro preciso. In seguito il governo ha concesso una sospensione per tutti i comuni coinvolti da alluvioni in Italia, con un rinvio delle scadenze al 20 dicembre. Ma per gli interi comuni: quindi la scadenza slitta al 20 dicembre per tutti nel comune di Parma. Questo "ha creato confusione e problemi di flussi di cassa agli enti locali - dice Ferretti -. Chi non abita in una zona alluvionata non si capisce perché debba avere sospesa Tari e Tasi. E per quattro giorno la sospensione è quasi una presa in giro". Resta il rinvio dei tributi comunali al 31 gennaio per i soli abitanti alluvionati. Il Comune, inoltre, valuterà se riuscirà a dare sgravi in base alla consistenza dei danni subiti. 

Il comandante della Municipale Gaetano Noè difende l'operato della polizia municipale nei giorni dell'alluvione e aggiunge che l'ispettore Claudio Pattini non opera con la divisa della polizia municipale ma con quella della protezione civile: "Forse per questo può essere stato scambiato per un volontario". Noè ricorda una foto della Gazzetta di Parma con due vigili che aiutano una donna in bici. 

Mainetti (Agenzia regionale protezione civile): sta cambiando il sistema di allerta in Italia, con una riunificazione delle procedure. Si passerà a un'indicazione di possibile rischio per codice colore. Non ci saranno più i documenti di allerta ma sarà un documento unico, messo nella disponibilità di tutto il sistema. 
Serve anche una revisione degli spazi su internet dove si possono vedere le informazioni, dai dati alle allerte. Bisogna interrogarsi sulle allerte: "Da una parte sono troppe ma se c'è incertezza sull'evento... non significa che si debbano sgomberare interi quartieri ma devono iniziare alcune attività di monitoraggio. E' un'attivazione graduale". Nelle altre regioni - aggiunge Mainetti - c'è un'indicazione di criticità su una grande area, poi sono i Comuni che devono attivare i piani locali in base al rischio. 

Paolo Buzzi, capogruppo di Forza Italia, chiede spiegazioni a Mioni (Autorità di bacino) sulla gestione della cassa d'espansione sul torrente Parma. Nicola Dall'Olio, capogruppo Pd, gli chiede se la progettazione della cassa d'espansione sul Baganza sia stata completata e consegnata (era prevista per il 2011); chiede inoltre una gestione unitaria dei torrenti Parma e Baganza. Al comandante Noè, Dall'Olio dice di avere testimonianze filmate che "dicono qualcosa di diverso" su chi abbia chiuso i ponti il 13 ottobre: la Municipale sarebbe intervenuta su impulso dei volontari. "Parliamo dell'organizzazione, non dell'impegno dei singoli, che è stato massimo". E al Comune, Dall'Olio chiede quali impegni prenda sul fronte delle tasse, per andare incontro agli alluvionati. 

L'assessore Alinovi nel 2013 aveva chiesto finanziamenti alla Regione per le opere idrauliche: la cassa del Burla, la cassa sul Naviglio e altri. La Provincia ha realizzato tavoli di coordinamento fra i Comuni e il Consorzio di Bonifica. Per la cassa del Burla è un terzo rispetto a quella prevista nel progetto preliminare. Per quanto riguarda la cassa sul Maretto, la procedura è in capo alla Bonifica, che deve rilasciare il parere di conformità idraulica. 

I consiglieri Lucio De Lorenzi e Fabrizio Savani (M5S) fanno le prime domande agli esperti. Una delle domande di De Lorenzi riguarda la chiusura del ponte Navetta, che a lui risultava fosse stata fatta da volontari. Il comandante Noè risponde che alle 16 la polizia municipale deve svolgere i servizi all'uscita delle scuole, "un servizio che andava assicurato". In quelle ore bisognava anche controllare i ponti, aggiunge: "Il ponte di Mezzo veniva costantemente monitorato. E' stato fatto un monitoraggio anche al confine e oltre, per capire cosa sarebbe capitato. Confermo che la chiusura dei ponti è stata effettuata dalla polizia municipale: ponte della Navetta, il ponte dei Carrettieri. Anche dalle altre forze di polizia: in piazza Fiume c'erano due componenti della polizia di Stato. Anch'essi hanno contribuito alla chiusura della strada". 
Maurizio Mainetti risponde a una domanda sui 14 milioni stanziati per l'emergenza: riguardano 40 comuni delle province di Parma e Piacenza. Altri Comuni si aggiungeranno, ad esempio quello di Colorno, che non ha segnalato danni alle persone ma ha sostenuto spese di somma urgenza a causa della piena. 

Alberto Bonora
(Iren) sottolinea che gli interventi, nelle ore dell'alluvione, sono stati fatti "in assenza di comunicazioni", perché il sistema telefonico era in gran parte fuori uso: è stato molto utile il sistema delle radio. Poi dà una serie di cifre. Sono 140 le cabine elettriche finite fuori servizio a causa degli allagamenti; 2500 contatori controllati, 800 dei quali sostituiti. Durante l'alluvione sono stati impiegati da Iren 110 tecnici. 
Alcune cifre sulla gestione dei rifiuti: 
* 2.500 tonnellate di rifiuti ingombranti usciti dalle case
* 700 tonnellate di fango
* 800 tonnellate di materiale da attività di spurgo
* 400 tonnellate di legno recuperate 
* 15 tonnellate di ferro
* 184 tonnellate di inerti
* altre 9 tonnelalte di rifiuti arrivati dallo spazzamento
I tecnici hanno lavorato 24 ore su 24 sul depuratore, messo a dura prova dalla situazione. Durante l'emergenza sono arrivati gruppi elettrogeni da Torino (erano stati usati durante le Olimpiadi invernali) e uomini e mezzi dalle sedi Iren di Reggio Emilia e Piacenza. 
Bonora ricorda che Iren ha sospeso le bollette per gli alluvionati, spostando i pagamenti ad aprile 2015. Inoltre si impegna a valutare, sulla base di consumi storici e sulla base delle comunicazioni al Comune, le bollette idriche dei cittadini colpiti. 
Per il futuro, Iren cercherà, tra l'altro, di migliorare le procedure interne e potenziare i ponti radio. 

Bruno Mioni
(presidente vicario di Aipo): Aipo ha messo in atto le manovre sulle paratoie della cassa di espansione del torrente Parma e ha attivato il controllo sui tratti arginati. 

Paolo Mignosa
(Università): la cassa di espansione del torrente Parma ha dato un beneficio enorme. Il fatto che abbia paratoie mobili "è stato di fondamentale importanza": quando si è saputo "che il Baganza avrebbe dato luogo a una piena rilevante, si è intervenuti sulla cassa del Parma chiudendo progressivamente le paratoie". "Se non ci fosse stata la cassa sul Parma sicuramente ci sarebbero stati problemi anche a Colorno". 
"Ha funzionato relativamente poco la previsione della piena", aggiunge. Fra Marzolara e Parma la piena ha impiegato un'ora e dieci minuti per transitare, con una velocità superiore ai 5 metri al secondo: "Sono veramente tanti". Per Mignosa non ci si può basare sulle rilevazioni nella zona di Calestano perché resta poco tempo. Per anticipare i tempi bisogna capire quanto è piovuto sul bacino. Da ponte Verdi a Colorno invece il colmo della piena ha impiegato 10 ore a transitare: tempi che permettono di prendere provvedimenti. 
Mignosa sottolinea che non hanno funzionato le comunicazioni e la pulizia dell'alveo dei torrenti. "L'esondazione ci sarebbe stata comunque" ma la manutenzione "è importante".
Secondo il professore bisogna migliorare il sistema di previsione, magari aggiungendo centraline di monitoraggio; avere un sistema di comunicazione più affidabile; individuare le aree allagabili a valle della città. Bisogna anche istruire la popolazione, che secondo Mignosa deve accettare anche qualche falso allarme. Serve anche la cassa d'espansione del Baganza. 

Meuccio Berselli
(direttore della Bonifica parmense): l'urbanizzazione non è stata compensata da infrastrutture per mitigare le problematiche idrauliche, in questi anni. Cosa ha funzionato: l'impianto di sollevamento di foce Abbeveratoia (ha sollevato 600mila metri cubi d'acqua durante l'alluvione), la cassa di espansione del torrente Parma.
Servono la seconda cassa del Naviglio e la cassa del canale Burla. Per Berselli servono finanziamenti per le opere necessarie contro i rischi idraulici. La Bonifica sostiene la proposta di Legambiente contro il consumo di suolo. 

Interviene l'assessore Michele Alinovi, polemica del capogruppo di Parma Unita Roberto Ghiretti. 

Claudio Malaguti 
(Autorità di bacino) spiega che le foto aeree dal Dopoguerra ad oggi mostrano che la città ha sottratto spazio al fiume e "al momento la città non è protetta" in caso di piene del Baganza. Nei giorni successivi alla piena è stata iniziata la pulizia dei corsi d'acqua, a partire dalle piante arrivate con la piena. Per Malaguti servono 2,4 milioni di euro per il ripristino delle sponde del Baganza nel tratto in cui attraversa la città (tra l'altro con la sponda destra più bassa di 90 centimetri rispetto a quella sinistra). Opere che saranno incluse nel piano coperto dai 14 milioni di euro già stanziati. 

Stefano Camin (protezione civile Parma): 400-500 volontari nella prima settimana, poi gli altri problemi con le piene in provincia. Il lunedì mattina i volontari erano attivi a Calestano. "Non era prevedibile ciò che è successo a Parma. Anche nel 2002 non avevamo avuto problemi. Avevamo provveduto a presidiare via Montanara: eravamo pronti a chiudere il sottopasso sotto la tangenziale, come fatto con una piena precedente. La piena della Parma è stata fermata dalla cassa d'espansione. Ci siamo coordinati con il Comune. Su eventi del genere penso che sia impossibile fare una pianificazione lunga: bisogna stringere le maglie d'intervento. Dovremo iniziare a convivere con questi eventi. 

Maurizio Mainetti (Agenzia regionale protezione civile) spiega che fino alla mattina del 13 ottobre le previsioni di pioggia erano inferiori alla quantità effettivamente caduta. La Regione, aggiunge, ha sostenuto il lavoro del Comune e la Consulta del volontariato. Positivo l'arrivo dei tanti volontari, soprattutto giovani: Minotti auspica che resti la partecipazione attiva, "a qualsiasi tipo di associazione" perché "il sistema di solidarietà è fondamentale", in aiuto a vigili del fuoco e istituzioni. 

Sono stati messi a disposizione i 14 milioni di euro stanziato del governo. La Regione sta lavorando a un piano di protezione civile. I fondi copriranno le urgenze, non il progetto della cassa d'espansione sul Baganza. Bisogna però individuare uno o più interventi di somma urgenza (da realizzare entro un anno) lungo il Baganza per ridurre il più possibile il livello di rischio in questa parte di Parma. La Regione vuole anche affinare il sistema di monitoraggio e comunicazione in ambito locale, "che consenta una gestione più operativa e un'immediatezza di informazioni anche in casi di questo tipo". 

Il comandante della polizia municipale Gaetano Noè: "Abbiamo vissuto un mese e mezzo in emergenza, con un notevole impiego di risorse e impegno per la polizia municipale, di giorno e di notte, con prolungamenti di orari e saltando gli orari di lavoro ordinari. Ancora più gravoso è stato l'impegno della struttura intera della Protezione civile". I volontari "sono stati tempestivi" a Parma e nei territori limitrofi. In generale, il 13 ottobre, "l'intervento è stato tempestivo. Mezz'ora/tre quarti d'ora prima il ponte della Navetta è stato sgomberato prima che cadesse. La situazione era attenzionata, anche a monte". Il 13 ottobre, alle 15,15, il ponte era attraversato da diverse persone e la Municipale lo ha sgomberato. "Stessa cosa per il ponte dei Carrettieri". Noè parla di "atti eroici della polizia municipale, ripresi anche dai giornalisti, in piazza Fiume: oltre ad aver bloccato con molto anticipo le vie di accesso al ponte dei Carrettieri, via Baganza e via Po, anche dopo l'esondazione hanno portato in salvo in modo eroico delle vite umane, anche a rischio della propria incolumità". 

Il sindaco Federico Pizzarotti ringrazia volontari e istituzioni e auspica un dibattito senza "quel battibecco polemico che tante volte fa la politica", per dare risposte ai cittadini su ciò che è successo. 

L'assessore al Bilancio Marco Ferretti ha spiegato che i tecnici del Comune hanno provveduto a realizzare gli interventi di somma urgenza nei giorni dell'alluvione. C'è un elenco dettagliato di spese sostenute ma che, per forza di cose, non erano nel bilancio preventivo. La cifra spesa è 465.838,74 euro: va considerata come debito fuori bilancio. Il Consiglio approva la delibera all'unanimità con 24 voti. 

 

Video: lo streaming del Comune 

 

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  • federicot

    02 Dicembre @ 22.24

    federicot

    Quando vedrò un vigile eroe a Parma andrò a piedi a Pechino. Giuro.

    Rispondi

    • Labandieraitaliana

      03 Dicembre @ 14.21

      Avviati furbetto! Le persone come te non meritano alcun rispetto, il lavoro di questi agenti seppur pochi sul posto, è stato encomiabile e tu che sicuramente non eri presente sul posto lo disprezzi e te ne fai scherno. La municipale è spesso considerata come un ente inutile ma lo sforzo degli agenti nelle ore dell alluvione non si discute! La scuola di mia figlia è stata evacuata prima dell esondazione da un vigile non da te e in seguito sulla via Pò punto di maggior criticità della piena c era un vigile ad aiutare le persone in difficoltà davanti alle piccole figlie non tu! Quindi fatti un favore se vuoi criticare l operato della polizia a prescindere fai pure tanto per te sarà un abitudine, per fare le battutine invece prova da altre parti perchè non fai proprio ridere nessuno.

      Rispondi

    • Michele E

      03 Dicembre @ 07.37

      Vi prego, Vigili, almeno uno di voi, è per una buona causa...

      Rispondi

  • Maurizio

    02 Dicembre @ 22.23

    Ma quì si parla di piena che ha impiegato un'ora da marzolara a parma, si parla di comunicazoni fatte e non fatte, i sindaci a monte hanno avvisato i sindaci a valle? Qaulche sindaco ha affermato di non aver avvisato nessuno.... Eppure la colpa è solo di pizzarotti, anche dei danni in montagna e prima del comune di parma..... Comunque da sottolineare le uscite di buzzi, francamente non le capisco, gente come ghiretti o dall'olio che criticano sempre e comunque anche contro l'evidenza che smonta punto su punto quello che dicono , ma buzzi che critica la cosa che, su questo siamo tutti d'accordo, ha funzionato veramente bene e ha impedito di far danni maggiori ovvero la cassa d'espansione proprio non lo capisco

    Rispondi

  • Labandieraitaliana

    02 Dicembre @ 21.06

    Noto con dispiacere che molti consiglieri parlano per sentito dire e non si basano sui fatti. Il ponte navetta è stato chiuso dalla Municipale alle 16.00 ci sono anche le immagini video di tv Parma a dimostrarlo. Il ponte dei carrettieri non era visionato da nessuno il primo ad arrivare è stato un agente della municipale su una jeep di servizio da solo e mentre il fiume esondava faceva allontanare le auto dalle piccole figlie, atto peraltro lodevole ma isolato. Successivamente è arrivata anche una volante della Polizia di Stato ad aiutare nelle operazioni l agente della municipale. Questo quanto meno per quanto riguarda il lato del Baganza da via Pò. Quindi il dott. Dall Olio che dice di aver visto dei volontari incitare gli agenti a chiudere il Ponte vaneggia, oppure si riferisce ad altre situazioni.

    Rispondi

  • Vercingetorige

    02 Dicembre @ 18.14

    L' ALLUVIONE , STORICAMENTE , E' SEMPRE STATA LA PIU' GRAVE CALAMITA' NATURALE DI PARMA . Più dei terremoti . Fra Salimbene de Adam ricorda quella catastrofica del 1177 , dicendo che le acque di Parma , Enza e Taro si unirono a formare un grande lago , ed il letto della Parma fu spostato ad Ovest di circa 130 metri . Quante vittime ci furono non lo sappiamo . Il vecchio letto attraversava piazza della Ghiaja , ed , infatti , il "ponte romano" è lì . Non è nella posizione del Ponte di Mezzo , è più ad Est . Poi la "Gazzetta" ha riportato quella del 1868 , quando il torrente ruppe al Ponte Caprazucca e sommerse vicolo Santa Caterina , via Bixio , via D' azeglio . Ci furono 20 morti . Io ricordo personalmente quella del 1951 , quando le acque lambirono San Leonardo . Nel centro di Colorno superarono il metro e mezzo d' altezza. Le campane delle chiese rivierasche suonavano a martello, per richiamare volontari in soccorso. In una trattoria di campagna a Sacca , vicino all' argine maestro , l' oste riuscì a portare un pò di provviste al primo piano , dove si era rifugiato , e , con la cucina di casa , preparava cibo che distribuiva ai soccorritori , che lo andavano a prendere in barca , alla finestra. Baldassarre Molossi ricordò per tutta la vita quei pranzi in barca . La trattoria diventò poi il ristorante Stendhal .

    Rispondi

  • cambogiano

    02 Dicembre @ 17.48

    ad ogni modo, ricordatevi che nonostante la cassa d'espansione alla Parma mancava veramente poco per esondare! e questo non è colpa di nessuno se non di un clima devastato dall'inquinamento pertanto se dovete sfogare il rancore e frustazione su qualcosa partite dalla vostra auto, essendo il principale oggetto che alimenta il cambiamento climatico, poi ma solo dopo potete adirarvi con il Sindaco e con chi vi capita a tiro

    Rispondi

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