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Il Cesena fa tutto da solo: 1-2 e Parma nel baratro

Il Cesena fa tutto da solo: 1-2 e Parma nel baratro
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"E' uno spareggio", l’aveva presentato così alla vigilia il tecnico del Parma, Roberto Donadoni. A vincerlo, però, è stato il Cesena di Mimmo Di Carlo, che porta a casa l'intera posta in palio con una partita accorta e determinata e le due reti di Pulzetti e Alejandro Rodriguez. I ducali, a parte l'autorete di Cascione che aveva riaperto a sorpresa il match a metà ripresa, non hanno mai dato l’impressione di potersi rendere realmente pericoloso e soprattutto di crederci. Padroni di casa in campo con i due nuovi acquisti Rodriguez e Varela ai lati di Palladino per un ritorno all’amato 4-3-3. Cassano è in panchina. Primi venti minuti al piccolo trotto per le due squadre, timorose di sbilanciarsi. Si contano giusto un pallonetto da lontanissimo di Josè Mauri e, dall’altro lato, un’acrobazia di Djuric che finisce fra le braccia di Mirante. Al 21', all’improvviso, un lampo di Pulzetti porta gli ospiti in vantaggio: movimento del mediano sul vertice destro dell’area e interno a giro 'alla Del Pierò che si infila nell’angolino lontano. La partita si mette sui binari giusti per gli uomini di Di Carlo, che si chiudono a riccio e partono in contropiede, mentre il Parma palesa le solite lacune in fase di costruzione. Solo Nocerino sfiora il pari con una sassata al volo su angolo, deviata da Palladino. E così si va al riposo sullo 0-1.

Donadoni rompe gli indugi e getta nella mischia Cassano al posto del solito spento Lodi degli ultimi tempi. La scossa però non arriva e il Cesena sembra controllare in scioltezza. Il Parma si affaccia dalle parti di Leali giusto con un paio di incornate inoffensive di Cristian Rodriguez. Al 22' Djuric può calciare da buona posizione ma il suo esterno destro finisce sugli spalti. I padroni di casa vanno a fiammate ma non sono mai pericolosi, anzi, sono i romagnoli a sfiorare il raddoppio con due, tre azioni di rimessa ben condotte dai vivaci Brienza e Djuric. Ma nel calcio l'imponderabile è sempre dietro l’angolo. Accade al 30': incomprensione clamorosa fra Cascione e Leali, il retropassaggio del centrocampista prende in controtempo il portiere e il pallone rotola lentamente in rete. Il Tardini si accende ma il Cesena reagisce subito ed entrambe le squadre si riversano in attacco alla ricerca della vittoria. Il traguardo lo taglia per primo il Cesena con Alejandro Rodriguez, che dopo aver deciso la sfida dell’andata, colpisce anche alla prima di ritorno scaricando in rete un rabbioso destro dopo un rimpallo in area su punizione di Brienza. A fine partita Cassano si sofferma per alcuni minuti a colloquio con gli ultras: ma è dura spiegare perchè il Parma abbia solo 9 punti dopo 20 giornate. Cesena a 12, con la salvezza a 7 punti.

 

La squadra a tu per tu con i tifosi

Contestazione allo stadio Tardini per la squadra del Parma dopo la sconfitta con il Cesena. I tifosi della curva nord, il settore più caldo dei supporter emiliani, hanno chiesto a Cassano di riportare la squadra in campo e così è stato. Dopo circa un quarto d’ora dalla fine del match il gruppo, capitanato dallo stesso Roberto Donadoni, è rientrato sul campo di gioco ed ha avuto un lungo colloquio con gli ultras. Il più attivo nel colloquio con i tifosi Alessandro Lucarelli che oggi, squalificato, ha seguito la partita in tribuna. «Dobbiamo andarci con onore» urlavano i supporter con riferimento alla serie B e «correte di più o state a casa». Qualcuno ha anche fatto riferimento alla vecchia proprietà urlando «andiamo a Carpenedolo». Al di là dei momenti di tensione non si registrano scontri, con gli addetti alla sicurezza che hanno solo controllato la situazione senza bisogno di intervenire.

Parma nel caos, Donadoni trema (leggi). Cassano mediatore

Prima il teso faccia a faccia con Antonio Cassano, l’unico ad avvicinarsi alla curva nord della squadra al termine della partita, poi il colloquio con tutto il gruppo, Donadoni compreso. La sconfitta per 2-1 con il Cesena scatena la contestazione del pubblico di Parma anche se al Tardini, al di là di qualche parola di troppo o di un dito sollevato verso il volto di questo o quel giocatore, non succede nulla. «Dobbiamo andarci con onore» urlavano i supporter con riferimento alla serie B e «correte di più o state a casa».
Qualcuno ha anche fatto riferimento alla vecchia proprietà urlando «andiamo a Carpenedolo», ma non mancano riferimenti anche a Pietro Leonardi. Il più loquace con il pubblico in fermento è il capitano crociato Alessandro Lucarelli, oggi in tribuna per squalifica. Si sbraccia ed urla anche lui; prima lo aveva fatto Antonio Cassano che aveva esclamato un semplice «non posso fare di più...» alla curva che, nell’intervallo, lo aveva acclamato. Ed è Fantantonio il mediatore fra le richieste dei tifosi e la squadra. E’ lui che richiama il gruppo, già negli spogliatoi, in campo per il chiarimento, a parere dei tifosi necessario, dopo la sconfitta che ormai a Parma vedono tutti come l’anticamera per la serie B.
In Emilia è la terza volta in questa stagione che si infiammano gli animi. Era successo dopo la sconfitta interna con il Sassuolo, con un summit fra tifosi e l’allora presidente Tommaso Ghirardi. A Bergamo, dopo un altro stop con l’Atalanta, altra chiacchierata sotto la curva con giocatori e tifosi divisi solo dalla rete di sicurezza.
Tifosi delusi dalla situazione in classifica ma anche dai troppi silenzi della proprietà. «Vogliamo una società» ha urlato più volte il pubblico del Tardini scoraggiato anche dalle voci di problemi fiscali del neopatron crociato Rezart Taci. Come riporta oggi il sito parmaquotidiano.info, nell’elenco delle società che non hanno pagato le tasse in Albania ci sono soggetti economici del gruppo. Oltre alla Taci Oil, di cui è consigliere l’attuale presidente del club emiliano Ermir Kodra, c'è le società Armo spa, dove Kodra è stato dirigente, iscritta nell’elenco degli evasori nel luglio 2013, la Gramozi Oil Company di Gramos Tai, iscritta a fine novembre scorso, e la Anika Mercuria Refinery Associated Oil (Anika è la sorella di Rezart Tai in visita a Collecchio per controllare i conti del club dieci giorni fa).
Insomma una situazione esplosiva fra i tifosi del Parma che se vedono la B sempre più vicino temono sempre di più il baratro del fallimento. E intanto Donadoni resta in silenzio, preludio, dicono indiscrezioni, di un possibile esonero con l’allenatore della Primavera Hernan Crespo vittima sacrificale in casa crociata per chiudere la stagione più nera da quando il club emiliano gioca in serie A.

Cassano sotto la curva: "Non posso fare altro" (guarda il video)

Non posso fare altro...»: Sono le parole di Antonio Cassano al termine del match ai tifosi che gli chiedevano chiarimenti sotto la curva nord, il settore più caldo dei supporter crociati. L’ultimo atto di un week-end da dimenticare in casa Parma, fuori e dentro il campo. Contro il Cesena la sconfitta per 2-1 (che significa retrocessione quasi certa), prima le polemiche per la richiesta dello stesso Fantantonio di ricevere gli stipendi arretrati, addirittura sei mensilità. Una richiesta, arrivata alla vigilia del match con i romagnoli, punita dal club con la panchina nel primo tempo. Cassano poi è entrato al posto di Lodi, non ha inciso più di tanto ma alla fine su un suo colpo di tacco per poco Rispoli non segnava il gol che in quel momento avrebbe portato il Parma in vantaggio. Ma una grande occasione gol, viziata da un fallo di Cascione che poteva essere pure punito da un calcio di rigore, non può cambiare l’andamento di una partita deludente per gli emiliani, contestati al termine del match con la squadra richiamata in campo e costretta ad un lungo colloquio sotto la curva. In mezzo ai giocatori anche Roberto Donadoni.
«Dobbiamo andarci con onore» urlavano i supporter con riferimento alla serie B e «correte di più o state a casa». Qualcuno ha anche fatto riferimento alla vecchia proprietà urlando «andiamo a Carpenedolo» anche se durante la partita, più volte, dagli spalti si è alzato il coro «vogliamo una società» con riferimento ai troppi silenzi di Rezart Taci ed il suo entourage.
La sconfitta comunque è una punizione troppo pesante per il Parma. Gli emiliani, con in campo i neoacquisti Varela e Rodriguez, sono partiti subito forte spegnendosi però dopo una manciata di minuti. E’ stato così il Cesena a passare in vantaggio al 21' con Pulzetti: il centrocampista, servito sulla sinistra da Defrel, ha avuto lo spazio per tentare la conclusione di piatto destro e la palla, insidiosa, è finita nell’angolino alla sinistra di Mirante. La replica dei padroni di casa è arrivata al 23' con un tiro dalla distanza di Lodi e, al 36' con una conclusione dei Nocerino, palla indirizzata verso la porta ma clamorosamente deviata lontano dalla schiena del compagno Palladino.
Il primo tempo è tutto qui e dal pubblico del Tardini si è alzato il coro «Antonio Cassano, Antonio Cassano». Sugli spalti poi sono apparsi alcuni striscioni con la scritta '#iostoconcassanò, il più grande quello affisso nello skybox dove segue la partita la moglie del giocatore, Carolina Marcialis. Appelli sentiti da Donadoni che ha gettato nella mischia il numero 99 crociato al posto di Lodi. Ed il Parma è stato subito pericoloso. Al 2' e al 15' ci ha provato l’ex Atletico Madrid Rodriguez poi, al 30', Nocerino ha messo una palla al centro, Cascione, nel tentativo di fermare l’azione ha appoggiato verso il portiere, ma Leali si è spostato sulla destra e la palla è finita in rete. Al 43' la grande occasione per gli emiliani di passare in vantaggio: delizioso tacco di Cassano per Rispoli ma il giocatore al momento del tiro è stato agganciato da Cascione e poi ha concluso sul corpo di Perico. Tagliavento non ha visto nulla, ha lasciato correre ed un minuto più tardi il Cesena è passato in vantaggio. Brienza ha scodellato in area di rigore una punizione che Galloppa ha toccato con il corpo ma il rimpallo ha favorito Alejandro Rodriguez (già in gol all’andata) che ha messo in rete.
Lo spareggio salvezza finisce così nelle mani del Cesena, il Parma sconfitto si rifugia in silenzio stampa.

La cronaca della partita

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  • paolo

    26 Gennaio @ 17.49

    posso fare un appunto a SANDRO PIOVANI?caro piovani,anni fa' lei aveva organizzato una manifestazione con i boys al grido: tutti a collecchio,vogliamo un presidente.allora la societa' era in mano a BONDI,con presidente ANGIOLINI,e lele zamagna responabile della 1° squadra e del settore giovanile,ora perche' caro PIOVANI NON ORGANIZZA UNA BELLA MARCIA A CARPENEDOLO davanti alla sede della leonessa?ricordo anche un suo articolo sulla gazzetta:la LEONESSA HA AQUISTATO UN NUOVO MACCHINARIO PER I CUSCINETTI.(UNA SVIOLINATA DA UTO UGHI!!!)e adesso caro piovani un po' di autocritica.ps:se ha occasione vada a padova a sentire gli umori degli sportivi sulla famiglia ghirardi!!!!

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  • Michela

    26 Gennaio @ 12.37

    Purtroppo è finito tutto, non solo la retrocessione in B, ma è fallimento totale. Veramente tanto rammarico dopo anni gioie ma anche amarezze, ma cosi in basso proprio mai. Un pensiero va a tutti i dipendenti del Parma FC, quelli che lavorano dietro le quinte. Spero proprio di sbagliarmi ma per me siamo più giù degli abissi.

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  • BRUNO C.

    26 Gennaio @ 11.32

    VARELA E' SPRECATO ALL'ALA : HA UNO SCATTO E UN DRIBBLING BRUCIANTI, DEVE GIOCARE CENTRAVANTI !

    Rispondi

  • Caronte

    26 Gennaio @ 09.45

    E anche quest'anno i soldi dell'abbonamento non sono stati buttati via. Vedere il Frambo dirne quattro a Cassano .....non ha prezzo. Ai benpensanti che dicono che queste cose non sono da paese civile etc.. ricordo che questa masnada di pedatori malpagati può essere svegliata solo con un rigurgito d'orgoglio e ormai solo la Nord può riuscire in questo.

    Rispondi

    • Zagor

      26 Gennaio @ 12.57

      Caro Caronte, sarò pure un benpensante ma vedere persone che indisturbate scendono sul terreno sportivo ( ripeto,SPORTIVO ) con il loro ditone messo sotto il mento ad altre persone dà un senso di squallore e vergogna...pagare un biglietto o fare un abbonamento non significa poter avere qualsiasi diritto sul prossimo...negli anni ho visto Derby interrotti, calciatori costretti a togliersi le maglie, capitifosi che ordinano o meno l'inizio di una partita...e poi ci lamentiamo perché il campionato di serie A è così penoso....ma chi ha voglia di rimanere qui? A proposito, più che di pedatori malpagati, direi pedatori non-pagati....tu lavoreresti gratis per 5-6-7 mesi solo per l'"orgoglio" di far parte di una impresa?Perchè tale vigore mostrato ieri a Cassano non è stato messo con il precedente Presidente?Eppure c'eravate anche voi nell'era Ghirardi...e Ghirardi ha sempre avuto ottime parole nei vostri confronti, a differenza della città di Parma e dei giornali locali...Perché?

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      • gherlan

        26 Gennaio @ 18.10

        auguro di cuore all'energumeno ritratto nella foto con ditone alzato di dover lavorare sei mesi o più senza vedere un bialino, poi ci sa dire quanto impegno ci mette a lavorare...

        Rispondi

        • Caronte

          26 Gennaio @ 19.02

          a tutti voi rispondo di leggervi l'articolo ad hoc che ha pubblicato il sito su FantaFrambo. Condivido al 100% quanto scritto. Quanto ai soldi, io quando gioco a calcio con gli amici non mollo mai, mi impegno sempre al 100% urlo, impreco e alla fine mi tocca anche pagare un deca per gli spogliatoi. Altri invece quando sono sotto di 2/3 gol mollano e la buttano sulla farsa. E' il carattere che fa la differenza signori non i soldi. Quanto al Ghiro io non l'ho mai goduto, ma avete ragione, andava additato anche lui duramente e su questo nulla da dire. Ma a questo punto è tardi. Ormai non restano che i ricordi

          Rispondi

        • Zagor

          26 Gennaio @ 20.07

          Capiamoci.... personalmente non critico la persona ( Frambati, in questo caso..) bensì il metodo: si può comprendere l'amarezza, la delusione, la rabbia, ma innanzitutto ci deve essere il rispetto della persona. Quel dito sotto il mento di un altro individuo è un bruttissimo gesto, fatto da un uomo ( ripeto, UOMO, non ragazzino ) ad un altro UOMO. Detto ciò, ribadisco che l'uomo Frambati sarà ed è certamente un'ottima persona ma il gesto in sé, davanti alle telecamere, mi è apparso inutile e avvilente per chi lo ha subito ( che si chiami Cassano o anche l'ultimo dei magazzinieri...) . Si vince e si perde, nel calcio come nella vita. Si chiede per sè stessi dignità, ma è la stessa che dobbiamo dare agli altri, altrimenti i conti non tornano. Concludo ricordando che tu parli di partite con gli amici, loro, invece, sono professionisti che con il calcio ci vivono e per loro è un lavoro: penso tu sia d'accordo con me che esiste una bella differenza

          Rispondi

  • eugenio

    26 Gennaio @ 09.41

    Grazie ghirardi, non si è mai visto un comportamento schifoso come il tuo. Avevi così voglia di disfarti del Parma che hai smesso di pagare ogni cosa e ci hai sbattuti sul primo gommone che hai avvistato. Continui a fare la vittima e a raccontare palle al limite della decenza. Dici di non avere il coraggio di guardare il Parma, guardalo invece. Guardalo, guardalo e vergognati come ci vergogniamo noi tifosi

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