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Un Lungoparma di morte

Mentre si cerca l'auto pirata che ieri ha investito e ucciso Mara Aicardi, non si può non riflettere sui troppi gravi incidenti in un tratto di piena città

Viale Rustici, il luogo dell'incidente mortale 19-2-1014
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"Un Lungoparma di morte" non è un titolo forte o forzato. E' la cruda, e per certi versi incredibile, realtà che ci arriva dalle cifre e dalla cronaca.

Tre morti e almeno altri tre feriti gravissimi in un tratto di poche centinaia di metri, fra viale Rustici e viale Toscanini, di quel Lungoparma che già dal nome dovrebbe far pensare più alle passeggiate a fianco del nostro torrentello che non a una sorta di tangenziale cittadina nella quale attraversare la strada rischia di diventare una roulette russa. 

Ieri una donna che attraversava (pare sulle strisce) in viale Rustici, lo scorso anno una donna in bici in viale Toscanini, e poco dopo un'altra donna investita e ferita gravemente poco lontano.

E, ancora in viale Rustici, due persone in prognosi riservata fra ottobre e febbraio, senza dimenticare la tragedia del 14enne falciato mortalmente all'incrocio del Ponte Dattaro, neppure due anni fa.

Aggiungiamo una donna morta pochi mesi fa in via Baganza, e le due sorelle investite in viale PIacenza sulle strisce, entrambe gravissime.

Ne esce una sequenza troppo lunga per poterla accettare: se è vero che morire sulle stade non dxeve essere mai accettabile, che accada in città dove vige il limite dei 50 km orari è ancora più assurdo. Qualcuno propone il limite dei 30 all'ora, già in vigore in alcune zone; altri invocano più controlli. Alla fine, il nodo principale resta quello del nostro comportamento: come automobilisti, ciclisti, scooteristi e pedoni... E molti di noi hanno sicuramente di che riflettere sul proprio modo di muoversi in strada.

Detto, questo, resta ovviamente la tremenda aggravante dell'auto pirata: un'altra piaga dilagante anche a Parma. Se quell'automobilista non sente oggi il dovere di presentarsi spontaneamente alla Polizia municipale (che intanto chiede aiuto a chi possa offrire testimonianze utili), c'è da augurarsi che venga identificato al più presto, e che a quel punto abbia una punizione severa che valga anche da esempio.

 

IL SINDACO PIZZAROTTI: "IGNOBILE NON SOCCORRERE LA SIGNORA. GESTI COME QUESTO NON POSSONO RIMANERE IMPUNITI". (comunicato stampa) Il Comune di Parma intende esprimere vicinanza e solidarietà ai famigliari della signora travolta dall’auto pirata ieri sera in viale Rustici, auspicando una immediata risoluzione del caso da parte delle forze dell’ordine.
«Tragedie come queste non dovrebbero mai accadere – ha affermato il sindaco Pizzarotti  - ma ancora più grave è l’ignobile gesto di scappare e di non accorrere in soccorso della signora: mi auguro che le forze dell’ordine rintraccino il pirata il più presto possibile, o che si costituisca lui stesso. Gesti come questi non possono rimanere impuniti. Intendo esprimere vicinanza ai familiari, il Comune si stringe attorno alla famiglia». 

 

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  • Vercingetorige

    22 Febbraio @ 20.51

    Guardi , perchè ci troviamo questi politici sembra chiaro anche a me, per ragioni analoghe alle sue. Lei si faccia dare da suo cugino un Codice della Strada , e poi lo legga cercando di andare oltre l' articolo 3 , e ci troverà quel che le ho detto. Se si disturba a leggere il comma 7 dell' articolo 143 , vedrà che , tra le manovre consentite ai veicoli circolanti , non c' è l' attraversamento della carreggiata con traiettoria perpendicolare all' asse della strada. Le mando , qui di seguito , quanto è emerso da un chiarimento col Comando della Polizia Stradale di Bergamo su questo argomento , per un caso della fattispecie, e che, in parte , le avevo già mandato. Noi cercavamo di agire per conto del ciclista, ma....................Chi viaggia in sella a una bicicletta ( ci ha spiegato la Polizia Stradale) , sta a tutti gli effetti guidando un veicolo: e un veicolo non solo non ha la precedenza su un passaggio pedonale (spazio zebrato con un rettangolo pieno, di colore bianco ), ma neppure può transitarvi. L'unica soluzione è scendere di sella e spingere la bicicletta a mano. In quel momento si torna ad essere pedoni, e quindi ad avere la precedenza. Se si transita in sella alla bici su un passaggio pedonale, anche dopo aver dato la precedenza alle auto che sopraggiungono, si commette comunque un reato (articolo 143 del Codice della strada) e si è passibili di un'ammenda da 41 euro. Se, transitando in sella alla bicicletta su un passaggio pedonale, si causa un incidente, si passa dalla parte del torto. L'assicurazione dell'auto risponde del danno causato (perché il ciclista risulta comunque essere la parte debole nel sinistro). Ma la compagnia di assicurazioni potrebbe rivalersi su di lui per il danno subito. C' è però un caso in cui la pista ciclabile, e quindi i ciclisti che la percorrono, ha la precedenza sulla strada. Si tratta dei passaggi che sono disegnati con quadrati posti ai lati della carreggiata ciclabile. In questo caso è la bicicletta ad avere la precedenza. Su questi passaggi la bicicletta ha la precedenza salvo che non sia stata collocata una segnaletica verticale. Un cartello che indica la fine della pista ciclabile. In presenza di un cartello simile la precedenza torna alle auto. Ne vuole una copia per suo cugino ?

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  • salamandra

    22 Febbraio @ 15.59

    Ossignur ma capisco perché poi ci troviamo questgi politici. Dove cavolo avrei detto che i ciclisti possono attraversare SEMPRE? Il fatto che non si possa attraversarle se non sui crocevia è lapalissiano e lo davo per scontato (questa storia del perpendicolare però mica la sapevo, anche qui difetta di citare articoli o documenti; no, suo cugino non mi basta). Se è per quello le biciclette non possono neanche andare sui marciapiedi che non siano anche piste ciclabili o ciclopedonali. Ma dove le piste ciclabili o ciclopedonali si immettono sulla strada è a tutti gli effetti un crocevia. Peccato che spesso ci sia solo l'attraversamento pedonale. E in quei punti attraversare in sella è lecito (scusi ma lasci perdere il cugino e si legga la circolare di cui ho fornito il link).

    Rispondi

  • Vercingetorige

    22 Febbraio @ 10.31

    I MIEI "CUGINI" NON VALGONO MENO DEI SUOI e se, in merito , non è competente la Polizia Stradale , non si vede chi lo sia . L' articolo 143 del Codice della Strada , descrive quali sono le manovre che i veicoli circolanti possono e devono compiere sulla strada ( "mano destra" , modalità di sorpasso, modalità di svolta ......) . NON E' AMMESSO CHE UN VEICOLO ( e la bicicletta "montata" è un veicolo ) POSSA ATTRAVERSARE LA CARREGGIATA CON UNA TRAIETTORIA PERPENDICOLARE ALL' ASSE DELLA STRADA , (fuorché nei crocevia) . E NON PUO' FARLO NE' SULLE STRISCE PEDONALI NE' FUORI , NE' DANDO LA PRECEDENZA NE' NON DANDOLA. Il significato di "neppure può transitarvi" si riferisce , lapalissianamente , all' abuso delle strisce pedonali fatto dai ciclisti , perchè questo era il quesito posto alla Polizia Stradale. Chi lo fa è passibile di 41 euro di multa. Se lei lo trova divertente , ognuno si diverte come può...........

    Rispondi

  • salamandra

    21 Febbraio @ 21.22

    In quell'articolo mica c'è scritto. Assai divertente il "neppure può transitarvi"; chissà cosa significa. Le strisce pedonali fanno parte della carreggiata e di conseguenza TUTTI i veicoli possono passarci sopra (ma proprio tutti eh). E chiunque guida lo fa quotidianamente. Nel mentre che il cugino poliziotto stradale tira fuori un'altra versione, aggiungo sotto un parere del Ministero dei Trasporti. Riguarda un caso specifico e non generale ma è ovviamente estendibile a tutti quei casi in cui una bicicletta può attraversare (eh già, mica sempre è consentito): http://mauriziocaprino.typepad.com/files/semafori-comportamento-ciclisti-nota-ministero.pdf

    Rispondi

  • Vercingetorige

    21 Febbraio @ 19.02

    ARTICOLO 143 DEL CODICE DELLA STRADA . CHIARIMENTI IN PROPOSITO DELLA POLIZIA STRADALE : Chi viaggia in sella a una bicicletta - spiega la polizia stradale - sta a tutti gli effetti guidando un veicolo: e un veicolo non solo non ha la precedenza su un passaggio pedonale (spazio zebrato con un rettangolo pieno, di colore bianco, come in figura 1), ma neppure può transitarvi. L'unica soluzione è scendere di sella e spingere la bicicletta a mano. In quel momento torniamo ad essere pedoni, e quindi la precedenza è nostra. Se transitiamo in sella alla bici su un passaggio pedonale, anche dopo aver dato la precedenza alle auto che sopraggiungono, commettiamo comunque un reato (articolo 143 del Codice della strada) e siamo passibili di un'ammenda da 41 euro.

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