Eccoci di ritorno dalla pausa estiva,pronte a ripartire con un sacco di idee e iniziative, e voi? Vi siete riposati? Oggi abbiamo deciso di ripartire col botto parlando di un argomento molto delicato ma altrettanto fondamentale: l’importanza dei primi mesi di vita nello sviluppo del cane dal punto di vista emotivo e comportamentale.
Prendiamo in analisi le fasi di sviluppo del cucciolo e le criticità:
1. Periodo prenatale:
Forse non tutti sanno che: anche nella pancia della mamma i cuccioli iniziano ad apprendere e a provare emozioni.
Ovviamente non stiamo parlando di esperienze dirette ma delle esperienze materne. La madre, infatti, funge da filtro nei confronti del mondo e trasmette le emozioni che prova ai piccoletti che si porta in grembo. Va da sé che una mamma stressata o spaventata trasmetterà queste sensazioni ai cuccioli, idem una mamma serena e questo in parte influenzerà il modo con cui i cuccioli affronteranno il mondo una volta nati.
Tradotto: mai sottovalutare l’ambiente in cui una mamma vive prima di partorire.
2. Periodo neonatale:
Forse non tutti sanno che: questo periodo dura dalla nascita al momento in cui i cuccioli aprono gli occhi e dura circa 10 giorni.
In questo periodo la presenza materna è fondamentale non solo per il sostentamento fisico dei cuccioli, per accudirli e nutrirli ma anche per le prime fasi di abituazione a stimoli importanti come il contatto fisico e la manipolazione. In questa fase infatti la mamma cane esercita un grooming (leccamento/pulizia) molto intenso e importante per il cucciolo, lo scopo della mamma è quello di tenere pulita la cucciolata, di stimolarla e svegliarla per attivarla e attirarla verso le file mammarie per il nutrimento, lasciare il suo odore sui cuccioli.
Tutta questa coccola ha l’effetto positivo a lungo termine di abituare il cucciolo al contatto fisico e alla manipolazione.
E’ molto importante è che la madre sia sempre presente in questa fase, o che comunque i periodi di allontanamento siano molto brevi in quanto la sua presenza è molto confortante e appagante per i cuccioli e mantiene la loro temperatura corporea al livello ideale.
3. Periodo di transizione:
Forse non tutti sanno che: questa fase va dall’apertura degli occhi alla comparsa dell’udito e dura dal 10°-13° giorno a circa il 19° giorno.
Gli stimoli provenienti dal mondo iniziano ad aumentare anche se non sono ancora nitidi in quanto la vista inizia a svilupparsi ma ci vor rà ancora tempo prima che arrivi al massimo sviluppo.
4. Periodi di socializzazione:
Forse non tutti sanno che: questo periodo parte della 3° settimana di vita del cucciolo e arriva fino alla 14° circa ma le prime 7/10 sono assolutamente fondamentali.
Vediamo insieme quali sono i nodi cruciali di questo periodo:
Stimoli: è in questa fase che il piccolo gradualmente impara a esplorare e studiare il mondo. Diventa di conseguenza molto importante non sottoporre i cuccioli a deprivazione ambientale (ambiente privo di stimoli visivi e/o sonori) perchè gli stimoli che i piccoletti affronteranno adesso saranno più semplici da affrontare in futuro e daranno le competenze per affrontare stimoli nuovi ma simili. al contrario cuccioli poco stimolati tenderanno a reagire con paura alle novità. Anche in questo caso la mamma fa da filtro nei confronti del mondo insegnando ai cuccioli cosa è un problema e cosa non lo è, viene da sé che non solo la presenza materna è importante ma che le competenze e il carattere della mamma lo sono altrettanto.
Apprendimento dei segnali di arresto: in questa fase il cucciolo impare come arrestare un comportamento. i cuccioli che non imparano in questa fase si porteranno dietro difficoltà ad arrestare sequenze di comportamento. Il più importante degli stop che si apprendono in questa fase è il tabù del morso, il cucciolo intorno alla quinta settimana inizia a giocare con i suoi fratelli. Ed è proprio qui che il cucciolo dovrebbe imparare l’inibizione del ringhio e del morso davanti al pianto dei suoi fratelli; la presenza della mamma (che interviene guidando questo procedimento) è vitale per spiegare al cucciolo quando fermarsi se ha esagerato.
Rituali comunicativi: dal momento in cui inizia ad avere una buona capacità visiva il piccolo batuffolo inizia a osservare la madre e i fratelli (e perché no, qualche altro membro del branco) e a comunicare con loro attraverso posture e rituali comunicativi sempre più complessi che gli permetteranno da adulto di interfacciarsi con meno difficoltà ai suoi conspecifici.
Socializzazione con altre specie tra cui quella umana: diversi studi hanno evidenziato che i cuccioli sono maggiormente aperti alla conoscenza di nuove specie fino alla 5° settimana, da lì in poi il sipario inizia a chiudersi fino a rendere la cosa più complicata dalla 10°settimana. I cani che nei primi 60 giorni non socializzano con l’uomo faranno moltissima fatica a farlo dopo.
Se in questo periodo la mamma inizia a non allattare e ad allontanare i cuccioli quando si avvicinano alle mammelle non vuol assolutamente dire che la sua presenza non è più necessaria, anzi! Inoltre l’ambiente e le esperienze che un cane fa nei primi mesi sono cruciali per il suo futuro carattere e il tipo di lavoro che dovrà affrontare il futuro compagno bipede.
NB. Con questo articolo non vogliamo in nessun modo consigliarvi di scartare a prescindere quei cani che il destino ha portato a nascere e crescere senza la mamma. Vogliamo permettervi di fare la scelta di salvare un cane nel modo più consapevole possibile per il suo e il vostro benessere.
Per ulteriori informazioni vi consigliamo di seguire l’appuntamento settimanale di “Compagne di Branco” in podcast su Spotify e in diretta su Radio Parma tutti i mercoledì dalle 18.00 alle 19.00
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