×
×
☰ MENU

Nuove piogge, la città con il fiato sospeso

Nuove piogge, la città con il fiato sospeso

06 Novembre 2014, 03:09

Il peggio sembra passato, ma nuove piogge sono previste nel weekend. Se il quartiere Montanara teme un’altra «stangata» dalla natura, il Taro e l’Enza preoccupano. Intanto il preallarme si è «sgonfiato» a bollettino di attenzione, diramato dalla Protezione civile regionale e attivo per tutta la giornata di oggi.

«Questo senza che sia prevista alcuna azione aggiuntiva da parte delle istituzioni incaricate di vigilare e agire in caso di allarme» chiosano dal Comune. Dopo la prima notte in bianco, con tanto di ponte chiuso fino all’alba di ieri, il Taro è rimasto sotto i riflettori per buona parte della mattinata: «L’attenzione si è concentrata sul bacino che ha fatto registrare a monte picchi di 200 millimetri di pioggia nell’arco delle ultime 24 ore».

Quindi è stato l’Enza a diventare «sorvegliato speciale». Anche in questo caso per fortuna l’evento si è gradualmente ridotto tant’è che la chiusura del ponte di Sorbolo, quasi una prassi in questi casi, non si è resa necessaria.

In entrambe le zone «la polizia municipale ha attivato il servizio di reperibilità per la fase di attenzione di criticità idrogeologica– prosegue la nota del Municipio -. Il tutto espletando incombenze di informazione alla cittadinanza interessata, sia verbalmente che con affissione e consegna di volantini esplicativi della fase in essere».

E se la pioggia spaventa, specialmente nei sottopassi come quello vicino all’Antares in strada Naviglio Alto, la cassa di espansione sulla Parma è rimasta vuota e pronta all’uso.

«Complessivamente le precipitazioni sono state copiose, ma non hanno superato i livelli di guardia: basti dire che fra Bosco di Corniglio e Marra sono stati registrati 50 millimetri di pioggia, con un picco massimo di 38 millimetri in un’ora, mentre il 13 ottobre c’era stato un picco orario di 80 millimetri con un accumulo di 300 millimetri in otto ore - prosegue il bollettino aggiornato di ora in ora -. Il torrente Baganza ha mantenuto un livello notevolmente più basso rispetto ai giorni dell’esondazione. Nel frattempo continuano i lavori di ripulitura e messa in sicurezza dell’alveo, da parte del servizio tecnico di bacino. Nessun problema particolare, invece, per la rete fognaria di Parma, continuamente monitorata da Iren».

Note stampa che si rincorrono in un mercoledì bagnato, segnato da un doppio vertice a Palazzo Rangoni (uno si è svolto in mattina e un secondo al pomeriggio) per avere il polso della situazione.

Nel frattempo la città è rimasta col fiato sospeso mentre corsi d’acqua e rigagnoli sono stati costantemente passati sotto la lente della Protezione Civile. Intanto il fango torna a impastarsi coi cumuli di ciarpame accatastati di fronte ai garage disastrati, nel giardino dell’ospedale Piccole Figlie ancora sommerso, tra le aiuole degli alberi.

I tecnici di Iren hanno perlustrato i quartieri, i vigili del fuoco – impegnati in provincia – non hanno ricevuto chiamate dalla città. E’ bastato varcare le soglie dei bar o passeggiare per il quartiere alluvionato per incappare nelle cicatrici, forse indelebili, lasciate dall’esondazione di ottobre.

Anziani che discutevano sui risarcimenti, azzardavano numeri come alla lotteria, poi scuotevano il capo. Una, due, tre volte. Intanto qualcuno si ostinava a usare la canna e sciacquare (di nuovo) il vialetto dell’ingresso di casa. Infine spiccavano i curiosi, come una giovane, avvolta nella vestaglia, che si è diretta a passo svelto verso quel che rimane del ponte della Navetta.

L’acqua frenetica ma non impazzita correva verso il centro e lei ha catturato tutto con la videocamera dell’iPhone. Brandelli di un passato decisamente troppo recente.

© Riproduzione riservata

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI