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Sant'Ilario, Bollati e Ganapini in corsa per la medaglia d'oro

Sant'Ilario, Bollati e Ganapini in corsa per la medaglia d'oro

11 Gennaio 2019, 10:20

PIERLUIGI DALLAPINA

Sarà l'imprenditore o l'ex amministratore provinciale colui che si aggiudicherà la medaglia d'oro del premio Sant'Ilario? In Comune le bocche sono cucite: il sindaco Federico Pizzarotti ha dato l'ordine ai suoi assessori di mantenere il più stretto riserbo, anche se ormai il cerchio si sta stringendo su alcuni nomi «caldi».

Una delle voci più insistenti è quella relativa a Davide Bollati, l'imprenditore presidente di Davines, l'azienda produttrice di prodotti di bellezza, che pochi mesi fa ha inaugurato la sua nuova sede, a due passi dalle Fiere, trasformando un luogo di lavoro in un'area attenta all'estetica e al rispetto dell'ambiente. A favore di Bollati gioca anche il suo impegno a sostegno della cultura, un settore sempre più strategico per un'amministrazione, e una città, che nel 2020 si prepareranno a gestire il titolo di capitale italiana della cultura.

Piace però anche la candidatura di Albino Ivardi Ganapini, un uomo il cui curriculum lunghissimo sarebbe più che sufficiente a fargli meritare la tanto ambita medaglia d'oro. A proposito di medaglia, quel che è certo è che anche quest'anno - come ormai da tradizione da quando il Comune è guidato da Federico Pizzarotti - verrà consegnato solo un oro, rispetto ai cinque assegnabili da regolamento, per conferire maggiore prestigio al riconoscimento.

Tornando al molto probabile premiato, va detto che Albino Ivardi Ganapini merita un riconoscimento per essere stato tra gli artefici di Alma, nei primi anni Duemila, quando era assessore provinciale nella giunta guidata da Andrea Borri. Il prestigio della scuola internazionale di cucina italiana, con sede a Colorno, è dato anche da un corpo insegnanti di livello e da un ex rettore del calibro di Gualtiero Marchesi. Che Ganapini sia stato anche fra i fondatori del circolo Il Borgo è un elemento in più a sostegno della sua candidatura alla medaglia d'oro.

Tra i papabili, nei giorni scorsi, c'è stato anche Roberto Toscano, ambasciatore in India e Iran ed ex funzionario dell'ambasciata italiana in Cile, ai tempi dell'aiuto offerto a centinaia di cileni in fuga dalla dittatura di Augusto Pinochet. Purtroppo, per problemi di salute, Toscano non potrà tornare in Italia per ricevere personalmente l'onorificenza, come prevede il regolamento, e quindi non sarà tra i premiati alla cerimonia che si terrà domenica alle 11 all'Auditorium Paganini.

Certa è invece la civica benemerenza a Kiara Fontanesi, imbattibile motociclista per cinque volte campionessa mondiale di motocross. Il suo nome, a dir la verità, era stato proposto anche in passato per una onorificenza, ma quest'anno, dopo il quinto titolo mondiale, sembra che sarà proprio la volta buona.

Salvo clamorose smentite dell'ultima ora, la prossima edizione del premio Sant'Ilario vedrà un riconoscimento al mondo del teatro, con una civica benemerenza all'attrice Franca Tragni, che da poco meno di 30 anni ha stretto un sodalizio artistico con Carlo Ferrari.

Quest'anno, diversamente dagli anni scorsi, a quanto pare sarà assegnata anche una menzione speciale e, questo riconoscimento inedito, dovrebbe andare nelle mani di Giancarlo e Roberto Spaggiari, padre e figlio, che pochi anni fa, grazie ad un gruppo di amici e al Fondo europeo di sviluppo rurale, hanno piantato circa 11mila alberi su un terreno a San Prospero, per salvarlo dalla cementificazione e per dar vita ad un polmone verde utile al benessere della collettività. Sul sociale, voci sempre più insistenti vedono tra i «papabili» il Ciac.

Le ultime decisioni sui premiati verranno prese questa mattina, durante la riunione di giunta convocata ad hoc, anche se all'incontro non sarà presente il sindaco, impegnato a Roma per preparare le alleanze politiche del suo partito, Italia in Comune, in vista delle elezioni europee.

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