Paolo Grossi
Le due foto qui a fianco ritraggono due momenti della vita in gialloblù del campione del mondo Simone Barone. La prima è del 27 maggio 1990: il Parma al Tardini ha battuto la Reggiana ed è in serie A e il bambino dodicenne sulla destra, intento a inseguire Melli, è proprio Simone. La seconda è la rabbiosa esultanza del 6 gennaio 2004, subito dopo il crac Parmalat, quando una sua doppietta regalò al Parma di Prandelli la vittoria ad Ancona. In mezzo c'era stata la trafila nelle giovanili, il viaggio da tifoso a Wembley, la panchina in prima squadra ai tempi di Ancelotti. Il papà è stato centravanti del Parma, la famiglia viveva praticamente alle spalle dello stadio. Insomma, il destino di Simone Barone era segnato. Ecco perché il fatto che abbia accettato di tornare a Parma, in un club che rinasce in serie D, per allenare la squadra juniores, non deve sorprendere nessuno.
Viene da due anni e mezzo trascorsi a Modena, come tecnico prima degli Allievi poi della Primavera.
«In realtà avevo una società di Lega Pro che mi avrebbe voluto in panchina, e ci stavo riflettendo quando è arrivata la proposta di Fausto Pizzi. Negli ultimi sei-sette anni della mia carriera avevo ormai scelto di fare l'allenatore. Ho troppa passione per il calcio per restarne lontano. Poter allenare a Parma poi era un sogno nel sogno. E a proposito di sogni: quando ero ragazzino ne avevo tanti, e sono riuscito a realizzarli. Ai miei ragazzi cercherò di inculcare la voglia di sognare, Farlo tutti assieme può portare a grandi risultati, e vale anche per la prima squadra e i suoi tifosi».
Magari all'inizio ci vorrà un po' di pazienza perché la D potrebbe rivelarsi più ostica del previsto.
«Potrebbe essere così. Ma visto quanta pazienza i parmigiani hanno avuto nell'ultimo anno, spero proprio che vorranno tenerne un po' anche per il nuovo Parma. Bisogna entrare nell'ordine di idee di resettare tutti, adeguare le aspettative alla nuova realtà. ci sono però esempi concreti di altri club che hanno fatto questa esperienza riuscendo in breve tempo a risalire tra i professionisti».
Alle spalle della prima squadra ci saranno i suoi juniores, tra l'altro molto giovani.
«Il nostro campionato sarà meno competitivo di quelli Primavera professionistici, e allora abbiamo scelto di puntare alla formazione del calciatore impiegando più '98 e '99 dove potrebbero giocare ancora dei '96. In questo momento la società sta formando il gruppo, abbiamo ricevuto anche tante proposte da singoli e club. Insomma, in tanti vorrebbero venire al Parma, e questo ci gratifica. Il 10 agosto inizieremo la preparazione a Collecchio con un gruppo di ragazzi già tesserati e con altri dieci-dodici che faremo allenare in prova per poi decidere se tenerli o no».
Com'è stata l'esperienza di Modena?
«Dal punto di vista formativo direi straordinaria. Ho imparato a gestire gruppi di adolescenti con i loro problemi, le loro fragilità, le chiusure e gli slanci dell'età. Rispetto ai miei tempi il calcio è vissuto in modo diverso, forse meno viscerale ma con più pressioni da parte delle famiglie, più presenti di un tempo, e non sempre in modo positivo, attorno ai ragazzi che giocano. Sul piano tecnico non posso dire di aver avuto a disposizione materiale di primissima fascia, e infatti non abbiamo centrato grandi risultati, ma anche c'era più enfasi sulla crescita dei singoli che non sulle vittorie. Ho avuto la soddisfazione di vedere alcuni ragazzi, compreso un '98, debuttare in prima squadra, ma la cos ain asoluto più gratificante per chi lavora ocn i giovani è toccare con mano la crescita tecnica, fisica e tattica del gruppo daun mese all'altro. Vedere la squadra lievitare ti dà soddisfazioni e motivazioni. Qui a Parma c'è uno staff di prim'ordine che aiuterà anche me, e non solo i ragazzi, a migliorare».
Record di abbonamenti e non è finita
In sole 77 ore di campagna abbonamenti, esclusivamente on line sul sito www.noisiamoparma.it, i tifosi del Parma Calcio 1913 hanno raggiunto l’obiettivo minimo fissato di 4.000 tessere acquistate, già valso il primato assoluto nella categoria Dilettanti, con un netto distacco al Siena detentore del record stabilito un anno fa (3.774).
L’entusiasmante risposta del pubblico ha fatto sì che sia già andata esaurita, ma solo on line, l’offerta “gialla” da 25 euro per la Curva Nord (restano disponibili quella blu da 99 euro e quella crociata da 199). Per consentire a chi è meno avvezzo all’utilizzo delle nuove tecnologie di poter sottoscrivere nelle tradizionali forme – alle postazioni attrezzate del Tardini e agli sportelli Cariparma di Parma e provincia – beneficiando del medesimo trattamento, la capienza della Curva Nord è stata aumentata a 5.000 posti. Martedì 4 agosto è previsto l'inizio della campagna abbonamenti in tutti gli sportelli di Parma e provincia di Cariparma e allo stadio Tardini (orario 15.30-19.30 dal lunedì al venerdì). Per la sola Tribuna Centrale Petitot, rispetto alle proposte on line (Tessera gialla 265 euro, Tessera Blu 615, Tessera crociata 952), si possono acquistare anche gli abbonamenti ridotti per gli Over 65 e le donne, al prezzo di 160 euro.
I posti in Tribuna Centrale Petitot, per i sottoscrittori delle tessere gialle e blu, non essendoci un diritto di prelazione, saranno assegnati definitivamente solo al termine della campagna: ai sottoscrittori della Tessera Crociata, invece, saranno riservate le Poltronissime Petitot, con immediata assegnazione del posto e iscrizione alla Club House Membership.
La consegna delle tessere sottoscritte on line avverrà dopo la chiusura della campagna abbonamenti, dal 31 agosto, allo Stadio Tardini. I sottoscrittori presso le Filiali Cariparma potranno ritirare l’abbonamento nella stessa filiale di sottoscrizione.
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata