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«Quell'incrocio maledetto va cambiato»

«Quell'incrocio maledetto va cambiato»

22 Aprile 2015, 14:42

Ilaria Ferrari

Da anni, non da lunedì, commercianti e residenti di Basilicanova lamentano la pericolosità dell’incrocio in prossimità della piazza.

L’altro ieri in quel pezzo di strada è morta Silvia Bertoli, 24 anni, travolta mentre era in sella alla sua bicicletta tra via Argini sud e via Garibaldi.

Sulla dinamica, al vaglio dei carabinieri, emerge qualche dettaglio in più: il camion di ghiaia che l’ha colpita in pieno spezzando la sua giovane vita sembra fosse in fase di svolta a destra.

A bordo del mezzo, scioccato per l’accaduto, un 48enne parmigiano residente in provincia.

Ma quanto accaduto a Silvia è solo, purtroppo, un déjà vu. Nel dicembre 2007 in modo del tutto simile era già morta un’altra donna, la 63enne Gabriella Mora. Ricordi indelebili nella mente di chi anche a quell’incidente aveva assistito.

«E’ difficile dimenticare certe cose» - dice Francesca Moretti, dell’edicola che affaccia sulla piazza, testimone sia all’incidente di Silvia che di quello di Gabriella.

«E’ un incrocio pericoloso, è così da sempre, è necessario trovare una soluzione: è follia tenerlo in questo stato». Tutti i commercianti e i residenti di Basilicanova fanno eco a queste parole. «Siamo angosciati è già la seconda volta che succede – evidenzia Erika Ghirardini del negozio “La tartaruga” – Si può morire così a 24 anni? E’ un incrocio pericolosissimo dove vige un divieto di passaggio dei mezzi pesanti e, invece, è un continuo via vai di camion e soprattutto camion contenenti ghiaia».

«Ci sono tante cose da rivedere in questo incrocio – aggiunge Annamaria Buratti di “Burma”, proprio all’angolo di quel maledetto incrocio – hanno eliminato il passaggio pedonale semaforico che anni fa c’era e mancano i marciapiedi. Questo è il centro del paese, ne è il cuore, ci sono i negozi: è un continuo passaggio di persone e sono tutte in pericolo finché le cose non cambieranno. Siamo tutti stravolti da quanto accaduto. Certe cose non si devono più verificare».

Chiara Antonelli, estetista, scuote la testa davanti a quell’incrocio, mentre come tutti ripete «è molto pericoloso, occorre fare qualcosa non si può andare avanti così. Al di là della strada ci sono le scuole, passano tanti bambini e tutti i giorni è un pericolo».

«E’ un incrocio mortale» così lo definisce Alessia Tocchi, segretario della Consulta frazionale di Basilicanova. «Non c’è viabilità ciclo-pedonale: mancano sia marciapiedi a norma che piste ciclabili – sottolinea – e si tratta del centro del paese non di una zona sperduta. Come Consulta, a prescindere da quanto purtroppo successo lunedì, avevamo già in programma di fissare un incontro proprio per parlare di punti pericolosi del paese e quell’incrocio era in testa: è carente di qualsiasi minimo parametro di sicurezza e c’è una congestione di traffico allarmante. In più, come se non bastasse, i mezzi transitano anche a velocità molto elevate».

A Basilicanova abitano anche Valerio Fontanesi, assessore all’Edilizia, e Paolo Schianchi capogruppo di maggioranza. Entrambi non negano la pericolosità di quell’intreccio di strade ma, d’altro canto, non intravedono una soluzione.

«E’ un incrocio problematico – dice Fontanesi – ma cambiarlo è impossibile. La viabilità è stata semplificata nel modo migliore rendendo a senso unico via Ghiare, che una volta era a doppio senso, ma altre soluzioni non si possono trovare. Vero è che dovrebbero passare solo i camion autorizzati, non tutti i mezzi pesanti. Poi occorrerebbe anche qualche accortezza da parte di pedoni e ciclisti».

«L’incrocio è senza dubbio stretto quindi pericoloso – aggiunge Schianchi – sarebbe necessario valutare di bloccare maggiormente il traffico pesante ma con tutte le cave che ci sono nelle zone limitrofe sono in tanti ad avere i permessi. Non ci sono molte soluzioni perché le abitazioni intorno all’incrocio sono tutte private e anche la casa d’angolo abbandonata appartiene a più proprietari quindi una ipotetica riqualificazione sarebbe molto difficoltosa e, comunque, allargare l’incrocio senza altri provvedimenti non credo sarebbe sufficiente».

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