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Auto crivellata di colpi

18 Dicembre 2016, 12:05

Laura Frugoni

Una strada silenziosa di campagna, un'auto che si materializza nel buio: qualcuno abbassa il finestrino e comincia a sparare contro una macchina in sosta. Tanti colpi, una scarica impressionante: probabilmente hanno svuotato un intero caricatore.

Pare la classica prima scena di un thriller: purtroppo stavolta non è un film, qualcuno ha sparato davvero l'altra notte, a Vignale di Traversetolo, nella zona di strada del Bottone: una strada che dal centro della frazione s'inoltra per chilometri nella campagna.

Il luogo in cui s'è scatenata la sparatoria, però, è tutt'altro che isolato: una bella zona residenziale con un grappolo di case a schiera e piccoli condomini, c'è uno spiazzo con un parcheggio dove diversi residenti lasciano l'auto quando rientrano di sera. Anche l'altra notte c'erano diverse macchine. Ma chi ha sparato ha puntato su un unico obiettivo: una Bmw serie 3, trapassata da sedici colpi che hanno crivellato il cofano e il parabrezza. L'arma usata potrebbe essere una pistola calibro 9, ma nessuno ancora si sbilancia.

Sono il metodo e il «linguaggio» che risultano fin troppo chiari: chi spara in quel modo lancia un avvertimento preciso e terribile, in perfetto stile mafioso.

Ma appena ti inoltri in questa storia scopri che di chiaro non c'è proprio nulla. Chi è il proprietario dell'auto crivellata, innanzitutto? Un operaio specializzato poco più che quarantenne che lavora in un prosciuttificio, sposato e papà di due bambini. Fedina immacolata, sarebbe proprio lui il primo a non capacitarsi di quello che è successo, a non trovare un filo anche tenue per fornire un minimo di logica, un abbozzo di pista a chi indaga. Di sicuro da ieri mattina la sua vita non è più la stessa: di colpo sono arrivate la paura, l'angoscia per la sua famiglia.

E' stato l'operaio, ieri mattina, a lanciare l'allarme: verso le nove è sceso in strada e ha scoperto la sua auto crivellata di proiettili. Ha chiamato i carabinieri e i militari della stazione di Traversetolo si sono subito messi in moto. Un'indagine che si preannuncia delicata e complessa, coordinata dal pm Umberto Ausiello. L'auto è sotto sequestro, sicuramente scrutata in ogni centimetro dagli uomini della scientifica.

Riserbo è la parola d'ordine: se gli inquirenti si sono già fatti una qualche idea sullo sfondo di questa brutta storia per adesso non viene fuori. L'impressione è in questa prima fase stiano battendo tutte le piste: vita personale, amicizie, ambiente di lavoro, vicini di casa.

Chi ha parlato a lungo con il proprietario dell'auto - ma anche con familiari, conoscenti, colleghi - non esclude nemmeno uno scambio di persona: volevano colpire qualcun altro e ci è andato di mezzo uno che non c'entra? Possibile anche questo, «non sarebbe la prima volta».

Il film dell'altra notte per ora è immerso nella nebbia. Sedici colpi sono tantissimi: possibile che nessuno abbia sentito nulla?. In effetti, la sparatoria avrebbe spezzato più di un sonno («abbiamo pensato a dei petardi») qualcuno si sarebbe anche affacciato alla finestra facendo in tempo a scorgere un'auto che andava via. L'allarme vero è scattato parecchie ore dopo: ore preziose per chi doveva eclissarsi nella nebbia.

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