Da quando sono entrati in servizio, qualche settimana fa, sono subito balzati al centro dell'attenzione e delle polemiche, per quel loro atteggiamento che da molti è stato giudicato eccessivamente fiscale, quasi – secondo qualcuno – al limite del vessatorio. Sono i dieci controllori in borghese – dipendenti di una società privata, la Holacheck – che operano sugli autobus per conto di Tep, dispensando multe a raffica. E ora un consigliere comunale, Roberto Ghiretti di «Parma unita», interviene per denunciare che il costo di quei dieci verificatori è decisamente troppo elevato. Secondo quanto riferito nei giorni scorsi dal presidente di Tep Antonio Rizzi nel corso di un'audizione in commissione comunale Mobilità, l'azienda di trasporti pubblici riconosce ogni mese alla Holacheck la somma fissa di 23mila euro, a cui si aggiunge l'85% delle somme riscosse con le multe elevate dai controllori in borghese, ma solo limitatamente alla quota che supera la franchigia di 23mila euro. Quindi, ogni mese (per dieci mesi, cioè fino a fine anno) i primi 23mila euro di multe incassati da Tep grazie ai controllori in borghese servono per pagare la quota fissa spettante alla Holacheck, mentre l'azienda di trasporti pubblici ci guadagna solo se le multe superano i 23mila euro mensili: in quel caso, Tep trattiene per sé il 15%, il resto va alla Holacheck. «In pratica questa operazione, che quindi costa fino alla fine dell'anno 230mila euro più il bonus, porterà pochissime risorse nelle casse della Tep – sostiene Ghiretti –, a fronte dello scatenarsi di una caccia alla multa di cui davvero non si sentiva il bisogno, almeno in questi termini. Ecco perché sono ormai molti i cittadini che segnalano comportamenti ai limiti e, come al solito, con questo metodo si finisce per colpire non solo chi volontariamente commette un'infrazione, ma anche quei viaggiatori ignari e spesso in difficoltà rispetto alle modalità di timbratura del biglietto». Una politica che il consigliere di opposizione giudica «aggressiva, soprattutto a fronte del fatto che i dati diffusi da Tep ci dicono che l'evasione è al disotto della media regionale e si attesta al 5%». Ma l'esponente di «Parma unita» attacca anche sul fronte della prevista gara per l'assegnazione del servizio di trasporto pubblico. «Aver sottratto dalle casse 3 milioni di euro in dividendi tra Comune e Provincia – dice Ghiretti – non è stata un'operazione lungimirante e neanche un'operazione fatta per il bene di Tep; è stata un'operazione di cinico indebolimento dell'azienda in un momento cruciale della sua vita. Un atto gravissimo, che rischia di avere ripercussioni sul futuro di un'azienda che è sempre stata efficiente, efficace ed economicamente in salute. Ma se da una parte il rischio è quello di perdere una gara tanto importante, dall'altra ve n'è uno non meno insidioso: svenderci a qualche altra realtà per limitare i danni. Già da tempo si vocifera di ipotesi di accordo con altre società di ambito regionale mai smentite categoricamente dai vertici di Tep. Accordi che rappresenterebbero una sconfitta per il nostro territorio, di cui ritengo responsabili i vertici di Tep, Comune e Provincia.». f.ban.
Anche ieri è arrivata una nuova segnalazione di un comportamento «anomalo» da parte dei verificatori in borghese della società esterna ingaggiata dalla Tep. Ancora una volta, la linea «incriminata» è la numero 5. A contattare la «Gazzetta», dopo avere letto il servizio pubblicato ieri, è stato un 73enne residente a Parma, titolare di un abbonamento e quindi utilizzatore abituale dei mezzi pubblici. Una persona, insomma, che ha dimestichezza con obliteratrici e sistemi di bordo degli autobus. E, ancora una volta, la vicenda che lo ha visto, suo malgrado, protagonista è quantomeno poco chiara. «Sono salito sull'autobus – racconta – e all’altezza della fermata di via Mazzini sono saliti anche i controllori a cui ho mostrato, tranquillo, l’abbonamento. L’addetto lo ha preso, lo ha verificato e mi ha detto che non era regolare. A quel punto ho chiesto come mai, visto che lo avevo rinnovato proprio il primo giorno del mese». Frugando nel portafogli, il pensionato trova la ricevuta del rinnovo del titolo di viaggio e la mostra al verificatore, a testimonianza della buona fede: la tessera «Mi Muovo» va «strisciata» e non timbrata per cui, a chi l’ha in mano, non restano prove del regolare utilizzo. «Ero in mezzo alla gente e diverse persone le conoscevo anche: si figuri come mi sono sentito», lamenta. All’altezza della prefettura, scendono tutti insieme e continua la discussione. «Mi ha detto che dovevo pagare una multa di 6 euro entro cinque giorni, altrimenti sarebbe aumentata a sessanta euro, ma io ho risposto che non avrei pagato niente. L’abbonamento ce l’ho, ho dimostrato di avere pagato, se poi qualcosa non ha funzionato nell’obliteratrice o nell’abbonamento, non mi si può attribuire la colpa». Certo di essere nel giusto, l’uomo è andato direttamente agli uffici Tep: «Ho spiegato la vicenda, hanno fatto i loro controlli e, alla fine, mi hanno annullato la multa». C.D.C
I sindacati puntano i piedi e dicono no alla decisione dei vertici Tep di affidare ad una ditta esterna il servizio di verifica dei titoli di viaggio. «In più di un’occasione abbiamo avuto modo di ribadire la nostra contrarietà a questa modifica del servizio di verifica, in quanto già in altre città l’impiego di verificatori esterni all’azienda di trasporto pubblico non ha portato ad alcun miglioramento del servizio», dichiara Paolo Chiacchio, segretario generale della Filt Cgil. «Con i controllori esterni si punterà a massimizzare il numero delle sanzioni a scapito delle informazioni di servizio e del rapporto con l’utenza», aggiunge. La società che fornisce i nuovi controllori è la Holacheck, già partner di Seta, l’azienda di trasporti attiva a Piacenza, Reggio e Modena, e di TPer. Intanto, anche Fabio Piccinini, segretario della Uil Trasporti Emilia Romagna, ribadisce il no all’entrata in servizio dei controllori esterni. «La contrarietà è data dal fatto che l’arrivo di nuovi verificatori ridurrà la possibilità, per gli autisti, di staccare dai turni di guida». Aldo Squeri, della Fit Cisl, mette in luce un ultimo particolare: «I nuovi controllori non saranno pubblici ufficiali, come invece sono i controllori Tep, quindi le persone non saranno obbligate a fornire i documenti. In più ottengono una percentuale sulla riscossione delle multe, cosa che li potrà spingere a controllare chi dà l’impressione di poter pagare la sanzione, mentre non andranno a colpire chi sale abitualmente sul bus senza biglietto e senza documenti». P.Dall.
Tra fine 2016 e inizio 2017 arriveranno nuovi autobus per assicurare il potenziamento del trasporto pubblico sull’asse nord-sud della città, in particolare per venire incontro alle esigenze dei frequentatori del Campus. «Presto entreranno in funzione nuovi bus lunghi 18 metri, simili a quelli della linea 5, che andranno dal parcheggio scambiatore nord, nei pressi del casello autostradale, fino al Campus, passando per la stazione, il Lungoparma, l’Oltretorrente e il quartiere Montanara», annuncia l’assessore alla Mobilità, Gabriele Folli, durante la riunione congiunta delle commissioni Lavori pubblici e Garanzia. In commissione occhi puntati anche sul «tesoretto» della Tep, che è stato speso per pagare gli stipendi dei dipendenti comunali e per garantire - in parte - i servizi agli anziani e i servizi educativi, come sostiene l’assessore al Bilancio, Marco Ferretti. «I dividendi, per legge, vanno impiegati sulla spesa corrente, la quale contiene, fra le diverse voci, il pagamento degli stipendi dei dipendenti e la gestione dei servizi per gli anziani e per l’infanzia», chiarisce rispondendo ai consiglieri comunali Roberto Ghiretti (Parma unita) e Giuseppe Pellacini (Udc), desiderosi di sapere perché Tep avesse distribuito 3 milioni di euro di dividendi. «Dato che non sono trasferimenti vincolati, i soldi non sono stati destinati a un capitolo di bilancio in particolare», aggiunge in riferimento alle richieste avanzate da Giuseppe Bizzi (Possibile), intenzionato a conoscere l’impiego degli 1,5 milioni di euro finiti nelle casse comunali. Il presidente Tep, Antonio Rizzi, ha invece parlato di investimenti: «In 10 anni dovremmo investire almeno 23 milioni sul parco mezzi». P.Dall.
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