Lucia Brighenti
Con lui se n’è andato un pezzo di Gazzetta di Parma, di Casa della Musica, di Teatro Regio.
Uomo apprezzato per la sua autenticità e per la curiosità intellettuale, si è spento ieri a 57 anni, in seguito a una malattia, Vincenzo Raffaele Segreto, critico musicale della «Gazzetta di Parma» dal 1985. Il segno, in città, lo aveva lasciato lavorando dietro le quinte, ma con una passione che si riconosceva anche dove non metteva la firma. Addetto stampa del Teatro Regio dai primi anni Ottanta al 2001, quando divenne responsabile ufficio stampa della Casa della Musica, indossava talvolta colori sgargianti, unica concessione vistosa per chi non cercava mai di farsi notare.
Come addetto stampa del Teatro Regio, lavorò per quasi vent’anni a fianco di Claudio Del Monte che racconta: «ci completavamo. Io mi occupavo di grafica e comunicazione, lui degli aspetti musicologici; io ero più espansivo, lui più timido. La nostra soddisfazione più grande è stata quella di aver creato un ufficio stampa che, ancora oggi, è considerato uno dei più simpatici e professionali. Con lui abbiamo curato tante pubblicazioni, libretti delle opere che sono considerati dei saggi e i ‘Quaderni del Teatro Regio’, volumi monografici, tra cui uno su Gluck. In quasi vent’anni, non abbiamo mai avuto uno screzio e abbiamo sempre lavorato con il sorriso sulle labbra, perché c’era grandissima passione. Spesso, non contenti di aver lavorato assieme per quindici ore, uscivamo anche a cena. Più che il collega, mi mancherà l’amico».
Del suo impegno come Responsabile ufficio stampa della Casa della Musica, (per la quale nel 2005 aveva anche ideato il nuovo percorso espositivo del Museo Casa Natale di Toscanini), parla Marco Capra, già presidente dell’Istituzione: «Ricordo Vincenzo prima di tutto come compagno di studi: ci siamo laureati assieme e siamo diventati più tardi colleghi. Il suo ruolo nella Casa della Musica è stato quello, essenziale, d’interprete di tutte le nostre iniziative nei confronti del mondo esterno. Ora non avrò più qualcuno con cui parlare attraverso le citazioni dei libretti d’opera». Su Arturo Toscanini aveva scritto un libro, edito da Step nel 2007 e dedicato alla moglie Silvia.
La sua passione per il crossover ha preso forma in una lunga collaborazione con Alessandro Nidi, che dice: «Ci conoscevamo da quando avevamo sedici anni. Con il ‘Festival Due Dimensioni’ abbiamo portato al Teatro Due artisti che poi sono diventati star della musica antica e del contemporaneo, e abbiamo portato l’opera di Battiato al Regio. Ho anche avuto la fortuna di mettere in scena alcuni suoi testi teatrali: per esempio aveva curato la trascrizione di ‘Il Vecchio e il mare’, spettacolo che abbiamo portato in giro. I ricordi che più mi commuovono sono, però, quelli più semplici, come i viaggi per andare a trovare Morricone, o per conoscere Maradona...».
Anche Mauro Meli, ex sovrintendente del Teatro Regio, lo ricorda come una «persona generosa, leale, sincera e di cultura prodigiosa. Con lui si poteva parlare di tutto. Condividevamo la passione per la chitarra che suonava con dolcezza e sensibilità. Mancherà a molti».
«Vincenzo fu, con Alessandro Nidi, colui che mi incoraggiò di più a promuovere il Barezzi. - aggiunge Giovanni Sparano, direttore artistico del Barezzi Festival – Erano i primi anni, memorabile fu il suo incontro con Battiato nel 2008, seconda edizione del festival».
Il funerale si terrà martedì 7 giugno alle 10.00 nella Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano di Gaione.
Alla moglie Silvia e a tutta la famiglia, vanno le sentite condoglianze dei giornalisti e dei collaboratori della «Gazzetta di Parma».
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