Paolo Grossi
Singing in the rain ieri sera al Tardini. Un'incredibile girandola di emozioni nei minuti finali ha consegnato al Parma, sotto una pioggia insistente, una vittoria che alla fine si può dire meritata oltre che sofferta. E con essa tre punti fondamentali, perché ieri come suo solito il Venezia aveva trovato un gol decisivo nel finale, la Reggiana e il Padova avevano vinto e quindi perdere contro il pur forte Pordenone sarebbe stato deleterio sotto tutti i punti di vista. Invece il destino aveva in serbo un finale diverso per una partita che a un certo punto pareva segnata in modo negativo. Un po' come all'andata, quando il Parma aveva ribaltato un 2-0 che fino a quel punto i neroverdi avevano legittimato con una cifra di gioco superiore. D'altra parte quella friulana è una squadra che ha cambiato pochissimo in gennaio, a differenza del Parma. D'Aversa si era presentato con Iacoponi e Scaglia, ultimi acquisti, rispettivamente a destra e sinistra in difesa. Confermato il trio di centrocampo già visto a Venezia e anche il tridente Nocciolini-Calaiò-Baraye. Pordenone con il preannunciato 4-3-1-2 e il temuto capocannoniere Arma (in realtà 7 dei suoi 13 gol sono rigori) in avanti.
Ramarri organizzati
Nei primi dieci minuti il Pordenone palleggia pregevolmente e conquista due corner, ma alla prima fiammata il Parma va a segno. Bravo Baraye a liberarsi di due uomini sull'out sinistro e a cambiare gioco a destra dove Nocciolini controlla e fa partire un cross perfetto verso il centro area: in un grappolo di uomini svetta Scavone che insacca di testa. Al 15' viene annullato al Pordenone un gol in mischia per fuorigioco. Al 20' Parma vicino al raddoppio quando Scaglia fugge sul fondo e traversa basso ma Nocciolini è in ritardo. Al 28' però i friulani creano le premesse per il pareggio grazie a una penetrazione in area conclusa con un'ingenua spinta di Scavone a Semenzato. Dal dischetto lo specialista Arma stavolta fallisce perché la palla, tesa, centra la traversa e rimbalza in campo, solo che lo fa colpendo la testa di Frattali proteso in tuffo e rotolando in rete: che iella.
Il Parma pare accusare un po' il colpo e in campo si nota la differenza tra un complesso ben oliato e rodato come il Pordenone e uno che sta cercando l'amalgama. Regala un brivido al 37' una deviazione di Burrai su tiro di Baraye da dentro l'area. Sull'altro fronte Ingegneri in spaccata non arriva per poco su un piazzato teso di Burrai. Al 42' invece non sbaglia Misuraca che raccoglie una corta respinta di Saporetti al limite di destro, a giro, trafigge Frattali. Si va all'intervallo sotto di un gol con la sensazione che purtroppo il Pordenone fosse l'avversario meno indicato per la prima uscita del Parma dopo la definitiva ristrutturazione invernale. Compatti, organizzati e con idee chiare. I neroverdi sono stati anche fortunati in alcuni episodi, ma ai punti hanno fatto un po' meglio dei crociati.
Il vero Parma
Nell'intervallo D'Aversa toglie Saporetti, mette Mazzocchi terzino a destra accentrando Iacoponi a fianco Lucarelli. Una squadra più offensiva insomma perché l'ex Entella nel primo tempo si era limitato alla fase difensiva senza mai affacciarsi in avanti. Già al 5' Calaiò di testa, girando bene un cross teso di Nocciolini, impegna Tomei in una parata non semplice. All'11' colpo di sfortuna quando Baraye libera il destro dal limite ma la palla sbatte sulla traversa. Al 15' Tomei salva su una bordata di Scaglia. Adesso il Parma preme in modo avvolgente e il Pordenone fa fatica a ripartire. Nell'area ospite fioccano i cross e i corner, ma di vere chance se ne creano poche. Al 20' calcia Scozzarella, devia Stefani, palla che sfiora il sette. Poco dopo Misuraca alleggerisce il peso del forcing crociato cercando il gol da fuori ma Frattali fa buona guardia. Verso la mezzora l'impeto del Parma sembra attenuarsi e il Pordenone ha buon gioco nel rallentare i ritmi e con la difesa alta si aiuta anche con il fuorigioco. A corto di attaccanti in panchina D'Aversa mette Nunzella terzino a sinistra e avanza Scaglia a destra in un 4-2-4. Alla mezz'ora Frattali in tuffo respinge una velenosa punizione di Burrai, poi una spizzata di testa di Munari manda la palla fuori di poco.
Classe e sorte
Sembra non esserci speranza, e invece Baraye recupera un pallone in area, salta un uomo e dal fondo scodella un cross sul palo più lontano dove Munari svetta di testa e insacca da due passi. A questo punto il Parma ha il merito di gettare il cuore oltre l'ostacolo e in un altro sviluppo di corner Calaiò trova la coordinazione e con una splendida sforbiciata insacca, facendo esplodere di gioia il Tardini. Peraltro la traiettoria della palla è deviata in modo significativo dalla schiena di un avversario, ma è un indennizzo della buona sorte rispetto alla carambola dell'autogol di Frattali e alla traversa di Baraye. In pieno recupero Buratto sfiora il pareggio ma finisce bene, e il bello del calcio è proprio questo.
A ben vedere il cambio effettuato da Tedino all'85' (fuori Arma dentro il nuovo arrivato Padovan) è stato a dir poco negativo. Dove Munari ha insaccato di testa ci sarebbe stato proprio Arma, che nel gioco aereo è insuperabile. Ma sono dettagli: la sostanza è che il Parma ha riscattato un tiepido primo tempo con una bella prova di maturità ma anche di forza nella ripresa. D'Aversa ha sempre il suo forte nell'attingere dalla panchina e adesso, a parte il parco punte, ha ampia scelta. Qualche avversario magari sul 2-1 s'era illuso, invece il Parma c'è ancora, più forte di prima.
UN SUCCESSO FONDAMENTALE PER MORALE E CLASSIFICA
Paolo Emilio Pacciani
Se il campionato finirà come tutti i tifosi crociati sognano, il 5 febbraio resterà fissato nella memoria di tutti come una data fondamentale. La vittoria che il Parma ha conquistato ieri sera contro il Pordenone ha infatti un valore straordinario. Sia per quello che significa in termini di classifica che per la valenza sul morale della squadra.
Nel giro di tre minuti, a cavallo del novantesimo, il Parma è passato da una sconfitta che lo avrebbe probabilmente tagliato fuori dalla lotta per il primato (i punti di distacco dal Venezia sarebbero stati a quel punto sette, perché ai 6 da recuperare se ne sarebbe dovuto aggiungere uno a causa degli scontri diretti a favore dei veneziani) ad una vittoria che, oltre a sancire il sorpasso reale sul Pordenone (anche se dovesse vincere il recupero con il Teramo) e il secondo posto, mantiene le distanze dalla capolista in un termine ancora recuperabile.
La rabbia, la voglia, la determinazione con le quali i crociati hanno lungamente cercato la rimonta sembravano non dover portare nulla in dote: il secondo tempo è stato un assedio continuo alla porta friulana, fermato da traversa, parate, respinte, deviazioni fuori di un soffio. Poi, in piena «zona Venezia» (che anche ieri contro l'Ancona ha trovato il gol a ridosso del 90'), finalmente la rete di Munari e quella, incredibilmente bella, di Calaiò. Una magia che ha fatto letteralmente impazzire il Tardini. Un gol di una bellezza e di una importanza che non hanno pari in questo campionato.
La vittoria, lo sottolineiamo, è stata meritata, nonostante il Pordenone si sia confermato un'ottima squadra, perfettamente messa in campo. Ma se il Parma si è ritrovato dall'1-0 all'1-2 deve recitare un bel mea culpa. Proprio come sette giorni fa a Venezia, i crociati hanno regalato moltissimo. Scavone, splendido nel segnare il primo vantaggio, ha commesso un fallo da rigore stupido quanto inutile. Saporetti, solo e non pressato, ha messo sul piede di Misuraca la palla dell'1-2. Due errori che una squadra di questo calibro non può permettersi. Soprattutto contro avversari attrezzati come il Pordenone.
Per fortuna ieri questi errori alla fine non sono stati pagati, ma bisogna smetterla di sciupare così tanto. Perché il Parma ha le carte in regola per salire in B.
LE PAGELLE
PARMA
FRATTALI 6,5
Sfortunato sul rigore, nulla può nel 2-1. Per il resto sempre sicuro, anche coni piedi, e attento sui tiri del cecchino Burrai.
IACOPONI 6
Debutta da terzino destro. Attento in difesa ma mai presente in fase propulsiva. Nel secondo tempo va a fare il centrale e a parte una palla regalata di testa a Arma, svolge bene il compito.
LUCARELLI 6,5
In campo aperto soffre un po' ma il mestiere e il carattere aiutano la squadra.
SAPORETTI 5,5
Parte benino con la consueta grinta, poi però ha sulla coscienza il gol del 2-1 che rischiava di guastare la serata.
MAZZOCCHI 6
Fa il terzino quando la squadra deve rimontare e riesce a dividersi bene tra le due fasi anche se negli ultimi metri manca sempre un po' il guizzo decisivo.
SCAGLIA 6
Si vede che ha gamba e tecnica, e mostra subito la duttilità passando da dietro a sinistra a davanti a destra. Affinando l'intesa con i compagni diventerà importante.
MUNARI 6,5
In troppi frangenti risulta lento rispetto all'agile manovra degli avversari. Però la sua fisicità ha sempre un peso, e lo ha dimostrato in occasione del fondamentale gol del 2-2.
SCOZZARELLA 6,5
Primo tempo di grande difficoltà, con alcuni falli necessari a fermare gli avversari. Nella ripresa invece regia perfetta con circolazione rapida della palla e ottime idee.
SCAVONE 6,5
Gol da bomber di razza, poi qualche passaggio a vuoto tipo l'ingenuo rigore causato. Come l'altro corazziere Munari, però, alla fine il fisico paga.
NUNZELLA 6,5
Entra con il compito di spingere e lo fa, tracciando diversi cross.
NOCCIOLINI 6
Forse manca un po' di fondo perché nel primo tempo è stato il migliore, brioso e volitivo, mentre nella ripresa ha tirato il fiato, appannandosi.
CALAIO' 7
Gol da cineteca, espulsione di Stefani, gran movimento a portare via avversari e ad aprire spazi per i compagni. Ben tronato al gol, bomber.
Il migliore
BARAYE 7,5
Stavolta non ha segnato, ma è stato il più continuo. ha dato il la all'azione del primo gol, e disegnato sulla fronte di Munari una perla di cross per il 2-2. In mezzo tanto sacrificio come oggi si addice a un esterno nel 4-3-3.
ALL.D'AVERSA 7
Finalmente può varare il suo prediletto 4-3-3. In Scaglia ha trovato un esterno basso di qualità, Iacoponi è solido e lo aspettiamo più intraprendente in avanti. Da centrocampo in su punta ormai su un assetto che gli dà risposte positive. Nonostante questo ieri sera il Parma è stato sull'orlo di un precipizio perché scivolare a -6 dal Venezia sarebbe stato fastidioso. Intanto l'arrivo di Sinigaglia colma l'ultima lacuna del mercato di riparazione e lui di gara in gara (forse unica eccezione a Venezia) si mostra molto bravo nel rimescolare le carte a partita in corso finendo sempre per aiutare la squadra a far meglio. E questa sua abilità, assieme al valore assoluto di un gruppo zeppo di elementi di categoria superiore, è una bella polizza in vista di un finale di stagione che si preannuncia appassionante.
PORDENONE
TOMEI 7
SEMENZATO 6
INGEGNERI 6,5
STEFANI 5,5
SEMENZATO 6
MISURACA 7
BURRAI 6,5
SUCIU 6
CATTANEO 5,5
BURATTO 6
BERRETTONI 6
BULEVARDI 6
ARMA 6,5
PADOVAN
ALL.TEDINO 6
L'ARBITRO
GIUA 6,5
La gara è stata vibrante, spigolosa anche se mai davvero scorretta. Lui non le azzecca tutte, però, almeno dalla tribuna, sembra scegliere correttamente sugli episodi determinanti. Magari penalizza un po' Calaiò bistrattato sulla trequarti
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