Pierluigi Dallapina
Dopo la raffica di multe, 57 mila in quattro mesi solo quelle legate alle nuove corsie preferenziali, per i contribuenti spunta una nuova richiesta di denaro da parte del Comune: il pagamento della Cosap anche per quegli accessi a raso per i quali non è stato richiesto all’ente il rilascio del permesso di passo carrabile da parte dei proprietari dell’accesso.
A denunciare la situazione è Federconsumatori, come spiega il presidente Fabrizio Ghidini, nel corso dell’incontro organizzato ieri mattina nella sede dell’associazione. «Il Comune, attraverso Parma gestione entrate, sta spedendo degli inviti a pagare il canone di occupazione del suolo pubblico. La nostra associazione intende inviare una interrogazione al difensore civico regionale, affinché si esprima su una richiesta di pagamento che per noi risulta ingiustificata», afferma, prima di fare un inciso di carattere generale. «Federconsumatori intende mettere in discussione l’intera politica delle entrate attuata da questa amministrazione. Le multe, ad esempio, sono diventate un serbatoio di denaro utile per tenere in piedi il bilancio. Fortunatamente, sul regolamento Cosap l’assessore Ferretti si è dimostrato disponibile ad ascoltare le nostre richieste». Paolo Tazzini, avvocato e consulente dell’associazione, chiarisce che ad una decina di persone è stato chiesto, da parte di Parma gestione entrate, la regolarizzazione della situazione relativa al pagamento della Cosap, per un periodo di tempo che va indietro fino a 5 anni fa. «Parliamo di importi che variano dai 250 ai 500 euro, in quanto il canone richiesto è calcolato in base ai metri lineari occupati dall’accesso sulla strada», dice, per poi entrare nel merito del problema. «Per noi non è giusto pagare la Cosap in quei casi in cui non c’è occupazione permanente e visibile di suolo pubblico», spiega, ricordando che la battaglia di Federconsumatori è limitata agli accessi a raso per i quali non è stato richiesto il passo carrabile. «Parma gestione entrate – continua – sta dimostrando estrema rigidità, in quanto ritiene che qualsiasi accesso privato su una strada pubblica sia suscettibile del pagamento del canone. Noi invece riteniamo che gli accessi a raso in questione non siano soggetti al pagamento della Cosap». In sostanza, il principio che Federconsumatori vuole difendere è questo: se al proprietario dell’accesso non importa che il suo ingresso possa essere ostruito da un’auto in sosta o da qualsiasi altra cosa, non sottrae nessuno spazio pubblico alla collettività, quindi non è tenuto a pagare nulla. Un’altra consulente di Federconsumatori, Simona Carpena, ricorda due sentenze della Cassazione, sempre limitatamente agli accessi a raso in cui si è stabilito «che dover pagare per poter accedere al cancello di casa propria può essere considerato come una lesione della proprietà privata».
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