Antonio Bertoncini
Borgo San Donnino 4 – Rappresentativa Stranieri 4: all’apparenza può essere un risultato normale in una delle mille amichevoli di fine estate che vedono sul campo squadre di ogni categoria. Ma c’è un piccolo dettaglio: il Borgo san Donnino gioca in Promozione, la Rappresentativa Stranieri è solo una squadra iscritta a nessun campionato, che si allena all’ombra del campanile a Castell’Aicardi di San Secondo, grazie alla buona volontà di Mauro Panebianco, barista di professione ma con il calcio nel sangue, con il patentino da allenatore in tasca, oggi alla guida degli allievi del Carignano. Questi ragazzi, in numero variabile fra i 30 e i 40 sono tutti profughi africani di diverse nazionalità, arrivati tempo fa sui barconi, giovani, motivati e con un solo obiettivo: fare fortuna in Italia per dare un futuro a sé stessi e alla loro famiglia. Ma, se un tetto lo hanno trovato grazie ai programmi di accoglienza per i rifugiati, assai più difficile e trovare un lavoro, ingrediente indispensabile per trasformare un sogno in realtà possibile. Qualcuno c’è riuscito, molti altri ancora no, ma tutti insieme possono coltivare la comune passione per il calcio, capace di superare molte barriere. Ma per il momento ne hanno di fronte una grande come una montagna, che appare invalicabile: il permesso di soggiorno di lunga durata.
Così il cane si morde la coda: senza lavoro non c’è permesso e senza permesso non c’è lavoro. E non c’è neppure – ironia della sorte – la possibilità di giocare in una squadra di calcio iscritta alla FIGC, di nessun ordine e grado. Così la squadra formalmente non esiste. Eppure sul campo esiste eccome! Se ne sono ben accorti i più blasonati colleghi del Borgo San Donnino, che li hanno invitati a Fidenza per un’amichevole. Forse hanno preso l’impegno un po’ sottogamba, forse accusavano la fatica della preparazione, fatto sta che non sono andati oltre un salomonico pareggio contro gli scatenati dilettanti puri di Castell’Aicardi. ”Ne ho selezionati 17 – dice l’allenatore degli stranieri Mauro Panebianco - e ne ho pure preso uno che ancora non si era presentato, ma che i ragazzi mi hanno descritto come fortissimo. Non ne ricordo neppure il nome, gli ho dato la maglia numero 11 e ha fatto faville. Dai più blasonati avversari abbiamo ricevuto un’ottima accoglienza e tanti complimenti, al punto che i loro dirigenti hanno mostrato interesse per tesserare 4 dei nostri giocatori. Ma purtroppo la FIGC richiede il permesso di soggiorno per un anno e loro lo hanno solo semestrale, quindi l’appuntamento con il trampolino di lancio nel mondo del calcio è perlomeno rimandato. E’ un vero peccato – constata ancora l’allenatore – perché alcuni sono davvero dotati e potrebbero giocare in eccellenza o in promozione. Sono ragazzi giovani dai 17 ai 20 anni, Seku che viene dalla Nuova Guinea ha fatto una doppietta, Adama della Costa d’Avorio ha pure segnato e hanno figurato davvero bene Panival della Costa d’Avorio, il nostro n. 10 Alfonso del Cameroun e il portiere Bultino, pure lui camerunense, che nel suo Paese giocava in serie B. E il nuovo arrivato, diciassettenne della Nuova Guinea, è andato subito in rete”. Chissà se per questi ragazzi il calcio potrà rappresentare qualcosa di più del piacere di esultare per un gol sul campo parrocchiale: “Sicuramente sono molto motivati – dice ancora l’allenatore - intanto l’avventura continua, e facciamo il possibile per aiutarli perché giocare al calcio tiene lontani da tante tentazioni e da pericolose scorciatoie”. Mauro Panebianco chiude il suo racconto con un piccolo appello: “Ringrazio i dirigenti del Borgo San Donnino per averci dato questa soddisfazione, ma vorrei cogliere l’occasione per rivolgere un appello a tutto il calcio parmense: invitateci per un’amichevole, noi ci saremo sempre volentieri. E perché non sperare che un invito non arrivi anche da una delle squadre del Parma Calcio 1913?”.
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