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Castello a «mezzo servizio», l'ira dei negozianti

Castello a «mezzo servizio», l'ira dei negozianti

31 Dicembre 2017, 12:30

Giovanni Lusardi

I negozianti di Torrechiara sono infuriati per la chiusura del castello. Il Polo museale regionale, ente dipendente dal ministero dei Beni culturali, ha deciso che per i primi tre mesi del nuovo anno il castello rimarrà aperto dal lunedì al sabato dalle 8.10 alle 13.50 mentre la domenica, giorno di maggiore affluenza di turisti, sarà chiuso per tutto il giorno. È ovvio che a essere colpite maggiormente da questa scelta saranno le attività di Torrechiara che perderanno il flusso di clienti dato dal castello. Per questo, abbiamo ascoltato l’opinione di alcuni gestori. «Non sono d’accordo con gli orari – dice Mara Fiorini della macelleria “La bottega di Mora” –, si è combattuto tanto per tenerlo sempre aperto e secondo me l’apertura è dovuta al di là di quello che può portare alle attività. Non riesco a capire questa decisione, bisognerebbe fare uno sforzo e trovare personale in più, sembra una cosa fatta d’ufficio senza pensare alle esigenze dei visitatori». Con una nota malinconica pensa ai turisti Giuseppe Vicari della «Cantina del Borgo»: «Io sono un fautore della promozione del turismo, ma se gli chiudiamo la porta in faccia penso non sia una cosa bella per nessuno. Questa cosa fa parecchio male. Se oggi la gente arriva e rimane affascinata è perché qualcuno si impegna a portare avanti qualcosa di importante per ospitare la gente, ma se adesso che abbiamo il turismo succede questo, è sicuramente un male ed è qualcosa che fa pensare. Noi abitanti del borgo ci impegniamo da privati ad abbellirlo per accogliere al meglio i visitatori che penso vadano tutelati e rispettati, vorremo che le istituzioni ci appoggiassero». A fargli eco è Maria Rita Taddia dell’Albergo Gardoni: «Non sono d’accordo con i nuovi orari: i turisti dovrebbero avere il diritto di visitare il castello di domenica, il giorno più comodo. Considerato il fatto che il castello è anche stato pubblicizzato ultimamente anche da Alberto Angela nella sua trasmissione, credo sarebbe il caso di valorizzare e non di affossare». Pensa alla comunità Giuseppe Arielli del Mobilificio Arielli: «La mia attività non dipende molto dal castello, sporadicamente qualche turista si ferma da noi. Sono però profondamente dispiaciuto come cittadino di Torrechiara. Per me attuare tali orari significa tornare indietro di oltre vent’anni nella valorizzazione del territorio, come quando c’erano i turisti che volevano visitare il castello e lo trovavano chiuso. Bisognerebbe valorizzare il turismo». È più risoluta Valeria Lugli che gestisce il bar «La tavola del contado» e l’agenzia viaggi Assapora Appennino: «È un disastro, tenere chiuso il castello la domenica significa far morire le attività che nella nostra frazione lavorano in modo particolare nel weekend e scombussolare i piani di chi lavora nel turismo». È d’accordo con lei Patrizia Losi del birrificio Torrechiara-Panil: «È l’ennesima dimostrazione del disastro di questa classe politica che non sa parlare alla gente ed è cieca di fronte alle esigenze della comunità. Dobbiamo assolutamente far riaprire il castello, non capisco proprio come abbiano preso questa decisione». Anche i gestori dei ristoranti come Gianquinto Vicari del ristorante Al Mulino si dicono concordi con gli altri commercianti: «Questa cosa non ci rende contenti. Per chi come noi lavora anche grazie al castello è una perdita. Io proporrei almeno uno spostamento dell’apertura nell’orario pomeridiano, dove si tiene il maggior numero di visite: tenerlo aperto al mattino è un po’ come tenerlo chiuso».

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