Vittorio Rotolo
Ha chiuso in bellezza – ma solo per raggiunti limiti di età, 70 anni - la sua splendida carriera di donatore Avis, Gianni Terzi. Che, nei giorni scorsi, al Centro prelievi di via Mori a San Pancrazio, ha effettuato la sua centesima donazione di sangue. Figura storica dell’Avis di base San Pancrazio, Terzi ha dedicato anni importanti della propria vita, quasi mezzo secolo per la precisione, al servizio dell’associazione e di questa nobile causa. Apprezzato da tutti per la sua giovialità e la sua simpatia, non manca mai di offrire il proprio generoso apporto alla causa dell’Avis pure in occasione di feste ed eventi. Coinvolgere i giovani e sensibilizzarli alla cultura del dono è una missione che Terzi ha portato avanti con costanza e dedizione. A brindare alla sua centesima donazione, traguardo raggiunto a coronamento di un lungo percorso cominciato nell’ormai lontano anno 1969, sono stati tantissimi amici e familiari. Con loro pure Giancarlo Izzi, presidente di Avis Comunale Parma, il consiglio direttivo dell’Avis di base San Pancrazio al gran completo e, naturalmente, tutto il personale sanitario che opera all’interno della struttura di via Mori. La moglie di Terzi, Paola, ha invece preparato per l’occasione una gustosissima torta. A casa Terzi, d’altronde, l’Avis è sinonimo di famiglia: la figlia Simona è consigliera sia dell’Avis San Pancrazio che della Comunale Parma. Cento donazioni, un qualcosa di incredibile a pensarci. Eppure la storia tra Gianni Terzi e l’associazione è destinata a proseguire. «L’età che avanza, purtroppo, non mi permette più di compiere il gesto del dono, e questo mi rammarica non poco. Tuttavia non c’è il minimo dubbio sul fatto che continuerò a riversare le mie energie a beneficio di questa associazione, cui sono profondamente legato. L’Avis la considero infatti la mia seconda casa» spiega Terzi. «I donatori e gli altri amici, siano essi collaboratori e volontari, potranno sempre contare su di me, innanzitutto per il servizio del punto ristoro del Centro prelievi: un’esperienza che è preziosa fonte di arricchimento, dal punto di vista umano. E poi, naturalmente, mi adopererò per l’organizzazione delle diverse attività. Il lavoro da realizzare è tanto, per ampliare la base associativa. Insieme, però, possiamo farcela. Se esiste un segreto per arrivare a cento donazioni? Seguire un corretto stile di vita, perché per donare con una certa costanza è indispensabile godere di buona salute. Per me è stato così e mi reputo molto fortunato». Fortunato ma certamente pure bravo, Gianni Terzi.
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