SESTO POSTO
A richiamare i carabinieri al civico 6 di via Gibertini è stata una vicina di casa. La dirimpettaia di Paolo Cocconi, 50 anni, da tempo residente in un appartamento al terzo piano della palazzina. Aveva sentito delle grida, dei rumori strani, e intorno alle 23 di ieri ha preso il telefono, preoccupata.
Quando i militari hanno suonato al campanello di Cocconi, nessuno ha risposto. E ci sono voluti i vigli del fuoco per aprire la porta sul dramma: due corpi senza vita. Quello del padrone di casa, e quello della donna che per diversi anni - e fino al luglio scorso - gli era stata compagna: Arianna Rivara, 43 anni.
Secondo una prima ricostruzione, l'uomo avrebbe uccisa e poi si sarebbe suicidato con una dose massiccia di farmaci. Nessuna arma è stata ritrovata vicino ai corpi.
I carabinieri questa mattina hanno completato i rilievi con l’ausilio della Scientifica.
L’appartamento è stato posto sotto sequestro, mentre proseguono le indagini - coordinate dalla pm Paola Dal Monte - soprattutto per definire modalità e cause della vicenda.
Al mattino presto in via Gibertini sono arrivate la madre e la sorella di Arianna Rivara. E la notizia ha fatto subito il giro degli amici, in un'onda di incredulità e dolore che ha coinvolto anche i colleghi della Barilla: sia Arianna Rivara sia Paolo Cocconi erano dipendenti del gruppo.
L'uomo, che ha alle spalle una separazione, lascia una figlia. Nell'appartamento è stato trovato un anello appena acquistato: probabilmente Cocconi sperava che la 43enne potesse riaccettarlo nella sua vita.
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